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Acquaticità, 4 benefici per i neonati che praticano attività in acqua

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Le tenere foto della prima esperienza in piscina della figlia di Federica Pellegrini hanno riportato in primo piano i benefici dell’acquaticità nello sviluppo neonatale: ecco i 4 principali

Acquaticità è una parola che racchiude in sé innumerevoli benefici e porta i neonati a riacquisire la confidenza con il liquido amniotico in cui erano immersi nell’utero materno, durante la gravidanza. Non solo: le attività svolte in acqua favoriscono nei più piccoli lo sviluppo psico-motorio, facilitando il loro ingresso nel mondo e una crescita sana e completa fin dai primi mesi di vita.

Acquaticità, a partire dai 3 mesi

La fase più delicata per mamma e bambino è il primo mese dopo il parto, un momento speciale, quanto difficile e complesso, in cui entrambi devono fare i conti con una realtà nuova e completamente diversa da quella precedente. L’epoca migliore in cui avvicinare i neonati all’acquaticità è a partire dai 3 mesi.

È qui che l’affinità tra il bambino e l’acqua si esprime nel modo più completo: il neonato, infatti, possiede ancora quella spontaneità rispetto all’elemento, grazie al ricordo emotivo e tattile che il cucciolo d’uomo ancora possiede, fresco perché ancora abbastanza vicino al periodo in cui se ne stava, tranquillo, nell’utero materno.

In questo periodo, fino ai 6 mesi, i neonati hanno la capacità di apnea volontaria, che consente loro di non ingerire i liquidi se vi si trovano immersi. Questo li agevola nel praticare attività di movimento in acqua, traendo subito il primo beneficio: crescere senza il timore delle conseguenze dello stare in acqua.

Galleggiare grazie ai giocattoli

Entro i 12 mesi, impara a galleggiare

In questa fase, il neonato ha una grande dimestichezza con la propria respirazione, tanto da riuscire ad adeguarla in modo autonomo in relazione alle attività che sta svolgendo o in cui viene coinvolto. Questo favorisce ancor più la confidenza con l’acqua, che viene potenziata quando impara a galleggiare piacevolmente.

Per facilitare questo processo e l’acquisizione di questa capacità, è utile l’uso di oggetti: farlo giocare in acqua con paperelle e giocattoli galleggianti lo aiuterà a trovare l’equilibrio del suo corpo nell’elemento e, quindi, ad avere un primo approccio con il galleggiamento.

Scoprire i propri simili attraverso l’acqua

Sviluppare la socialità attraverso l’acqua

Ad un certo punto, i genitori verranno affiancati da veri e propri insegnanti, che li sosterranno nell’accompagnare il proprio piccolo in questo percorso di acquaticità. Sarà un’occasione in cui far entrare la componente della socialità: attraverso questa meravigliosa avventura, i bambini imparano i primi benefici della socialità, condividendo qualcosa di nuovo e piacevole con mamma e papà e con altri loro simili.

Acquaticità e fiducia in sé stessi

Riuscire a galleggiare e imparare ad avere confidenza con l’acqua, inoltre, favorisce nel neonato lo sviluppo della fiducia in sé stesso.

In modo del tutto inconscio, ma profondamente autentico, il bambino capisce di avere nuove competenze e sperimenta i primi passi verso l’autonomia, un fattore fondamentale per ogni individuo nella costruzione di una personalità capace di interagire con il mondo esterno. Non perdete tempo, dunque, mamme e papà, e avventuratevi nell’universo straordinario dell’acquaticità, insieme al vostro bambino!

Leggi anche il nostro articolo ‘Agopuntura, i 5 benefici dell’antica pratica orientale’

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Dorotea Rosso

Radio Wellness è una testata giornalistica che offre informazioni a carattere generale su salute e benessere.
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