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Inizia la Fase 3: riaprono le regioni, via libera agli spostamenti  

La possibilità di spostarsi da una regione all’altra non significa che il virus sia sparito. Saranno fondamentali, forse più di prima, i comportamenti e il senso di responsabilità degli italiani.

Mercoledì 3 giugno, inizia la Fase 3. A quasi tre mesi dall’inizio del lockdown cade un altro dei divieti ancora in vigore: si torna a circolare liberamente in tutta Italia “senza condizioni”, e i cittadini dell’area Schengen e della Gran Bretagna potranno venire nel nostro Paese senza obbligo di quarantena e senza altre restrizioni che non siano quelle in vigore per tutti: divieto di assembramento, mantenimento della distanza interpersonale e uso della mascherina nei luoghi chiusi.

“Oggi sembra una conquista – dice il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia – ma ce l’abbiamo fatta con il sacrificio di tutti e senza dimenticare le vittime e gli operatori sanitari che hanno lavorato in modo incredibile”.

La riapertura dei confini regionali non significa però che il virus è sconfitto.  “Da un lato c’è la felicità nel vedere che le nostre città si stanno ripopolando ma dall’altro c’è il senso di responsabilità che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere e chiedere”, dice Boccia chiedendo dunque agli italiani di essere ancora attenti, anche perché i costi pagati finora al virus “sono stati altissimi” e non ci si possono permettere errori.

Questa fase dunque richiede lo stesso rigore delle precedenti.

Ci saranno poi una serie di novità che riguardano le stazioni ferroviarie. Con un decreto firmato dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli, diventa obbligatoria la misurazione della febbre per chi viaggia con l’Alta Velocità o con gli intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e, in caso si abbia più di 37,5°C, non sarà consentito l’accesso a bordo del treno.

Aerei, scali operativi tranne Linate. Il bagaglio a mano sarà vietato, tutto finisce in stiva tranne gli effetti personali.
Si decolla e non solo per motivi di salute o di lavoro. Alitalia ha già ripristinato da ieri il volo da Roma a New York e da oggi riprendono anche le tratte da Roma verso Alghero e Olbia. Il ministero dei Trasporti ha fornito  l’elenco degli aeroporti che garantiranno i servizi. Gli scali principali riprendono l’attività, escluso Linate: per ora si parte solo da Malpensa. Le regole per viaggiare sono queste: il metro di distanza, che significa non avere accanto un altro passeggero che non si convivente. Poi resta obbligatorio prenotare per tempo perché gli aerei viaggeranno con un 30% di posti occupati in meno. A bordo tutti con la mascherina.

Fondamentale in questa nuova fase sarà anche la capacità dei sistemi sanitari regionali di individuare nel più breve tempo possibile nuovi casi e isolare eventuali nuovi focolai.

La settimana prossima, inoltre, sarà in funzione ‘Immuni’, la app per il contact tracing scelta dal governo: dall’8 nelle quattro regioni in cui partirà la sperimentazione (Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia), dopo pochi giorni nel resto d’Italia.

Alcune regioni, come Toscana, Campania, Lazio e Sardegna annunciano controlli severi all’ingresso e obbligo di lasciare recapito telefonico per ogni evenienza. In Sardegna in realtà fino al 12 giugno potranno andare solo i residenti che si trovano nelle altre regioni.

Mascherina al seguito è la parola d’ordine. In qualunque regione ci si sposti i dispositivi di protezione vanno sempre indossati: dentro gli uffici pubblici, sui tram, in metro, in treno, dentro bari, ristoranti e negozi. In quelli alimentari, di abbigliamento e di scarpe è necessario indossare anche i guanti usa e getta se bisogna toccare gli alimenti, provarsi i vestiti o le scarpe. All’aperto e fino al 14 giugno è obbligatorio portarle in Lombardia. Idem in Sicilia, se non si fa attività motoria. L’obbligo di indossarle anche all’aperto è già decaduto in Veneto e da oggi in Piemonte. In palestra bisogna tenerla, se non si è a due metri dagli altri atleti. Seduti a un tavolo del bar o al ristorante non è obbligatorio indossarle ma se non si è insieme a conviventi. Nei locali è sempre obbligatoria.

Prima di partire, meglio comunque controllare i siti regionali per capire a che regole e controlli si va incontro.

Redazione

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