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L’11 NOVEMBRE È LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VULVODINIA

Roma, 13 ottobre 2016 – Nel mondo, ne soffre una donna su sette con sintomi nell’area genitale talmente dolorosi da incidere profondamente sulla vita quotidiana.
Si tratta della vulvodinia, una sindrome caratterizzata da dolore pelvico cronico che colpisce i genitali esterni. La vulvodinia provoca sintomi di bruciore e dolore vulvare e si manifesta con sensazione di punture di spillo, scosse elettriche e fitte. Per una donna colpita da vulvodinia fare cose semplici come camminare o indossare un paio di jeans diventa molto difficile; persino indossare gli slip può risultare insopportabile. La sfera sessuale e riproduttiva ne risultano fortemente compromesse. Nonostante l’alta incidenza, la vulvodina è una patologia sottodiagnosticata, poiché sconosciuta a molti medici. Inoltre le donne provano spesso disagio nel parlarne con il proprio medico.

Per sostenere le donne nell’affrontare questo difficile percorso e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia ancora sconosciuta, l’Associazione VulvodiniaPuntoInfo Onlus istituisce per l’11 novembre la Giornata Internazionale della Vulvodinia – VULVODYNIA DAY.

La Nostra Associazione – ha dichiarato Elena Tione, Presidente e fondatrice di VulvodiniaPuntoInfo ONLUS è la prima in Italia che si impegna dal 2010 a diffondere la conoscenza sulla vulvodinia e a offrire sostegno volontario alle donne. La nostra è una realtà fondata da una donna per le donne e abbiamo deciso di istituire questa Giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo della Ricerca, per ribadire il nostro impegno nel diffondere la completa e corretta informazione mentre continuiamo a sostenere le pazienti ogni giorno.

Che cos’è la vulvodinia

La vulvodinia è causata da una forte infiammazione e sofferenza dei nervi dell’area genitale e pelvica, accompagnata spesso da contrattura dei muscoli stretti intorno a uretra, vagina e ano in una morsa costante e dolorosa. Spesso però non è presente alcuna lesione o segno riconoscibile: ciò complica la corretta diagnosi. In realtà, per diagnosticare la vulvodinia è sufficiente un semplice test in cui lo specialista esercita una lieve pressione con un cotton fioc su specifici punti della vulva: se durante questo test si avverte dolore, bruciore o anche un semplice fastidio si conferma la diagnosi (Swab Test). Ciononostante, il ritardo nel ricevere la diagnosi in media è di ben quattro anni e questo comporta nelle donne anni di cure inutili o addirittura dannose, di sofferenza fisica e di conseguenza psicologica.

L’Associazione VulvodiniaPuntoInfo Onlus

L’impegno quotidiano di Associazione VulvodiniaPuntoInfo ONLUS, presente online 24h su 24h, 365 giorni all’anno, ha consentito di abbattere questo ritardo e molte nuove diagnosi adesso giungono in modo più rapido, perché le donne si informano e arrivano velocemente ai pochi specialisti che si occupano di vulvodinia.
L’Associazione vuole raggiungere tutte quelle donne che ancora non hanno accesso all’informazione e che sono orfane di diagnosi e cure; desidera incentivare la ricerca e auspica l’istituzione di centri multidisciplinari d’eccellenza nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale: per questo ha anche lanciato la petizione ufficiale per il riconoscimento della vulvodinia www.unafirmaperlavulvodinia.it.
Le donne di VulvodiniaPuntoInfo ONLUS si augurano che l’Italia riconosca finalmente e al più presto questa patologia che colpisce 4 milioni di italiane.

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