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Teleriabilitazione: oltre 100 piccoli pazienti trattati durante il lockdown. A Padova il primo centro in Nord Italia per bambini con disturbi del neurosviluppo

Il Centro Medico di Foniatria – Casa di cura Trieste, convenzionato con il sistema sanitario nazionale, non ha mai visto una pausa durante il lockdown. I piccoli pazienti erano sotto la costante visione a distanza, la teleriabilitazione appunto, grazie al team di riabilitazione neurocognitiva del bambino, guidata dal professor Giuseppe Cossu.

Il primo centro nel Nord Italia per la teleriabilitazione

Si tratta del primo centro nel Nord Italia che ad aver attivato la riabilitazione a distanza dedicata ai bambini con disturbi dell’apprendimento e del linguaggio, dello spettro autistico o con altre disabilità del neurosviluppo. Oltre cento i piccoli pazienti provenienti da tutt’Italia che hanno avuto una possibilità di cura in più, seduti davanti allo schermo del pc, rassicurati dai volti degli specialisti a cui sono affezionati da sempre.

Un team organizzato e sincronizzato per la neuropsicomotricità e la teleriabilitazione

Logopedisti, psicologi e terapisti della neuropsicomotricità sono dunque in prima linea per dare supporto ai bambini più fragili con difficoltà di comunicazione. «Per questi pazienti un’interruzione prolungata delle terapie rischia di provocare una perdita delle competenze acquisite, con danni importanti – spiega il professor Cossu -. Per questo durante l’emergenza Covid-19 e il lockdown abbiamo provveduto a riorganizzare l’attività da remoto, soprattutto per sostenere le tante famiglie che arrivano da altre province e Regioni d’Italia. La teleriabilitazione non può sostituire completamente la terapia in presenza, il contatto umano in questi casi rimane fondamentale, ma rappresenta una valida alternativa. Il consulto da remoto integra e completa il nostro approccio assistenziale multidisciplinare a 360 gradi e continua a rimanere attivo anche con la riapertura degli ambulatori».

Team Foniatria e teleriabilitazione

Team Foniatria

Attualmente la teleriabilitazione attualmente è rivolta esclusivamente a pazienti privati che abbiano già intrapreso un percorso di diagnostica o di trattamento al Centro Medico di Foniatria. Il progetto sperimentale avviato ha prodotto buoni risultati e tutte le famiglie con cui è stata testata tale modalità si sono dette soddisfatte.

Silvia Gerola, responsabile del progetto di teleriabilitazione

 «La teleriabilitazione ha numerose potenzialità di sviluppo – sottolinea la dottoressa Silvia Gerola, responsabile del progetto e logopedista del centro di riabilitazione neurocognitiva del bambino – in periodi in cui il distanziamento sociale è necessario, ma anche per pazienti provenienti da altre Regioni, per bambini le cui famiglie hanno difficoltà a gestire gli spostamenti, per quadri clinici complessi che necessitano di rimanere in un ambiente protetto e per supportare le famiglie con percorsi di counseling. In questo periodo di emergenza seguire, seppur a distanza, i nostri bambini è stato per noi e per le loro famiglie molto importante. Noi siamo dei punti di riferimento stabili: facciamo parte della loro routine e loro della nostra. La teleriablitazione ha consentito di mantenere saldo questo filo».

Neurosviluppo

Neurosviluppo – fonte immagine Pexels

Cosa ha significato per Lorenzo la teleriabilitazione. Lo testimonia papà Davide

«Mio figlio ha cominciato a dimostrare grosse difficoltà nelle relazioni con gli altri già dall’asilo – racconta Davide – nonostante avessimo cercato di spronarlo e di portarlo da un logopedista, faticava a dire le prime paroline. Così abbiamo capito che aveva bisogno di qualcosa in più e abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio alla ricerca di un centro medico specializzato. Nel momento in cui siamo entrati nel Centro Medico di Foniatria abbiamo capito che eravamo nel posto giusto, Lorenzo è stato messo in lista d’attesa e dopo sei mesi è iniziato il percorso di riabilitazione. Grazie a sedute di logopedia e psicomotricità, con cadenza di due volte a settimana, Lorenzo ha iniziato a recuperare le competenze cognitive e linguistiche. Oggi mio figlio è un bambino diverso, i risultati si vedono. Lui stesso il lunedì e il giovedì ci chiede di Silvia e Maria, le due dottoresse che lo seguono. Vederlo felice ci rende felici. Durante il lockdown non è stato facile rimanere a casa, ma la teleriabilitazione ci ha permesso di tenere i contatti e di non perdere i progressi raggiunti. La speranza è che questa attività non si fermi».

Un centro che costituisce un primato in Italia

Grazie al percorso che offre l’Unità di Neuroriabilitazione Cognitiva di costante assistenza, con sedute bisettimanali e trattamento multidisciplinare, si può garantire ai piccoli pazienti un quadro clinico chiaro e analitico che permette di confezionare ad hoc per ogni singolo bambino il programma di riabilitazione, e pone le basi per programmi di attività di ricerca scientifica.

Redazione

Fonte: Ufficio Stampa IOV

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