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IVI lancia Perfect Match 360° con sistema di riconoscimento facciale 3D, per trovare il donatore migliore grazie anche alla somiglianza biometrica

IVI mette a disposizione delle proprie pazienti Perfect Match 360°, un programma esclusivo che determina non solo la migliore compatibilità fra donatore e paziente, ma anche la massima somiglianza, fisica e biometrica.

Questo grazie alla combinazione di tre processi che consentono di ottimizzare la scelta dei donatori: l’attenzione a criteri fenotipici, la compatibilità genetica e la somiglianza del viso.

Per questo, IVI offre IVI Biometric Scan, uno studio di similitudine che utilizza un sistema di riconoscimento facciale in 3D, l’intelligenza artificiale (IA) e il big data. Grazie ad alcuni algoritmi, questo software converte un’immagine del viso in una formula matematica rappresentata da 100 punti facciali e dalle distanze tra loro per determinare il grado di somiglianza tra donatore e paziente e trovare la maggior somiglianza. Questo servizio è gratuito per tutte le pazienti di IVI.

Inoltre, durante il processo di ricerca dei donatori più idonei, si tengono conto di caratteristiche fisiche come l’etnia, il colore degli occhi e dei capelli, l’altezza e la corporatura, oltre alla compatibilità rispetto al gruppo sanguigno e al fattore Rh.

Nel tentativo di massimizzare le possibilità di gravidanza di un bambino sano, IVI esegue il test di compatibilità genetica (TCG) su tutti i donatori, una prova che consente di rilevare la presenza di geni che possono causare fino a 600 malattie genetiche.

Poiché IVI dispone di una delle maggiori banche di ovuli e di liquido seminale in tutto il mondo, le oltre 30 cliniche che l’Istituto Valenciano di Infertilità ha in Spagna possono dare una risposta a pazienti con fenotipi differenti. In questo modo, con il lancio di Perfect Match 360° tutte le pazienti che si sottopongono ad un trattamento di riproduzione assistita utilizzando ovuli o liquido seminale da donatori potranno contare sul fatto che la scelta sia stata fatta sulla base di criteri fenotipici, genetici e, ultima novità, biometrici.

Donazione di gameti in IVI

Tra il 2014 e il 2018, le cliniche IVI in Spagna hanno realizzato più di 30.000 cicli di riproduzione assistita grazie alla donazione di ovuli e circa 10.000 grazie alla donazione di liquido seminale, cosa che presuppone un 28% e un 9% rispettivamente del totale dei cicli.

“I motivi principali per i quali si ricorre ad una donazione di ovuli – afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – sono l’età materna avanzata, la bassa qualità degli ovociti o l’insufficienza ovarica (a causa o meno della menopausa), oltre al mancato raggiungimento di una gravidanza dopo diversi cicli di fecondazione in vitro o ripetuti aborti”.

La percentuale di gravidanza al terzo tentativo di fecondazione in vitro con ovuli donati è oggi pari al 97,52%. Solo nel 2018, più di 6.300 pazienti di IVI in Spagna hanno fatto ricorso a trattamenti con ovuli donati per avere un bambino, un numero aumentato di un 20% dal 2014.

D’altro canto, negli ultimi cinque anni è aumentato di un 15% anche il numero di cicli di riproduzione assistita con liquido seminale donato, raggiungendo i 2.100 cicli nelle cliniche IVI in Spagna nel 2018. Le persone che hanno maggiormente beneficiato della donazione di liquido seminale sono state sia donne single, sia coppie di donne e coppie eterosessuali, nelle quali l’uomo presentava una bassa qualità del seme.

Fonte: Ufficio Stampa GAS Communication

 

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