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Cinema: Widescreen, l’universale ricerca di sé e un giallo nel primo film del regista padovano Michele Banzato

La vicenda di un uomo di successo che mette in dubbio il suo stile di vita sradicando le proprie certezze alla ricerca del vero io. Ai nostri microfoni il regista ci racconta da dove nasce questo “thriller dell’anima”.

Ascolta adesso l’intervista:

 

Luca, quarantenne aiuto regista di successo, accetta di aiutare un suo vecchio maestro di cinema che gli chiede di completare un casting. Luca, all’apparenza realizzato e con la sua vita in pugno, asseconda il suo mentore controvoglia e di colpo viene catapultato in un piccolo paesino di montagna, alla ricerca appunto dei volti che ancora non sono stati trovati per il film. Qui la vicenda si complica: Luca non riesce a scegliere la protagonista della pellicola, una ragazza sparisce inspiegabilmente e allo stesso tempo anche la sua vita inizia a sfuggirgli di mano. Le sue sicurezze vacillano, la sua arroganza perde forza. La scoperta di uno stile di vita nuovo, profondamente legato ai cicli della natura lo destabilizza al punto da portarlo alla vera essenza dell’essere umano. Saprà cogliere l’opportunità di una nuova prospettiva di vita?

Widescreen significa “grande schermo” – ci ha detto il regista, Michele Banzato – a testimoniare l’apertura degli orizzonti non solo per il protagonista ma per tutti gli spettatori. Da tempo pensavo a questa storia, poi l’anno scorso ho iniziato a scrivere il soggetto e a incontrare amici che mi hanno dato il loro aiuto diventando i miei compagni in questa avventura. A partire da Giovanni Galavotti, sceneggiatore tra gli altri del film “L’uomo che verrà” per cui è stato candidato ai David di Donatello, e poi Antonio Menin, al quale ho chiesto di dare una visualizzazione alla storia. Lui ha creato uno storyboard con i passaggi principali del film. Senza dimenticare Mara Cicuto e gli amici di SharryLand e di Kineofilm, società produttrice del bellissimo film “Al dio ignoto” di Rodolfo Bisatti”.

di Antonio Menin

di Antonio Menin

Per realizzare Widescreen il regista ha pensato di far partire un crowdfunding, una modalità forse un po’ inconsueta per un progetto cinematografico.

“L’idea è quella di dare la possibilità di partecipare a tanti amici, conoscenti  ma anche a chi magari si innamora della storia – ha spiegato Michele Banzato. Mentre la scrittura prosegue c’è bisogno ad esempio di fare dei sopralluoghi per le riprese e quindi l’aiuto è necessario”. 

Del resto il cinema indipendente ha bisogno di sostegno. In poche settimane si è arrivati a metà del percorso di raccolta a testimonianza dell’affetto e della stima di cui gode Michele Banzato. Ma ci vuole ancora un po’.

di Mara Cicuto

Biografia: 

Docente e regista, ha frequentato vari maestri del cinema italiano, a cominciare da Ermanno Olmi nella scuola-laboratorio “Ipotesi Cinema”. Con alcuni ha lavorato a stretto contatto come aiuto regista: Vittorio De Seta, Salvatore Mereu, Giacomo Campiotti e Francesco Massaro, anch’egli padovano, che lo ha introdotto al cinema e alla serialità televisiva. Queste ed altre preziose collaborazioni (Mario Brenta, Rodolfo Bisatti, Francesco Munzi) e poi come regista di servizi per RAI 2 e TV2000, corti, documentari. 

LINK UTILI:
per il crowdfunding di WIDESCREEN su Eppela: https://www.eppela.com/it/projects/27618-widescreen

Dorotea Rosso

©foto: Antonio Menin e Mara Cicuto

©2020 – Radio Wellness®

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