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Coronavirus, ripresa in 2 fasi

Dopo la metà di aprile potremo iniziare a pensare alla ripresa. Programmata in 2 fasi, gli esperti invitano comunque alla “gradualità e prudenza”. Aumentati i controlli in occasioni dei prossimi giorni di festa per timore di violazioni delle norme restrittive.  

Si ipotizza per la settimana prossima, se i dati si confermeranno, la prima parte della Fase 2, che prevede qualche minima riapertura delle attività produttive mentre per riprendere ad uscire di casa, pur tra mille precauzioni perché il virus non è sconfitto, bisognerà attendere almeno l’inizio di maggio.

Sarebbe questo l’orientamento emerso nel corso di un vertice tra il premier Giuseppe Conte e i tecnici del governo.

Il condizionale è d’obbligo più che mai.

Prima di qualsiasi decisione serve il sostegno dei dati: per il quarto giorno consecutivo calano i pazienti ricoverati in terapia intensiva; 5 regioni – Umbria, Friuli Venezia Giulia, Molise e soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna – fanno segnare un minor numero di malati; l’aumento dei positivi è di 880 pazienti. “E’ l’incremento più basso registrato dal 10 marzo” dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Tutto ciò non significa certo che da qui ad una settimana l’Italia sarà fuori dall’emergenza. Lo ripetono tutti gli scienziati e lo sa bene il governo che continua a ribadire la linea della massima cautela e della prudenza.

La regola resta la stessa anche per le prossime settimane: mantenere “rigorosamente” tutte le misure di distanziamento sociale.

Il premier Conte nelle prossime ore vedrà i rappresentanti delle imprese e dei sindacati, oltre alle Regioni, per decidere come allargare il novero delle attività consentite. Entro venerdì sono attese le sue decisioni presumibilmente comunicate in una conferenza stampa sabato.

Sarebbe già previsti intanto aumentati controlli delle forze dell’ordine in occasione delle prossime feste (Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio). La necessità è quella di evitare gli spostamenti non necessari e far rispettare le norme.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo a “Di martedì” su La7, ha detto che “dovremo immaginare un’organizzazione che ci consenta di uscire dal blocco totale, ma ci vorrà tempo e tantissima gradualità”. “Partiremo dalle cose più essenziali per la ripresa, quindi dalle attività produttive ma in sicurezza, poi, col massimo della gradualità – ha spiegato – costruiremo delle modalità che riguardino coloro che non sono impegnati in tali attività essenziali”. Ma l’invito resta quello alla prudenza: ”Oggi – ha precisato il ministro – “siamo ancora davanti ad una sfida difficile, la situazione resta seria e non si può sottovalutare”. “L’arma fondamentale – ha concluso – “resta il distanziamento sociale insieme al rispetto delle regole poiché al momento non ci sono certezze né di una terapia né di un vaccino. Siamo ancora nel pieno della sfida.

Redazione

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