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COME RIDURRE IL TEMPO PER OTTENERE UNA GRAVIDANZA CON LA PMA

Roma, 15 aprile 2016 – Si apre oggi a Roma il “Fertility Forum – New perspectives in time to pregnancy”, l’appuntamento annuale di Merck dedicato ai temi della riproduzione umana e alle nuove frontiere della ricerca nel trattamento dell’infertilità.

L’evento scientifico riunisce i maggiori specialisti italiani e internazionali nel settore della fertilità per lanciare una importante sfida: individuare, attraverso la condivisione di dati scientifici e il confronto tra esperti, nuove strategie cliniche e di laboratorio per ottimizzare i tempi necessari a ottenere una gravidanza con le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Per massimizzare le possibilità di successo con la PMA – dichiara Filippo Maria Ubaldi, Direttore Clinico dei Centri di Medicina della Riproduzione GENERAè necessaria una strategia terapeutica personalizzata, costruita sulle specifiche caratteristiche della coppia infertile secondo un approccio stratificato per paziente. Proprio con l’obiettivo di ridurre il tempo necessario a ottenere una gravidanza, abbiamo presentato uno studio, appena pubblicato sulla rivista Fertility & Sterility (Filippo Maria Ubaldi et al, “Follicular Follicular versus luteal phase ovarian stimulation during the same menstrual cycle (DuoStim) in a reduced ovarian reserve population results in a similar euploid blastocyst formation rate: new insight in ovarian reserve exploitation”. Fertility & Sterility, March 25, 2016), effettuato su pazienti a bassa prognosi riproduttiva con scarsa riserva ovarica; lo studio rivoluziona il concetto della stimolazione ormonale ovarica in quanto massimizza il numero di ovociti da poter recuperare per ciclo mestruale, riducendo il tempo necessario per ottenere la gravidanza”.

E’ ormai dimostrato che l’esito dei trattamenti per l’infertilità è largamente influenzato dall’età in cui la donna si sottopone alla PMA: la probabilità di ottenere una gravidanza per ciclo di trattamento è, infatti, inversamente proporzionale all’età (www.iss.it/rpma). Un dato di fatto, questo, che il nostro Paese fa fatica a contrastare: in Italia, infatti, si arriva spesso alla diagnosi di infertilità troppo tardi. Secondo i dati dell’ultima relazione del Ministero della Salute al Parlamento, l’età media delle donne che accedono alla PMA è in aumento, raggiungendo i 36,6 anni nel 2013, così come è in aumento la percentuale di donne oltre i 40 anni (31%).
Sempre da questi dati, emerge che su cento cicli (FIVET/ICSI) iniziati in pazienti con meno di 34 anni, sono state ottenute circa 28 gravidanze, mentre su cento cicli iniziati in pazienti con età maggiore di 42 anni, sono state ottenute circa 5 gravidanze.

Poiché il fattore tempo è sempre più determinante sull’esito delle cure della sterilità – commenta Carlo Bulletti, Direttore della Unità Operativa di Fisiopatologia della Riproduzione presso l’Ospedale Cervesi di Cattolicarisulta necessario ridisegnare le strategie di inquadramento diagnostico e terapeutico delle coppie in funzione della modificazione di questo parametro. La strategia si avvale dell’attuazione di provvedimenti perseguibili a breve e medio termine: dalla sensibilizzazione sociale, dalle scuole ai media, sulla importanza di riprodursi in un’età in cui è più alta la probabilità di successo, alla velocizzazione dei procedimenti diagnostici e terapeutici con “semplificazione in sicurezza” di ogni esame e procedura impiegati; inoltre, liste di attesa coerenti con la tipologia delle pazienti in accesso, con le loro aspettative e i loro successi stimati. Queste strategie – conclude il Dottor Bulletti – potrebbero portare ad un miglioramento dei risultati e ad una nuova e diversa parametrizzazione degli stessi per comparare diversi sistemi sanitari preposti alla cura della sterilità. Non più live birth rate (LBR – Tasso di natalità), ma Time To Pregnancy, o, meglio, Time To Live Birth (TTLB – Tempo necessario per la nascita)”.
Nell’ambito del Fertility Forum, Merck lancia la terza edizione del Fertility 2.0 Award (www.fertility20award.it), l’iniziativa che si rivolge ai giornalisti di testate online e a tutti gli utenti di Internet, con l’intento di premiare coloro che, proprio attraverso il web, danno un contributo importante alla divulgazione dei temi della fertilità e della prevenzione dell’infertilità.

Il tema dell’edizione 2016 del Fertility 2.0 Award è “La condivisione a sostegno della fertilità: confronto, relazione, informazione”.
Il web, infatti, offre importanti opportunità sia per la condivisione di informazioni attraverso i contenuti giornalistici, sia per la condivisione delle esperienze ed emozioni di chi racconta in rete il proprio percorso di ricerca della genitorialità; sono proprio le testimonianze che, spesso, rappresentano la chiave di volta per trovare il coraggio di affrontare il problema dell’infertilità.
Condividere, inoltre, racchiude in sé i valori fondamentali per la coppia che decide di intraprendere la ricerca di un figlio che non arriva: è dal confronto, infatti, che la coppia può trovare la forza di cercare una soluzione.

Quest’anno il Fertility Forum e il Fertility 2.0 Award – sottolinea Antonio Messina, Presidente ed Amministratore Delegato di Merck Serono S.p.A.si collocano all’interno di un progetto più ampio: il Manifesto per la Fertilità Merck. Quale azienda leader nel settore della fertilità, il nostro impegno non si ferma allo sviluppo di soluzioni terapeutiche e tecnologiche in grado di contrastare il problema dell’infertilità, ma prosegue anche nella direzione di una forte responsabilità sociale. Responsabilità che si esplica nella realizzazione di iniziative per la sensibilizzazione della popolazione e per la formazione professionale sui temi della fertilità”.

Il Manifesto per la Fertilità Merck, presentato dall’Azienda lo scorso novembre, è un documento programmatico di iniziative ideate in armonia con gli scopi del Piano Nazionale del Ministero della Salute, per diffondere una nuova e più consapevole cultura della fertilità nel nostro Paese e per sostenere il progresso scientifico e la formazione professionale degli specialisti.

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