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Educare i propri figli alla tolleranza, uno dei valori che la società di oggi sta perdendo

La tolleranza, un valore che, al giorno d’oggi, risulta difficile da assimilare e mettere in pratica, in un mondo che quotidianamente presenta pregiudizi e diversità.

Ecco che viene istituita dall’Unesco nel 1195 una giornata internazionale dedicata alla tematica, ricordando i princìpi ispiratori della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948 e promuovere comprensione e tolleranza nei confronti di tutti, indipendentemente da etnia, religione, lingua e costumi.

La SIPPS dunque, in occasione della giornata internazionale, ricorda l’importanza dell’educazione e formazione dei propri bambini al rispetto e tolleranza verso la diversità. Il dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS afferma infatti che: “Oggi le nostre classi sono composte da molteplici etnie, i bambini si confrontano sempre più spesso con coetanei di culture e nazionalità diverse. È proprio in questo contesto che grandissima importanza assume la formazione che il piccolo ha ricevuto, i valori con cui è stato cresciuto. Dobbiamo essere noi genitori a parlare con i nostri figli, ad insegnare loro il rispetto per l’altro e l’accettazione di ogni diversità di cultura, colore della pelle, etnia o religione, evitando così il generare di sentimenti di ansia o paura per il diverso.”

Sempre più casi di intolleranza sono stati registrati tra i banchi di scuola e non solo. Ci troviamo spesso di fronte a situazioni estreme anche durante lo sport, un’attività che dovrebbe incentivare la coesione e portare con sè sani principi ma che, sovente, è luogo di stereotipi o episodi di bullismo, addirittura da parte dei genitori.

Secondo l’ODIHR (l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani) dell’OCSE, i reati motivati dall’odio in Italia sono passati da 71 nel 2012 a 803 nel 2016 (il dato 2012, però, potrebbe essere particolarmente basso a causa di problemi nel sistema di rilevazione). Più della metà di questi episodi sono indicati come crimini legati a razzismo o xenofobia.

“Ansia e preoccupazione per ciò che è diverso, non uguale a noi, possono insinuarsi per ignoranza o per paura e la paura genera poi rifiuto e odio – aggiunge il Presidente Di Mauro. Ecco perché è importante spiegare e rispondere alle domande dei nostri figli quando accadono episodi di intolleranza. La diversità deve essere vista come un’occasione, un’opportunità, un punto di incontro e socializzazione alla base della mentalità moderna: la diversità è un valore. E non dobbiamo mai dimenticare che alcuni stati emotivi negativi purtroppo si “apprendono” molto velocemente per imitazione involontaria sin dalla giovane età”.

 

Redazione

Fonte: Ufficio Stampa GAS Communication

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