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Asili nido: nonostante gli stanziamenti il 60% rischia la chiusura

Dopo la protesta di due giorni con la sospensione della didattica a distanza, nel decreto Rilancio è stato inserito un nuovo stanziamento di 150 milioni per le scuole paritarie. Ma per gli asili nido la situazione resta difficile. Molti sono a rischio chiusura.

Ascolta ora l’intervista a Paolo Uniti, direttore di Assonidi:

Dopo la protesta delle scuole paritarie arrivano gli stanziamenti del governo anche gli istituti privati, circa 13.000 e con circa 866.000 alunni e 100.000 lavoratori.

Nell’ultima versione del decreto Rilancio è stato inserito un nuovo stanziamento di 70 milioni, “a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette” per istituti con alunni fino ai 16 anni.

Queste risorse vanno ad aggiungersi ai 65 milioni di euro per le scuole materne paritarie, anche questi a copertura del mancato versamento delle rette, già presenti nella prima versione del decreto e ai 15 milioni di incremento del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione, che porta il totale dei contributi per i servizi tra 0 e 6 anni a 80 milioni di euro.

Complessivamente, dunque, per le scuole paritarie, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado (ma soltanto fino ai 16 anni) e per le strutture che accolgono bambini da 0 a 3 anni, sono previsti stanziamenti per 150 milioni di euro.

Ma sono sufficienti per salvare un settore tanto importante quanto fragile?

Non ne è convinto Paolo Uniti, direttore di Assonidi, circa 700 strutture associate nel nord e centro Italia fino alla Toscana con circa 3.000 addetti.

“Sicuramente gli stanziamenti previsti dal decreto sono importanti ma non sono risolutivi – ha detto Uniti – dal prossimo mese di giugno i lavoratori del settore non potranno più beneficiare della cassa integrazione, senza contare che molti di loro non hanno ancora percepito nulla e sopravvivono grazie all’aiuto personale dei datori di lavoro”.

“I 65 milioni stanziati dal governo verranno divisi tra tutte le circa 13.000 strutture scolastiche private, garantendo perciò circa 50/60 euro ad alunno per un totale di 2000 euro a bambino. Per sopravvivere non sono sufficienti”.

La proposta di Assonidi era quella di equiparare i lavoratori del comparto a quelli del settore turismo in modo da poter usufruire degli ammortizzatori. E poi mancano le certezze per le riaperture, molti saranno costretti a chiudere, si parla del 60% delle attività, lasciando allo sbando molte famiglie italiane (nel nostro Paese gli asili nido sono circa 5.500 per un totale di circa 25.000 addetti).

Dorotea Rosso

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