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Caldo e Covid-19: “I raggi UVB destabilizzano il virus”

Ascolta adesso l’intervista:

La bella stagione potrebbe portare ad una diminuzione della contagiosità. Lo ipotizzano alcuni virologi. “Non è il caldo che influenza il ciclo vitale del virus – ha detto il prof. Bruzzese che ha condotto la ricerca – ma sono i raggi ultravioletti del sole che lo destabilizzano”.

Il calore influisce sul coronavirus? La bella stagione porterà ad una diminuzione della contagiosità? In questi mesi sono state domande ricorrenti. Le opinioni in merito sono discordanti.

Abbiamo raccolto quella del professor Vincenzo Bruzzese, Direttore Medicina Interna e Rete Reumatologica Presidio Nuovo Regina Margherita di Roma.

“Non è la temperatura a incidere sul virus – ha detto Bruzzese – perché i virus muoiono dai 60 gradi in su, quindi è evidente che non arriviamo a queste temperature. Si è inoltre detto che, siccome durante l’estate ci sono meno infezioni del tratto bronco-polmonare,  questo potrebbe diminuire il contagio. Ma il Coronavirus non “bada” alle infezioni broncopolmonari ed infetta chiunque”.

Ciò che può provocare un’alterazione del virus sono i raggi UVB.

“L’Italia – ha proseguito il professore Bruzzese – durante l’estate è un paese dove splende il sole per molte ore al giorno. I virus sono sensibili ai raggi ultravioletti che possono destabilizzare il loro codice genetico e modificare il loro ciclo vitale. Basta vedere cosa sta succedendo nel resto del mondo: nei paesi dove sta arrivando l’inverno come in America Latina si sta verificando un aumento dei contagi”.

Attenzione, ammonisce poi Bruzzese, anche alla notizia non vera che le goccioline di saliva, meglio conosciute ormai come droplets, con il caldo perderebbero la loro componente acquosa e si “essicherebbero” prima di poter contagiare un individuo. “Questa è un’altra ipotesi inverosimile se si pensa a quale velocità viaggiano le  goccioline di uno starnuto”.

Sull’ipotesi di un’ondata di ritorno del virus il prof. Bruzzese è chiaro: “Il ritorno delle basse temperature potrebbe portare ad un aumento dei casi in autunno, anche per via dei focolai che si susseguiranno all’estero. Per questo è auspicabile che i reparti Codid negli ospedali non vengano smantellati. Altro aspetto fondamentale: non abbassare la guardia quindi usare sempre mascherine e guanti e mantenere il distanziamento fisico”.

Altro consiglio del prof. Bruzzese: rinforzare le nostre difese immunitarie esponendoci al sole per stimolare la produzione di vitamina D oppure assumerne per incrementarla”.

Dorotea Rosso

©2020 – Radio Wellness®

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