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Conte: “Troppo presto per tornare alla normalità”

Il premier risponde alle critiche di chi spinge per maggiori aperture. Resta il nodo delle scuole chiuse e genitori al lavoro.

Il giorno dopo la presentazione della Fase 2 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte spiega i motivi delle scelte del governo. Lo fa a quelle categorie, politiche e produttive, che spingono per un più ampio allentamento delle restrizioni. Ieri il premier si è recato in Lombardia, nel cuore ferito dell’Italia investita dal coronavirus. Conte ribadisce la sua ratio della fase 2: “Non ci sono le condizioni per tornare alla normalità”. Il premier non lasciava Roma per visite ufficiali dal 27 febbraio. 

Intanto il Veneto accelera e con una ordinanza regionale il governatore Luca Zaia dalle 6.00 di stamattina (28 aprile 2020) consente lo spostamento verso le seconde case o le imbarcazioni ormeggiate per manutenzioni. Da ieri (27 aprile 2020) ok anche agli spostamenti in bicicletta nel comune di residenza con obbligo del rispetto della distanza e di indossare guanti e mascherina. Le disposizioni saranno in vigore dalle 18.00 di oggi (28 aprile 2020).

Tra le polemiche del dopo-Dpcm che partirà il 4 maggio, resta il nodo ancora insoluto che riguarda i bambini, con i genitori in procinto di tornare al lavoro, o che lo hanno già fatto o non si sono mai fermati, e i figli sempre a casa da scuola. I nonni, enorme risorsa per le famiglie italiane, sono in quarantena e, pare di capire, saranno gli ultimi ad uscirne perciò viene meno quel supporto eccezionale costituito proprio da loro.

Le soluzioni non sono ancora chiare.

Oggi la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti ha convocato un incontro con i Comuni, le Regioni, le Province, a cui è annunciata anche la presenza dei ministri dell’Istruzione Azzolina e dello Sport Vincenzo Spadafora per formulare “delle linee guida e dei protocolli” che permettano di mettere in campo delle proposte a tutela della salute ma anche del diritto al gioco dei più piccoli. 

Aree gioco anche individuali nei parchi e centri estivi aperti per aiutare i genitori che lavorano. Si parte da qui per avviare una Fase 2 anche per i bambini per i quali per ora c’è una piccola certezza: fino a sei anni non dovranno indossare la mascherina. 

Aprire i centri estivi e i parchi con ‘aree per giochi individuali’, sono i due punti di partenza di una road map con specifiche linee guida, redatte da pediatri, pedagogisti ed esperti d’infanzia e dell’adolescenza. Il piano prevede la pubblicazione di due avvisi pubblici “Educhiamo” e “Giochiamo” con lo stanziamento di 35 milioni. Sempre dal ministro delle politiche della famiglia è in fase di preparazione un accordo con il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale per finanziare con 5 milioni di euro, progetti di servizio civile ad ore dedicati ad attività di assistenza della popolazione anziana e delle famiglie con minori. E per supportare le famiglie con bambini è “all’esame” la possibilità, per i laureandi in scienze della formazione di ottenere crediti formativi grazie allo svolgimento di volontariato per aiutare i bambini durante l’attività scolastica in modalità digitale. Per ora però sembra però essere sparito l’annunciato assegno straordinario universale per tutti i figli minori di 14 anni, che secondo la ministra doveva essere erogato almeno fino alla fine dell’anno. 

Redazione

Fonte: Ansa

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