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La Commissione europea lancia un ultimatum per l’inquinamento da plastica: in fase di studio un nuova direttiva da presentare entro maggio 2019

Piatti, posate, bicchieri, contenitori, cotton fioc e molto altro, sono i principali fattori che determinano drasticamente il livello d’inquinamento delle acque ed oceani. 

La situazione è piuttosto allarmante e le pratiche di smaltimento attuali non sono sufficienti per risolvere il problema. Serve dunque un’iniziativa d’impatto, che possa far uscire il nostro Pianeta da una situazione irreversibile.

Ecco dunque che la Commissione europea, sta studiando una nuova direttiva (rintracciabile in bozza nel sito di UE Euractiv) da presentare entro la fine di maggio 2019, che implicherebbe la riduzione drastica dei comuni oggetti monouso di plastica, nonché la definitiva eliminazione di cotton fioc, piatti e posate usa e getta, bastoncini per mescolare le bevande, cannucce, bastoncini dei palloncini gonfiabili.

Tali elementi appena sopra elencati, dovranno essere sostituiti con materiali sostenibili e quindi di facile smaltimento.

Alcune accortezze vengono imposte per i contenitori di plastica per bevande, dove i tappi degli stessi dovranno essere attaccati in modo da evitare la dispersione. Alcuni prodotti invece dovranno riportare nelle etichette informazioni sui pericoli dell’inquinamento da plastica, come avviene ora ad esempio per le sigarette, in merito ai pericoli che provoca il fumo.

La bozza della direttiva prevederebbe inoltre delle concrete responsabilità per i produttori di imballaggi e contenitori per quanto riguarda lo smaltimento degli stessi, prendendosi a carico i costi di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, nonché della pulizia delle coste e dei mari. 

Un’iniziativa ambiziosa dunque, che vede la Commissione europea decisa nella riduzione dell’utilizzo della plastica entro 6 anni dalla direttiva stessa. E’ stata comunque data una forte priorità alla proposta, in modo che se approvata entro maggio 2019, può portare già dei primi risultati per la primavera del nuovo anno. Spetterà poi ai singoli stati recepire le nuove normative e appurare che siano applicate a livello nazionale.

Redazione

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