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Dolore cronico: più del 50% dei pazienti in peggioramento a causa dello stress da pandemia

In questo periodo dove la pandemia rimane il focus più monitorato, sono molte le Associazioni per i pazienti e medici che chiedono una maggiore attenzione a chi soffre di altre patologie, in particolare quelle che portano il dolore cronico. 

Un appello per chi soffre di dolore cronico

Il webinar “L’impatto sociale del dolore ai tempi del Covid-19 e la ricerca di una visione integrata, personalizzata e sostenibile” svoltosi in questi giorni, ha toccato diversi temi con lo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti con patologie croniche, sovrastati in questo momento storico dalle attenzioni maggiori per il virus da covid19.

E’ proprio per questo motivo che, sia medici che associazioni, lanciano un appello affinché siano riorganizzate le procedure del sistema sanitario, in modo che le persone con necessità di monitoraggio, possano avere un’assistenza adeguata. Lo scopo è quello di contenere il peggioramento significativo che si sta registrando in questo periodo per i pazienti con patologie croniche.

Il dolore cronico peggiora significativamente a causa della pandemia

E’ stato dimostrato infatti che almeno il 50% dei pazienti vive un peggioramento  della propria condizione dolorosa a causa di situazioni particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo, come nel caso della pandemia che stiamo vivendo.

C’è poi da considerare un netto calo degli accessi alle strutture sanitarie per timore del contagio e, al contempo, una riduzione dell’offerta di assistenza, che genera nei pazienti un senso di incertezza e di abbandono per la difficoltà a restare in contatto con lo Specialista e il Centro di riferimento.

“Molti pazienti si sono sentiti abbandonati e privati della possibilità di confrontarsi con lo specialista, con pesanti ricadute a livello psicologico, oltre che sulla gestione della malattia e l’aderenza alle cure. – afferma Stefano Coaccioli, Presidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD) Serve l’impegno di tutti affinché ciò non si ripeta nei mesi a venire, promuovendo, ad esempio, l’attivazione di servizi di supporto psicologico (numero verde, WhatsApp, email) e attraverso un maggior ricorso alla telemedicina per consulti, monitoraggio e assistenza da remoto”.

La necessità di adeguare il sistema sanitario a nuove procedure

Se queste considerazioni valgono per i pazienti che hanno giù ricevuto una diagnosi, costretti a fare i conti con difficoltà di accesso ai servizi sanitari e disagi psicologici, non bisogna tralasciare l’impatto del Covid sulle visite diagnostiche mancate, che si ripercuote inevitabilmente sul decorso della malattia e sulla salute dei pazienti. Ecco dunque che scatta la necessità di adeguare il sistema sanitario a nuove metodologie di diagnosi, arrivando a tutti i pazienti senza esclusione alcuna.

Dolore cronico

Telemedicina

“La telemedicina e il telemonitoraggio – afferma Lisa Noja, componente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati e membro dell’Intergruppo Innovazione.  giocano un ruolo essenziale nell’efficientamento del sistema sanitario e rappresentano un tassello fondamentale nella rete di riorganizzazione dell’assistenza, garantendo in alcuni ambiti un contenuto assistenziale quasi equivalente degli accessi tradizionali”.

 

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Redazione

Fonte: ufficio stampa Value Relations

Fonte immagini: Pexels e Giphy

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