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5 giugno 2020, Giornata mondiale per l’Ambiente

La Giornata Mondiale per l’Ambiente è dedicata quest’anno al tema del drammatico declino della biodiversità del pianeta. Circa un milione di specie viventi sono minacciate di estinzione. Il dossier di Legambiente e le dieci azioni da mettere in campo.

La Giornata Mondiale per l’Ambiente quest’anno è dedicata al tema del drammatico declino della biodiversità del pianeta. Circa un milione di specie viventi (su un totale stimato di circa 8,7 milioni) sono minacciate di estinzione. Il ministero dell’Ambiente ci dice che a parere degli scienziati ci troviamo di fronte alla sesta grande estinzione di massa. Molti ecosistemi sono stati distrutti, degradati, frammentati e solo una piccola percentuale è rimasta intatta.

La Giornata per l’Ambiente deve essere l’occasione per riflettere su ciò che stiamo facendo al nostro Pianeta e soprattutto un momento per capire cosa possiamo fare per invertire questo andamento.

Ne abbiamo parlato con Stefano Raimondi, Coordinatore Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, ascolta ora l’intervista:

“Legambiente ha da poco pubblicato un dossier nel quale denuncia gli effetti delle attività dell’uomo sugli ecosistemi globali – ha detto Raimondi. Risultano  sempre più a rischio specie animali e vegetali, oltre che risorse e servizi essenziali per la sopravvivenza dell’umanità. Il nostro Mediterraneo in particolare sta soffrendo: delfini, squali, capodogli e tartaruga Caretta Caretta sono solo alcune delle specie in pericolo”.

Il 2020 funestato dal Covid-19 avrebbe dovuto essere l’anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della Natura, ma così non è stato. Per questo è fondamentale che il nuovo decennio sia quello della svolta decisiva nella tutela della natura e delle specie. A cominciare dall’Italia, nazione con la più grande biodiversità in Europa, che dovrà fare la sua parte.

Per Legambiente il nostro Paese può e deve dare un importante contributo, rafforzando in primis la sua legislazione sulla tutela, dando piena attuazione a Natura 2000 – la più grande rete mondiale di zone protette – e prevedendo il coinvolgimento attivo delle parti interessate, dei settori politici chiave e della società civile.

“Per rendere più forti i nostri ecosistemi – spiega Antonio Nicoletti, Responsabile Aree Protette di Legambiente  – serve incrementare la percentuale di aree naturali protette, marine e terrestri, e porsi l’obiettivo di tutelare efficacemente il 30% del territorio nazionale entro il 2030. Importante realizzare aree in cui non siano permesse attività antropiche, limitare il prelievo della fauna ittica e creare santuari per la biodiversità forestale. Per questo occorre rimuovere gli ostacoli che frenano la nascita dei Parchi nazionali e delle Aree marine da tempo bloccate”.

Ma non sono solo le istituzioni a dover mettere in campo azioni di tutela, l’impegno deve investire tutti, con le semplici azioni quotidiane che vanno dalla raccolta differenziata alla scelta di vacanze a basso impatto ambientale.

La terribile pandemia che ancora stiamo vivendo deve spingerci a capire che forzare la natura è lo scempio più grave che si possa compiere.

Dorotea Rosso

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