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Christmas Blues: facciamo chiarezza

Approfondimento a cura della Dott.ssa Maura Levi, Medico Specialista in Psicologia Clinica del Gruppo MultiMedica.

Il periodo natalizio è davvero il periodo più felice dell’anno?
Il Natale è sicuramente la festa più apprezzata dai bambini, nonché sinonimo di gioia, buoni sentimenti, generosità e famiglia, ma tra gli adulti non sempre si tratta di un momento positivo come vorrebbero le convenzioni sociali. A volte può rappresentare un incubo più che un sogno.
Infatti, non è detto che l’aria di festa evidenziabile attraverso le sfarzose illuminazioni per le strade o gli spot televisivi che ci ricordano quanto si “dovrebbe” essere felici, induca nell’animo sentimenti di gioia; anzi talvolta può provocare ansia, tristezza, se non addirittura la sensazione frustrante di non poter godere appieno di tale clima. C’è chi lo chiama Christmas Blues, dove blue in inglese significa depressione, ma non si può certamente parlare di una patologia psichiatrica. È più assimilabile a un malessere, tipico della nostra epoca, dove questi disturbi tendono a comparire durante le festività per poi scomparire dopo la loro conclusione, quando si ritorna a ritmi di vita più regolari.

Quali possono essere le cause di tale malessere?
In questo periodo dell’anno cambiano per molti le abitudini quotidiane: in attesa delle ferie il lavoro diventa più pesante, si mangia più spesso fuori (non sempre per piacere, ma per obbligo), si dorme di meno, si è costretti a faticose corse e code nei negozi per comprare i regali. Tutto ciò può creare uno squilibrio del ritmo sonno-veglia e un maggior affaticamento; è come se a una vita già troppo stressante si aggiungessero altri faticosi obblighi.

Inoltre, il Natale coincide spesso per ognuno di noi con il fare i conti con ciò che abbiamo realizzato o perso durante l’anno che sta per finire. Come eravamo l’anno scorso a quest’epoca? Che cosa avevamo in progetto di fare e cosa abbiamo realizzato? Indipendente dalle risposte che ognuno si dà, è facile incupirsi realizzando lo scorrere del tempo.

Questo è poi il periodo in cui ci si ricongiunge con le persone amate, a volte lontane, e dove abbiamo l’occasione di poter rinnovare il nostro affetto. Ma quando questo non può avvenire per impossibilità, o ancora di più per la perdita di una persona cara, il Natale può diventare un momento di nostalgia o di tristezza.

Mi è capitato di recente un paziente che, per la sua spiccata sensibilità sociale, vive il Natale con una certa tristezza pensando a coloro che vivono in condizioni meno abbienti e che non possono “godere” dell’abbondanza del periodo.

Cosa fare quindi per vivere e godersi con gioia questo periodo?
Pensare a ciò che abbiamo, senza rimanere troppo ancorati a ciò che abbiamo perso o non conquistato. Fare regali, ma soprattutto condividere e dare amore a coloro che amiamo veramente, riducendo allo stretto necessario il tempo da dedicare alle occasioni o alle persone “obbligate”.
Ben diverso è se le manifestazioni di irritabilità, alterazione dell’umore e disturbi del sonno si protraggono per 1 o 2 mesi, quindi ben oltre il periodo natalizio. Inoltre, è stato riconosciuto che durante il periodo delle festività, le persone con una predisposizione a stati di ansia e depressione, o con una patologia psichiatrica conclamata, possono manifestare un peggioramento sintomatologico. In questi casi è bene rivolgersi a uno specialista.

 

Fonte: Ufficio Stampa Value Relations

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