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8 dicembre 1980: il mondo perdeva John Lennon

8 dicembre 1960: quattro colpi di pistola mettevano fine alla vita di John Lennon, un gesto che spegne per sempre l’elemento distintivo dei Beatles e colui che cambiò la visione d’insieme del mondo.

John Lennon e la voglia di contraddistinguersi

John Lennon si distingue sin da subito rispetto gli altri membri del gruppo grazie alla sua intraprendenza in molti altri settori artistici. Un musicista eclettico, un attore, un paroliere, autore di quadri e poesie e un grande attivista politico, nonché paladino del pacifismo. Forse fu proprio questo il motivo che generò uno scomodo scompiglio, avviato in primis dalla frequentazione della sua seconda moglie Yoko Ono.

John Lennon

John Lennon ©Yoko Ono

Nonostante il periodo in cui la voglia di sperimentare in solitudine diversi generi musicali (talvolta anche insieme alla seconda moglie) è preponderante per un po’, arriva poi un ritorno con un’esibizione dal vivo, al Toronto Rock & Roll festival assieme alla stessa Yoko Ono, Eric Clapton alla chitarra, il bassista Klaus Voormann e il batterista Alan White.

Qualche mese dopo però, il tentativo di reunion si rivela soltanto un buco nell’acqua e, nel 1970, il gruppo dei Beatles si scioglie definitivamente.

Le opere da solista di John Lennon e la sua morte

Così Lennon dà vita successivamente alle sue opere più famose quali l’album John Lennon/Plastic Ono Band, Imagine nel 1971, sempre nello stesso anno nel periodo natalizio Happy Xmas (War Is Over), nel 1972 con Sometime In New York City,

Nel 1975 esce Rock’n’roll, raccolta di oldies che segna una sorta di “ritorno a casa”, alle radici della musica che Lennon ha sempre prediletto, fino ad arrivare nel 1980 con Double Fantasy dove il successo riesplode, grazie a ballate struggenti come “Woman” e “Just Like Starting Over”.

Ma proprio mentre quest’ultimo l’album sta scalando le classifiche, arriva la tragedia dell’8 dicembre 1980 a spezzare per sempre la vita del genio di Liverpool.

Poco dopo le 23.00 con quattro colpi di pistola, Mark David Chapman uccise John Lennon proprio davanti al Dakota Building. Un momento tanto agghiacciante quanto unico, in quanto l’assassino, invece di scappare, si mise a leggere un libro.

Il suo intento era infatti quello di entrare nella storia per aver sparato ad una delle icone più popolari del momento. “Lo sai che cosa hai fatto?”. “Sì, ho appena sparato a John Lennon”. Fu questa la fredda risposta che Mark David Chapman diede al custode del Dakota Building.

Chapman venne arrestato senza opporre resistenza in quanto il suo obiettivo era stato raggiunto, un obiettivo dato dal bisogno di essere “qualcuno” in quanto da tempo soffriva di depressione a causa di una pesante insoddisfazione sociale.

Oggi, il mito di John Lennon resta più che mai vivo e attuale, fonte di ispirazione per artisti in tutto il mondo; il suo volto utilizzato nelle opere più famose della pop art, nonchè il simbolo dei principali movimenti pacifisti.

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Redazione

Fonte immagini: sito ufficiale John Lennon e Freepik

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