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Covid-19: il 2,5% degli italiani ha incontrato il virus. Presentati i risultati dell’indagine del Ministero della Salute

Sono quasi un milione e mezzo le persone che in Italia finora sono venute in contatto con il coronavirus, cioè il 2,5% della popolazione da zero anni in su.

Questi i dati emersi dall’indagine di sieroprevalenza voluta dal Ministero della Salute e condotta in collaborazione con Istat e Croce Rossa Italiana.

Covid-19

Covid-19 – finte immagine Pexels

I numeri dell’indagine 

I test effettuati sono stati 64.660, sono iniziati il 25 maggio scorso e si sono conclusi il 15 luglio. Il campione di popolazione ha coinvolto i residenti in 2000 comuni, suddivisi per genere, professione e sei fasce di età. In caso il test fosse risultato positivo, veniva fatto il tampone naso-faringeo per verificare l’eventuale contagiosità.

 “Questo e gli altri dati emersi ci confermano che la prudenza e le misure di contenimento adottate dal governo e i comportamenti corretti dei cittadini hanno limitato la diffusione del contagio – ha detto Roberto Speranza, Ministro della Salute – non abbassiamo la guardia, anche se siamo fuori dalla tempesta non siamo ancora in un porto sicuro” .

I risultati dei contagi del virus 
Chi contrae maggiormente il virus?

Chi contrae maggiormente il virus? – fonte immagine Pexels

Dalla rilevazione emerge la netta distinzione tra zone. La Lombardia si attesta al primo posto della lista dei territori più colpiti: le persone risultate positive al test sono il 7,5%. Le regioni del Sud invece registrano meno dell’1% dei positivi.

La categoria più colpita è quella degli operatori sanitari (9,8%) seguiti dagli addetti alla ristorazione (4%).

Altro dato importate: la trasmissione tra membri della stessa famiglia è risultata molto elevata, ma, adottando le misure di sicurezza, il contagio non avviene e questo lo attestano i dati sul 60% delle persone che hanno avuto parenti conviventi con Covid-19.

Non ci sono sostanziali differenze di genere: uomini e donne sono stati colpiti nella stessa misura mentre l’indagine ha confermato un dato che già si conosceva: i bambini nella fascia d’età 0-5 anni risultano i meno colpiti (1,3%).

Gli asintomatici sono risultati il 27,3%. Questo ultimo dato sottolinea l’importanza di continuare a usare le misure di prevenzione raccomandate: mascherine, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani.

Igiene delle mani

Igiene delle mani – fonte immagine Pexels

Dai dati emersi dall’indagine si sono potute stimare dimensioni ed estensione della diffusione del virus, in base al genere, all’età, alla zona geografica di provenienza, alla professione. I risultati saranno utili anche per un’analisi comparata con altri Paesi.

“Questi sono dati che indicano l’aver incontrato il virus e aver montato una risposta immunitaria, cosa ben diversa dal conferire qualsiasi patentino di immunità rispetto a Sars-Cov-2”, ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli.

“I dati ci dicono che le persone contagiate sono una piccola parte, ma anche che non si può assolutamente abbassare la guardia, conta molto la responsabilità individuale, seguire le regole, distanze, mascherine e lavarsi le mani, che sono state fortemente seguite dalla popolazione”. Lo ha detto la direttrice centrale Istat, Linda Laura Sabbadini.

“E’ la variazione territoriale l’elemento importante – ha detto Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istatciò vuol dire che la probabilità di incontrare una persona positiva è di 2,5: se incontro 20 persone, ho il 50% di possibilità di incontrare una persona positiva, ha concluso Blangiardo.

Leggi anche il nostro articolo sull’uso delle mascherine

Mascherine per i bambini, quando e come usarle

Redazione

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