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A.L.I.Ce. Italia: un fotolibro per ritrarre e raccontare l’ictus cerebrale

Un progetto ambizioso, coadiuvato da A.L.I.Ce. Italia O.D.V. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e SIMM  per promuovere la conoscenza dell’ictus cerebrale, e volto a sensibilizzare la prevenzione di pregiudizi e di atteggiamenti sociali di isolamento nei confronti delle persone colpite da questa patologia.

Il progetto prevede la creazione di un fotolibro per rappresentare la quotidianità delle persone colpite da ictus, con tutte le possibili conseguenze dell’esperienza subita. Il volume sarà composto da un centinaio di ritratti di persone colpite realizzati sia in fase di ospedalizzazione, sia durante momenti sociali, di confronto o svago. La raccolta degli scatti sarà curata da Gianni Ansaldi, noto fotografo ritrattista che con la sua fotografia punta a far emergere i tratti interiori dei protagonisti, analizzando le loro peculiarità nei confronti della malattia.

Vi saranno poi inseriti brevi racconti che descriveranno le sensazioni non solo del paziente stesso, ma anche di amici e familiari che lo accudiscono e lo supportano ogni giorno, anche nei momenti di maggior criticità.

Grazie alle fotografie e alle storie contenute nel libro verrà raccontato il “prima” e il “dopo” l’ictus, sottolineando da una parte quali siano i sintomi che lo rendono riconoscibile, le condizioni che ne favoriscono l’insorgenza e l’importanza della prevenzione, ma anche come oggi la malattia sia curabile con successo se trattata precocemente e nei centri dedicati (Unità Neurovascolari o Stroke Unit).

Oltre all’iniziativa legata alla rappresentazione cartacea, si prevede di realizzare una mostra itinerante dei ritratti e racconti, per diffondere e rinforzare sempre di più il messaggio in più zone d’Italia.

“Le conseguenze dell’ictus determinano significativi cambiamenti nella vita dei malati e dei loro familiari – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. Queste persone devono imparare a gestire una nuova vita quotidiana estremamente più complessa, spesso aiutati da altre persone, anche a causa delle attività necessarie a ristabilire le capacità fisiche. I malati devono recuperare la fiducia in loro stessi, nelle proprie capacità; dall’altro lato, le famiglie devono adeguare i propri stili di vita, probabilmente per sempre, e imparare a convivere con le disabilità causate dalla malattia. Tutti insieme devono combattere per cercare di limitare le conseguenze psichiche, emotive e sociali negative dell’ictus cerebrale”.

“La pubblicazione del libro – continua il Dottor Mattia Altini, Presidente SIMM – sarà anche un’ulteriore occasione per sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening in modo equo e omogeneo su tutto il territorio nazionale. L’ictus rappresenta un vero e proprio problema sociale, con costi elevati di gestione della malattia e con impatti psicologici, sociali ed economici incalcolabili per le famiglie. Sono orgoglioso di questa collaborazione con l’associazione portavoce dei pazienti colpiti da ictus cerebrale, perché siamo certi che questa alleanza sia un elemento fondamentale garantire un Sistema Sanitario Nazionale di valore”.

Per trasformare il progetto in realtà c’è bisogno di un concreto aiuto. Se si desidera dunque acquistare una copia del fotolibro, visita il sito www.ideaginger.it e cerca il progetto “La vita spesso cambia di colpo: un fotolibro per raccontare l’ictus” o visita direttamente la pagina: www.ideaginger.it/progetti/la-vita-spesso-cambia-di-colpo-un-fotolibro-per-raccontare-l-ictus.html

Redazione

Fonte: Ufficio Stampa GAS Communication

 

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