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Nastro Rosa LILT, 28esima edizione della campagna per la prevenzione del tumore al seno

Grazie alla Campagna Nastro Rosa della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) per tutto il mese di ottobre sarà possibile sottoporsi a visite senologiche gratuite presso le associazioni provinciali LILT e i circa 400 ambulatori attivi sul territorio nazionale. Perché la prevenzione è sempre l’arma migliore.

Ascolta l’intervista con i dettagli sulla Campagna della LILT al prof. Francesco Schittulli, senologo, chirurgo oncologo, Presidente nazionale LILT

Le visite si possono prenotare al numero verde SOS LILT 800 99 88 77, dove si possono anche ottenere informazioni e indicazioni riguardo le proprie necessità.

LILT, i dati sul tumore al seno 

“Per tutto il mese di ottobre sarà possibile per le donne sottoporsi non solo a visite senologiche – ci ha spiegato il prof. Schittulli – ma tutte le persone che si rivolgeranno ai nostri presidi troveranno anche consigli, proposte di approccio alla patologia del tumore al seno. Verrà poi consegnato anche il prezioso opuscolo della LILT con tutti  i suggerimenti sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce delle neoplasie. I dati parlano chiaro: il tumore al seno è diventato il killer numero uno con oltre 53.000 donne colpite dal male nel corso del 2019″.

Il tumore alla mammella colpisce comunque anche l’uomo, sia pur in minima percentuale: l’1%.

“A fronte di questo aumento dell’incidenza, si registra una, sia pure lieve ma costante, diminuzione della mortalità: ci si ammala di più, ma si muore di meno! Ci si ammala di più perché, oltre all’innalzamento dell’aspettativa di vita, sono sensibilmente aumentati i fattori di rischio che determinano lo sviluppo di questa patologia. E si muore di meno perché oggi disponiamo di una tecnologia avanzata, sempre più innovativa, che ci permette di individuare lesioni tumorali millimetriche”. 

LILT: tumori in crescita nel 2020

“Per il 2020 le prospettive non sono rosee, prosegue il prof. Schittulli. Purtroppo ci aspettiamo che per l’anno in corso i casi di tumore al seno aumenteranno per via dell’abbattimento delle campagne di screening a causa della pandemia. Sono oltre 1 milione e 600 mila gli screening in meno eseguiti rispetto al 2019. Questo significa meno diagnosi precoci della neoplasia, meno interventi rapidi nella cura. Alle donne dico di non avere paura del Covid-19, gli ospedali sono luoghi sicuri. Affidatevi con serenità alle strutture per i controlli, certo con tutte le precauzioni ma è necessario. Sappiamo tutti quanto l’intervento tempestivo in questa patologia faccia la differenza”.

LILT stima che proprio a causa della mancata prevenzione nel 2020 si registreranno oltre 55.000 nuovi casi.

LILT in prima linea per la prevenzione

“Le buone abitudini nello stile di vita fanno la differenza – prosegue il prof. Schittulli – quindi: sana alimentazione, attività fisica e NO a fumo e alcol. Inoltre possiamo considerare una buona abitudine per le donne anche l‘autopalpazione del seno. Non perché la  donna debba fare un’autodiagnosi ma per conoscere bene questo organo e soprattutto comprenderne le eventuali modifiche, possibili segnali della neoplasia”.

LILT ribadisce l’alto tasso di guarigione

LILT ricorda sempre che dal tumore al seno si guarisce. L’80% delle donne colpite dalla neoplasia la sconfigge ma l’obiettivo è raggiungere la  mortalità 0.

“La percentuale di guaribilità sale al 98% – ci dice il presidente di LILT – se si mettono in atto tutte le fasi di cui abbiamo parlato, dalla visita senologica alla mammografia”.

Quindi il consiglio è:

  • dai 25/30 anni eseguire un’ecografia una volta l’anno;
  • dai 40 anni in su eseguire la mammografia una volta l’anno.

Questo permette di guarire o di intervenire in maniera contenuta.

Vincere il cancro al seno si può!

LILT e la ricerca

“La ricerca sul tumore al seno ha fatto dei grandi passi avanti, basti pensare alla diagnosi preclinica che ha permesso di scoprire le donne che hanno predisposizione al cancro al seno. 

Ricordiamoci però che non si può abbassare la guardia: dei 4 milioni di italiani che hanno vissuto l’esperienza del tumore, oltre 850.000 sono donne che hanno combattuto il tumore al seno. Quindi seguire le donne anche nel post malattia diventa parte preponderante del percorso, per non farle sentire abbandonate a se stesse ma al tempo stesso senza far vincere la paura”.

LILT è a fianco delle donne. 

Leggi anche il nostro articolo su “Le donne mi chiedono”, storie di donne malate di tumore al seno

“Le donne mi chiedono”, storie di donne malate di tumore al seno

Dorotea Rosso

Fonte immagini: sito LILT

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