Monica Germani

Dimagrire con il Metodo META, e non chiamatela dieta!

Ai microfoni di Radio Wellness la dott.ssa Monica Germani spiega su cosa si basa il metodo META, il percorso da lei ideato per vivere in salute e in pace col proprio peso

META, l’approccio che rivoluziona l’idea di dieta

È stata la stessa Noemi a rivelarlo durante un’intervista: la forma smagliante nella quale la vediamo da qualche mese a questa parte è merito del metodo META, Medical Education (for) Trasformative Action, ovvero Educazione medica per un’azione di trasformazione. Non una dieta in senso classico ma piuttosto un approccio alla vita, e quindi anche all’alimentazione, molto più ad ampio spettro.

“Il nostro peso racconta la nostra storia – ci ha detto la dott.ssa Monica Germani, dietista nutrizionista, ideatrice del Metodo META. L’equilibrio si raggiunge con l’attenzione sia alla parte nutrizionale che a quella comportamentale”.

Ascolta l’intervista integrale alla dott.ssa Monica Germani nel podcast che segue

META, un metodo multidisciplinare

“Guardare il peso da più aspetti. È questo che fa il metodo META – ci spiega la dott.ssa Germani. Un team di medici affronta i vari aspetti clinici legati al peso e insieme a loro anche il paziente è guidato a considerare il suo corpo non solo in base ai chili che vuole perdere. È importante non dimenticare la parte clinica perché se le cattive abitudini hanno già portato a delle modifiche del metabolismo è giusto che la questione venga affrontata. E poi, in seconda battuta, c’è l’aspetto nutrizionale. Ecco che non si tratta più “solo” di una dieta ma si parte dalle abitudini del paziente, dalle sue debolezze e si modula l’alimentazione affinché sia lo stile di vita a cambiare. Evitiamo le imposizioni in modo che i cambiamenti diventino corrette abitudini nel tempo”.

Il Metodo META punta molto sull’aspetto comportamentale da due diversi fronti.

“Da un lato analizziamo la modalità con cui si mangia: se con il cibo si vuole colmare un vuoto, se si cade nelle abbuffate del dopo-lavoro o della sera, quando tutta la famiglia dorme. In questi casi il cibo è un modo per scaricare ansia, stress, noia.

Dall’altro lato lavoriamo sull’accettazione. Spesso ci si accanisce contro il corpo e contro le nostre forme. Ma dobbiamo partire dall’idea che la nostra conformazione fisica va accettata. Se ci sono degli inestetismi come la cellulite, arrivare ad affrontarli è un percorso a tappe. Prima si trova l’attività fisica adatta al nostra carattere, poi, una volta inquadrati da un punto di vista nutrizionali e comportamentale, a quel punto ci si può rivolgere allo specialista per trattare anche gli inestetismi, senza accanirsi per arrivare a dei canoni standard”.

Accettazione, più facile a dirsi…

La parte più difficile del percorso META resta l’accettazione di sé, delle proprie caratteristiche fisiche e dei propri difetti.

“In genere chi viene da me – prosegue la dottoressa – ha in mente una conformazione fisica da raggiungere che è quella che vediamo sui social o sui mezzi di comunicazione. E poi ci sono i pazienti che vengono a studio portando le loro foto di 10 o 20 anni prima. Dunque, puntare ad un modello fisico “da copertina” non è reale: modelle e modelli che lavorano con il proprio corpo dedicano alla cura una serie di attenzioni che normalmente non sono realizzabili.

E poi, chi si rivuole come a 20 o 30 anni non tiene conto della vita che nel frattempo è trascorsa, delle mutate abitudini, delle gravidanze, nel caso delle donne. Bisogna essere consapevoli che si è diversi anche interiormente e che il nostro nuovo corpo racconta qualcosa di più di noi”.

Nel Metodo META le indicazioni del regime alimentare arrivano dall’insieme di tutti questi elementi. È il medico poi a bilanciare il tutto, partendo dalle disposizioni del Ministero della Salute.

Il Metodo META è adatto a tutti – conclude la dottoressa – gli specialisti trattano eventuali patologie o, nel caso dei bambini, i pediatri entrano nel percorso per adattarlo alle esigenze dei più piccoli”.

“Nulla può essere precluso, neppure il junk food – spiega l’esperta – basta saper scegliere e saper gestire. E’ inutile imporre, il paziente ha il suo vissuto, c’è chi deve pranzare fuori casa, chi ha solo 10 minuti per mangiare, chi deve gestire un’intera famiglia, tutto questo va considerato. Si deve intervenire dove ci sono margini di miglioramento, tutto il resto si riadatta per far sì che la vita del paziente sia facile. Solo così quella che era un’attitudine sbagliata può cambiare”.

Dorotea Rosso

©2022 Radio Wellness®

Condividi su: