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longevità

Longevità, i segreti per invecchiare in benessere

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Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo si vive più a lungo, l’aspettativa media ormai è superiore ai 60 anni e la stima è che alla fine del prossimo decennio i senior saranno aumentati di oltre la metà e passeranno dunque dai 962 milioni del 2017 a 1,4 miliardi nel 2030. Inoltre entro il 2050 la popolazione mondiale anziana raggiungerà i 2,1 miliardi di persone. Numeri che impongono profonde riflessioni sul tema della longevità, perché invecchiare in salute e benessere è uno dei temi fondamentali

Aumenta l’aspettativa di vita e di pari passo cresce l’attenzione sui modi per rendere l’invecchiamento sempre meno impattante sulle persone e anche sul sistema sanitario nazionale. Fragilità, longevità sono termini con i quali sempre più spesso ci si confronta e che impongono corretti stili di vita, cura personale e prevenzione fin dalla giovane età.

Ma quali sono le caratteristiche oggi dell’invecchiamento? Le donne invecchiano in maniera diversa dall’uomo? Quanta e quale informazione consapevole c’è sul corretto stile di vita per un invecchiamento in salute? A queste e ad altre domande ha risposto il dott. Alberto Beretta, immunologo e Direttore Scientifico SoLongevity Research.

Ascolta l’intervista integrale nel podcast che segue

“La fragilità – ci ha detto il dott. Beretta – si manifesta tipicamente quando il processo di invecchiamento supera una certa soglia. Noi invecchiamo biologicamente quando smettiamo di crescere quindi molto presto. Però l’invecchiamento patologico, quello che porta fragilità, si manifesta intorno ai 65 anni, con una variabilità enorme da persona a persona.

Longevità, invecchiare in salute

Ci sono persone che invecchiano benissimo e certe che invecchiano male, quindi ci può essere variabilità anche nel momento di insorgenza della fragilità che significa in generale perdita delle capacità normali, essere deboli, avere muscoli deboli, ossa fragili, essere soggetti a fratture quando si cade, avere una vista debole e un udito debole, spesso anticamera di problemi neurologici come la depressione o deficit neurocognitivi. Quindi, quando si parla in realtà di longevità, oggi noi medici ricercatori, parliamo di longevità in salute e la medicina della longevità è una medicina che contribuisce a far allungare il periodo di vita in salute”.

Ci sono differenze tra invecchiamento tra uomini e donne?

“Sì, ci sono differenze grosse legate al fatto che nella donna la traiettoria dell’invecchiamento è una curva bifasica che ha un andamento prima della menopausa e un’accelerazione dopo la menopausa. Questo perché gli estrogeni sono un elemento che protegge la donna da tantissime cose: malattie infettive, disturbi cardiovascolari, e quando vengono a mancare gli estrogeni, questi deficit, che sono sempre sottostanti, improvvisamente si manifestano. Dopo la menopausa si vede un’accelerazione dell’invecchiamento e soprattutto un aumento dell’incidenza di certe malattie.

Longevità, differenze uomo-donna

Per esempio, una cosa che non tutti sanno è che la donna in menopausa ha un incidenza di patologie cardiovascolari superiore a quella degli uomini alla stessa età. L’aspettativa di vita della donna in Italia è di 4/5 anni più lunga di quella dell’uomo ma purtroppo non è un’aspettativa di vita in salute proprio per questi motivi”.

A che punto è a ricerca sulla longevità?

“Una delle tecnologie sulle quali siamo più concentrati sono i test che misurano l’età biologica della persona. Si tratta di esami del sangue estremamente affidabili. Sono estremamente importanti perché danno una fotografia in generale della salute della persona, poi dopo si possono fare dei test di approfondimento. Lì si andrà a capire se ci sono evidenze che precedono il sintomo della malattia”.

Integratori, attenzione al fai-da-te

Integratori alimentari per la longevità, attenzione al fai-da-te

“Negli ultimi anni la categoria generale degli integratori alimentari ha avuto una grossa rivalutazione per qualità medico -scientifica perché sono entrate sulla scena le molecole di origine naturale che hanno degli effetti molto importanti. Ad esempio, sui meccanismi dell’invecchiamento c’è una molecola che si chiama NAD che è importantissima per far funzionare tantissimi enzimi nel nostro corpo. Una persona di 60 anni ha il 20% del NAD di un ventenne. Quindi ricostruire le scorte è fondamentale per mettere in funzione l’organismo del sessantenne e questo si può fare con un certo tipo di integrazione alimentare. Il consiglio è di fare sempre attenzione alle ricerche su internet.

Oggi è molto importante fare un inquadramento preciso dello stato di salute, in base ai risultati stabilire quali sono gli stili di vita più corretti. Non tutti gli stili di vita virtuosi infatti fanno bene a tutti. Per esempio, un certo tipo di attività fisica può essere sconsigliato in una persona che ha un rischio cardiovascolare. Avere un’impostazione medica è essenziale prima di intraprendere un piano di cambiamento di stile di vita o di integrazione alimentare”.