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Coronavirus, approvato nuovo decreto scuola

Maturità senza scritti e niente esame di terza media. Ok all’assunzione di 4.500 insegnanti.

Un’unica prova orale telematica per i quasi 500 mila maturandi e niente esame di terza media ma al suo posto una valutazione del consiglio di classe che tenga conto anche di un elaborato del candidato. Queste le principali norme contenute nel nuovo decreto scuola approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Norme che tutti aspettavano e che si concretizzerebbero nel caso, ormai molto probabile, che gli studenti per quest’anno non tornino più in classe.

Secondo il decreto poi tutti gli alunni saranno ammessi all’anno successivo, anche quelli con insufficienze registrate nel primo quadrimestre, ma come ha più volte detto la ministra Lucia Azzolina no al 6 politico: infatti i ragazzi saranno valutati con voti finali corrispondenti all’impegno dimostrato durante l’anno e nella didattica a distanza.

Gli scenari dunque sono due.

Nel caso si tornasse in classe entro il 18 maggio e si avessero quindi quattro settimane di lezione, l’esame di maturità verrebbe assimilato alla prova che conosciamo, ma con qualche differenza. Il 17 giugno si parte con il tema di italiano, una prova nazionale uguale per tutti. La seconda prova scritta invece sarà predisposta dalla singola commissione di esame affinché sia aderente alle attività didattiche svolte nel corso dell’anno scolastico. I candidati esterni svolgeranno le prove tradizionali alla fine dell’emergenza Covid. Tutti gli alunni dell’ultimo anno saranno ammessi agli esami; quelli delle classi intermedie saranno promossi, ma gli eventuali crediti andranno recuperati nel prossimo anno scolastico.

Nel caso invece molto probabile che non si torni in classe i maturandi salteranno entrambi gli esami scritti, italiano e seconda prova. La valutazione finale verrà affidata a un esame orale, “un unico colloquio, spiega la bozza, articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio, per garantirne la completezza e la congruità della valutazione”.

Via libera anche alle assunzioni chieste dal ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100.

Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.

Ma è sul prossimo anno scolastico che si concentrano i dubbi del ministero. La ministra infatti starebbe considerando l’ipotesi di proseguire con la didattica a distanza anche a partire dal prossimo settembre. Tutto dipende dall’andamento della pandemia e dall’eventuale ondata di ritorno del virus che la comunità scientifica prevede proprio per il prossimo autunno.

Intanto si susseguono in queste ultime ore gli appelli dei sindaci ai concittadini affinchè si continui a rispettare le restrizioni anti-coronavirus. “Non uscite, attenetevi alle regole altrimenti ne pagheremo tutti le conseguenze”, si sente dire da più parti via social. Del resto i medici ce lo stanno ripetendo da settimane: anche se gli accessi ai pronto soccorso e il numero dei pazienti in terapia intensiva diminuiscono non dobbiamo abbassare la guardia. #iorestoacasa.

Redazione

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