Claudio Simonetti

Claudio Simonetti, tra i Goblin e Dario Argento una carriera… da brivido

Dici Claudio Simonetti e subito ripensi alle colonne sonore dei film più importanti del maestro dell’horror Dario Argento. A tre anni di distanza dalla pubblicazione del primo Best of, è uscito anche il The Very Best Of – Volume 2 dei Goblin

Profondo rosso, Suspiria, Tenebre. Un sodalizio artistico, quello tra i Goblin e Dario Argento, diventato nel tempo anche una solida amicizia. Con i Goblin Claudio Simonetti ha segnato profondamente la storia della musica, con un suono originale ed evocativo.

Un lavoro ricco di perle della produzione dei Goblin e del maestro Simonetti, con tanti omaggi. «Nel primo volume, con la mia nuova band, abbiamo fatto i pezzi più noti della mia produzione, Profondo rosso, Tenebre, Suspiria. Nel volume 2 ho raccolto quelli meno conosciuti. Anche se per i fan dei Goblin, pezzi e album come Roller sono tra i più amati. Inoltre, ho voluto fare un omaggio anche ad altre colonne sonore di horror celebri come Halloween di John Carpenter e Tubular bells di Mike Oldfield, che poi è stato inserito ne L’esorcista» ci ha raccontato Claudio Simonetti.

Claudio Simonetti e Dario Argento, un team vincente

Di tutti gli autori di colonne sonore, Claudio Simonetti è stato quello a lavorare più volte con Dario Argento, ben 14: 11 volte a film diretti dal regista romano e 3 per film da lui prodotti. «C’è sempre stato un rapporto di amicizia e stima tra noi. All’inizio Dario si era appassionato al mio lavoro, partecipando tantissimo. Poi col passare del tempo mi ha dato carta bianca».

Essere associato a lui, è qualcosa di cui va fiero?

«Per me è una cosa bellissima. Avevo appena 22 anni quando ho fatto Profondo rosso. Sono stato orgoglioso ma soprattutto felice del successo di queste colonne sonore» ci ha detto.

Claudio Simonetti, la copertina del suo secondo best of

Claudio Simonetti e Profondo rosso

Immagina il panorama musicale degli anni ’70. Un’epoca in cui a trionfare nelle hit parade erano cantautori dalla vena romantica o gruppi smaccatamente pop. A un certo punto, arrivano le tastiere inquietanti dei Goblin e le atmosfere ultra dark di un pezzo come Profondo rosso. Ed è stato il trionfo.

«Profondo rosso era un vero brano prog ed è riuscito a soppiantare in classifica Bella senz’anima, Piccolo grande amore, rimanendo in testa alla top ten per 15 settimana, un record. Il prog è sempre stato considerato un genere di nicchia, amato ma pur sempre di nicchia. E i gruppi progressive che hanno fatto successo lo hanno fatto col pop. Penso ai New Trolls, ai Pooh, alla PFM» ha aggiunto Claudio Simonetti.

Perché ci piace la paura?

Cos’è che ci spinge ad amare le cose che ci fanno paura? Claudio Simonetti ci ha dato una risposta verissima. «La paura fa parte del nostro modo di vivere. Amiamo avere a che fare con cose irrazionali. Davanti al personaggio psicopatico ci piace capire la dinamica dei suoi comportamenti. Il male ha sempre affascinato l’essere umano. Se vedessimo tutti film buonisti non andremmo al cinema, ci servono per esorcizzare» ha spiegato.

Claudio Simonetti tra passato e futuro

Oggi qual è la vita di Claudio Simonetti? Sempre all’insegna della musica, ovviamente. «Vorrei tornare alla normalità dei concerti. Di film e produzioni di un certo tipo non se ne fanno più, preferisco suonare davanti al pubblico. Abbiamo ripreso i concerti ad agosto e a dicembre ci sarà un tour europeo. Speriamo non ci chiudano più perché in quel caso il vero horror sarebbe la realtà» ha concluso Claudio Simonetti.

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Claudio Simonetti e Dario Argento

The Very Best Of – Volume 2, track list

  • Roller
  • Aquaman
  • Opera
  • Non Ho Sonno
  • Death Farm
  • GammaCut And Run
  • Hands of Steel
  • Vendetta dal Futuro/Hands of Steel
  • Halloween
  • Tubular Bells

I brani sono suonati dalla nuova formazione della band con:

  • Claudio Simonetti: Tastiere
  • Daniele Amador: Chitarra
  • Cecilia Nappo: Basso
  • Federico Maragoni: Batteria

Ascolta l’intervista completa a Claudio Simonetti

Francesca Fiorentino

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