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Coronavirus, scienziati cauti sui tempi della Fase 2

Secondo la comunità scientifica è presto per ridurre le misure restrittive. Una cauta ripresa andrebbe valutata solo per alcune attività produttive, ma solo seguendo rigorose misure di sicurezza. Per il fine settimana attesa la decisione del premier Conte.

Sono chiari gli scienziati sull’ipotesi di iniziare a ridurre le misure restrittive anti-coronavirus: è troppo presto. E il monito è valido non solo per l’Italia per tutta Europa.

Lo dicono senza giro di parole gli esperti del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) nell’ultimo documento di valutazione del rischio, in cui si specifica che il picco dei casi in Europa non è ancora stato raggiunto. In ogni caso, una volta deciso il lento ritorno alla normalità, la comunità scientifica richiama l’attenzione sulla messa a punto di un sistema di controllo che permetta il monitoraggio costante di eventuali avanzamenti del virus.

Cioè a dire: per rimandare in giro la gente è troppo presto.

Gli studiosi sono invece più possibilisti su una cauta ripresa di qualche  comparto industriale più essenziale e seguendo rigorose misure di sicurezza.

Sulla stessa linea anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile, non siamo in una diminuzione netta ma in un rallentamento della velocità”. Lo dice il vicedirettore dell’Oms Ranieri Guerra sottolineando che “c’è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus”. Si potrebbe pensare a riaperture “per classe di lavoro, tipologia geografica e classe di età” ma sempre con “un occhio ad una diminuzione marcata di questa curva che ancora non c’è”.

Insomma, la grande cautela invocata dagli scienziati presumibilmente porterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a propendere per un rallentamento sulla tabella di marcia ipotizzata per l’inizio della Fase 2. Il premier lo comunicherà entro il week end.

Si parla di almeno un paio di settimane di proroga rispetto ai tempi anticipati nei giorni scorsi. Deve essere chiaro comunque a tutti: non si tornerà a circolare liberamente, come se nulla fosse avvenuto. Alla modulazione della ripresa il governo penserà nelle prossime settimane anche sulla base della mappa che l’Inail sta predisponendo, con tutte le attività lavorative e il relativo indice di rischio connesso. L’obiettivo è di indicare le linee guida sulle modalità con cui le diverse professioni potranno ripartire. La mappa prevede tre diversi indici di rischio (basso, medio e alto): ad ogni livello dovrebbero corrispondere adeguate misure di protezione e di distanziamento sociale.

Sulla ripresa della scuola invece per ora il NO è unanime.

Redazione

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