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Centri estivi dal 15 giugno: il “sì” del ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti

I centri estivi «potranno aprire il 15 giugno. Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, anche se in realtà il Dpcm prevede la possibilità da parte delle Regioni di anticipare o posticipare, a seconda dello stato epidemiologico del territorio regionale. «Questa apertura potrà essere fatta eventualmente anche con ulteriori specificazioni di regole e protocolli a livello regionale».

Il governo ha stanziato 185 milioni di euro per i centri estivi. Ad annunciarlo è sempre il ministro Bonetti: «Avevo promesso che non ci saremmo scordati dei centri estivi, ma che li avremmo riorganizzati in sicurezza. 185 milioni di euro sono l’investimento più alto in questo settore nella storia della Repubblica».

La ministra è intervenuta anche sulle scuole paritarie, annunciando il finanziamento di 120 milioni. «Speravamo in qualcosa di più, ma sono certa che la sensibilità parlamentare potrà intervenire con ulteriori risorse». Intanto alla ministra è arrivata una richiesta dai gestori dei parchi giochi e delle ludoteche, 2500 in Italia, la metà delle quali a rischio chiusura. In molti hanno chiesto di potersi riconvertire in centri estivi.

Su questo tema è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Noi intendiamo aprire dal 15 giugno. Stiamo analizzando molte questioni. Per esempio, il tema della sanificazione è tutt’altro che irrilevante. A questo si aggiunge il tema delle protezioni personali», ha ricordato il sindaco, che ha però affermato di ritenere che «se si useranno gli spazi aperti e si metteranno insieme il Comune, gli oratori e le associazioni, riusciremo a ospitare non tutti i bambini milanesi, ma quelli i cui genitori sono al lavoro».

E molto sensibile sul tema riaperture è anche il governatore Veneto, Luca Zaia: «In settimana conto di emettere l’ordinanza sull’apertura dei centri estivi: vorrei riuscire ad anticiparne l’apertura fin dalla prossima settimana, anche se non sarà semplice. E, comunque le linee guida sono già pronte da due settimane».

Regole per accedere ai centri estivi

Ogni regione adotterà regolamenti territoriali, ma tutte si dovranno attenere alle Linee Guida dell’ultimo Dpcm che stabilisce un rapporto numerico fra operatori bambini ed adolescenti, graduato in base all’età. Per i bambini dai 3 ai 5 anni ci sarà di un adulto ogni 5 bambini; dai 6 agli 11 anni, un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni, un adulto ogni 10 adolescenti. Nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità il rapporto sarà di un operatore per ogni bambino o adolescente.

Per evitare assembramenti ci saranno dei “triage” d’accoglienza e gli ingressi dovranno essere scaglionati di almeno 5/10 minuti e quando possibile ingressi ed uscite saranno separati con percorsi obbligati. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno o in un ingresso separato dell’area dove si svolgono le attività per evitare l’ingresso degli adulti che accompagnano i minori.

Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone o, in assenza, verrà utilizzato di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino prima che entri nella struttura; stessa cosa dovrà fare prima di essere riconsegnato ai genitori.

La procedura di triage prevede anche di chiedere ai genitori se il figlio ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa. E’ prevista la verifica della temperatura corporea “con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto”.

Stessa procedura anche per l’ingresso degli operatori. Le attrezzature e gli oggetti usati dai bambini dovranno essere puliti almeno una volta al giorno e ogni volta che i piccoli cambieranno attività dovranno lavare le mani, soprattutto prima dei pasti.

Vietato ovviamente per i bambini condividere posate e bicchieri.

 

Redazione

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