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“Abbiamo scelto di pensare green”: un progetto che prevede il primo “Green Hospital” in Italia

“La rivoluzione green della Casa di Cura Nuova Villa Claudia rappresenta un modello di civiltà per tutto il Paese, da diffondere e replicare. Tutela della salute e salvaguardia ambientale oggi sono due valori inscindibili l’uno dall’altro e la politica, ora più di prima ,ha la responsabilità di promuovere la concreta integrazione”.

E’ il messaggio inviato dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri in occasione della presentazione del progetto “Abbiamo scelto di pensare green” della prestigiosa struttura romana che sorge nel Parco di Veio a Roma, un progetto che, oltre ad essere rigoroso per la cura dei pazienti, garantisce anche un’attenzione singolare anche per l’ambiente.

L’ideatrice del progetto, la dott.ssa Laura Melis della Direzione Sanitaria di Nuova Villa Claudia afferma: “Per noi l’impegno sulla prevenzione primaria è un valore fondamentale da sostenere anche migliorando l’ambiente circostante. E’ una sfida ambiziosa, che però doveva essere assolutamente affrontata. È un progetto lungo e a lungo termine che coinvolgerà tante persone: i nostri collaboratori, i nostri dipendenti, i nostri fornitori ma anche i nostri pazienti, Non interverremo solo sull’edificio: tutti i processi sanitari saranno rivisti alla luce di un processo green”.

Fino ad oggi la maggior parte degli interventi da parte delle strutture sanitarie in Italia e all’estero hanno interessato prevalentemente l’efficientamento energetico degli edifici e raramente hanno coinvolto anche i processi aziendali, come invece intende fare Nuova Villa Claudia. Per la prima volta in Italia, dunque, una struttura sanitaria, tramite un percorso di rivalutazione dei propri processi in ambito Asset, Facility e Servizi Sanitari, punterà alla certificazione secondo i più elevati standard internazionali per ottenere la qualifica di GREEN Hospital. Non una semplice operazione di facciata ma un modo di ripensare a 360° l’intero assetto.

La svolta green di Nuova Villa Claudia a Roma si inserisce pienamente nel percorso di riconversione ecologica che la Regione Lazio ha già attivato anche all’interno delle strutture sanitarie, a partire dall’eliminare il più possibile l’uso della plastica negli ospedali: “Le nuove gare già prevedono la scomparsa delle stoviglie monouso e, per quanto riguarda la parte energetica, un miglior efficientamento energetico di impianti di co e trigenerazione delle nostre strutture – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, presente all’evento insieme al consigliere regionale Rodolfo Lena  –  Pertanto quello che avviene a Villa Claudia è un percorso coerente rispetto a quello che si sta intraprendendo nel resto delle strutture sanitarie del Lazio”.

Il processo di riconversione di Nuova Villa Claudia dovrebbe concludersi entro cinque anni. “Un progetto innovativo che prevede interventi integrati sull’asset, sulle facility e sopratutto sui processi sanitari in una ottica di sostenibilità sociale, ambientale ma anche economica per la clinica, dove la centralità degli stakeholder, dei pazienti e del personale della struttura, oltre ai fornitori, sarà il fattore critico di successo” hanno spiegato Guido Sirolli e Andrea Fortuna, partner di PwC, a cui nuova Villa Claudia ha deciso di affidarsi per sviluppare l’idea iniziale. “Gli interventi più semplici, quelli sulla gestione energetica (come il calore, l’elettricità e l’utilizzo dell’acqua) senza interventi massicci sulla struttura, potranno essere completati nell’arco di uno-due anni con una spesa che si aggira intorno ai 100-200mila euro da parte della struttura. Gli interventi che abbiamo quantificato in questa cifra rispettano il principio per cui il tempo di ritorno deve essere di quattro-cinque anni. Poi ci sono interventi più significativi, che sono quelli sulla parte fisica  della struttura, che in genere hanno tempi più lunghi”.

Dal punto di vista imprenditoriale si tratta di un investimento di non di poco conto. “E’ difficile essere green per un’azienda in coerenza con l’esigenza di sostenibilità economica – ha affermato su questo punto la dott.ssa Melis-  Questo è un problema che stiamo cercando di affrontare, e che secondo me dovrebbe essere preso in carico dalle Istituzioni. Un aiuto concreto che si potrebbe dare è ridurre l’Iva per l’acquisto dei prodotti ‘amici’ dell’ambiente

Redazione

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