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Breakfast Club è uno dei film citati in Andare a scuola a Hollywood di Massimo Benvegnù

La scuola americana tra serie e film, un libro racconta il mito

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«Non l’avevo mica capito perché gli studenti usassero gli armadietti. Ora invece sì». In questo assunto giocoso, che nasconde in realtà un’idea di mondo molto precisa, c’è il cuore del libro di Massimo Benvegnù e Mattia Bertoldi, Andare a scuola a Hollywood, edito da Las Vegas.

Un saggio che passa in rassegna un centinaio tra film e le serie televisive, ambientate nel mondo scolastico (ri)disegnato da Hollywood.

La scuola è iniziata da qualche giorno ormai, ma non c’è momento della nostra vita in cui torniamo a pensare alla nostra vita da studenti. Ricordiamo i professori burberi, o al contrario quelli molto affettivi, l’ansia dei compiti in classe e delle interrogazioni, la paura per gli esami. Insomma, è uno dei luoghi simbolo della memoria. Molto contribuisce alla sua visione, il più delle volte idilliaca, anche il modo in cui sia stata raccontata al cinema e nelle serie TV. E in particolare nei film e nelle produzioni televisive americane.

Massimo Benvegnù alla scoperta dell’America

Da Beverly Hills 90210, a Dawson’s Creek, passando per i video di Britney Spears e migliaia di altre produzioni chiave, la scuola americana è arrivata da noi come un mondo a sé. Misterioso e affascinante. Lo hanno esplorato in lungo e largo i due autori del libro, studiando una quantità incredibile (e non quantificabile) di materiali.

«Io e Mattia ci siamo chiesti se avessimo davvero capito tutto – racconta ai nostri microfoni Massimo Benvegnù -. Il libro si rivolge quindi sia ai nostalgici che ai giovani che vogliono capire un po’ di più di questa America».

Animal House, il cult dei cult scolastici

Il ruolo degli armadietti

E torniamo alla frase d’apertura. L’appuntamento davanti all’armadietto è uno dei topos di serie e film di ambientazione scolastica. Così come i “viaggi” da un’aula all’altra. E, ovviamente, tutto ha un senso. «Negli USA i professori restano fermi nella loro aula, come il buon Walter White di Breaking Bad che se ne sta nella sua aula di chimica, e sono gli studenti che li vanno a visitare» ha spiegato Massimo Benvegnù. Cambia quindi la prospettiva, il ruolo del maestro che diventa il centro del processo educativo. Il fuoco verso cui convergono tutte le linee.

Com’è cambiato oggi il racconto?

«Oggi la scuola americana viene raccontata dagli influencer che riescono a trascorrere un semestre di studio negli Stati Uniti. Tuttavia, abbiamo guardato quelle serie, quei telefilm, quei film perché erano grandi storie. Non credo che un influencer riuscirà mai a toccare le emozioni di Breakfast Club o L’attimo fuggente», ha aggiunto Massimo Benvegnù.

Massimo Benvegnù racconta anche L'attimo fuggente

La sacra triade: la bella, il bullo e l’outsider

Ingredienti per un buon film ambientato in un college o in una scuola. Uno sportivo, capitano della squadra di football, un po’ bulletto. La biondona, sua fidanzata, sogno segreto di tutti. E l’outsider, il nerd o la nerd, secchioni dal cuore (più o meno) d’oro. Basta così poco per una grande storia? Sì.

«La cosa interessante del cinema scolastico è che è lì che iniziano a formarsi le persone, è lì che iniziano sogni, conflitti, sfide, lotte. Questi sono gli stereotipi che si appoggiano alle narrazioni di Hollywood, ma dentro ognuno di noi ci sono il lato nerd e quello spavaldo. C’è un eroe nascosto, insomma, e questo Hollywood lo sa raccontare bene».

Poi ci sono le figure come quelle interpretate da Molly Ringwald «che non appartenevano né agli emarginati né bellone, ma che danno una voce anche a quella maggioranza sommersa alle persone che non sanno dove andare».

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Ascolta l’intervista completa a Massimo Benvegnù

Francesca Fiorentino

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