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Non ci resta che pedalare. Nuovi percorsi in bici lungo le vie d’acqua, un patrimonio di 200mila km

Nuove ciclovie che utilizzino la ricca rete idrografica presente in Italia. E’ l’idea di cui si fa portavoce Fiab, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Per unire la passione per la bici alle bellezze paesaggistiche del nostro Belpaese.

bici tramonto

La bici per un turismo lento e rilassato

Attività motoria in bici, regole anti-Covid 

L’attività sportiva in bici o la semplice passione per le due ruote sono oggi regolamentate da specifiche norme anti-Covid.

Nelle FAQ del sito del Governo si legge: “È possibile recarsi in un altro Comune per fare attività motoria o sportiva in quella località, purché si trovi comunque in area gialla. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un Comune di un’altra area, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza.

Il Comune di destinazione dovrà comunque trovarsi nella stessa Regione di quello di partenza. Si ricorda che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone”.

Attenzione: meglio tenere sott’occhio il sito del Governo alla pagina FAQ perchè queste ultime sono in fase di aggiornamento in seguito al recente Dpcm del 14 gennaio scorso.

Bici e corsi d’acqua, quale relazione?

La relazione tra ciclovie e vie d’acqua a favore di un turismo lento e sostenibile si fa sempre più stretta, aprendo nuove opportunità per la valorizzazione dei territori e per lo sviluppo di itinerari ciclopedonali lungo i fiumi e i canali d’Italia, un patrimonio di circa 200.000 chilometri.

Sviluppare iniziative e programmi di ricerca per lo studio delle relazioni tra la rete nazionale dei corsi d’acqua e la rete delle ciclovie regionali e nazionali, con particolare riferimento all’armonizzazione delle norme che ne disciplinano la gestione in sicurezza sono, infatti, gli obiettivi dell’accordo siglato in questi giorni da ANBI-Associazione Nazionale degli Enti di Bonifica e Irrigazione, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, CIREM-Centro Interuniversitario di Ricerche Economiche e di Mobilità dell’Università di Cagliari e Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design.

Un impegno a collaborare per definire i presupposti di un quadro normativo nazionale che, superando le attuali difficoltà, faciliti lo sviluppo di una rete ciclabile nazionale – e del turismo sostenibile ad essa legato – in armonia con chi già ora opera lungo la rete dei corsi d’acqua del nostro Paese.

Già negli altri paesi europei si è pensato di sfruttare le infrastrutture già presenti sul territorio, utilizzando ad esempio per il passaggio in bici le sponde di fiumi quali il Reno o la Loira e la rete dei canali che li connettono.

ciclovia

Ciclovie lungo i corsi d’acqua, una realtà che già esiste in Europa

Anche in Italia nello sviluppo della rete cicloturistica nazionale degli ultimi anni, già sono stati privilegiati itinerari lungo corsi d’acqua di particolare interesse naturalistico e paesaggistico e sono presenti ciclovie che seguono fiumi e canali in diverse regioni italiane; altre sono in corso di realizzazione, quali ad esempio la ciclovia VenTo che collegherà Venezia con Torino.

Proprio a partire da queste prime esperienze, ci si è resi conto che anche in Italia esiste un grande patrimonio infrastrutturale rappresentato dalla rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 chilometri di sviluppo), gestito dai Consorzi di Bonifica che ne provvedono alla manutenzione e alla gestione.

Nella pratica, la grande difformità insita nel territorio italiano a cui si somma la difformità delle norme, i problemi di rapporto tra chi opera e lavora nei territori impegnati dalle vie d’acqua e chi invece le vede come occasione di turismo e cultura, le attenzioni dovute ai temi della sicurezza e del rispetto di chi deve mantenere in perfetta efficienza le reti idriche, rendono difficoltoso l’utilizzo come infrastruttura ciclabile e più in generale turistica, di questa nostra importante risorsa.

Con la firma dell’accordo, gli Enti e le Associazioni a vario titolo coinvolti si impegnano a definire i presupposti per un quadro normativo nazionale che, superando le attuali difficoltà, faciliti lo sviluppo di una rete ciclabile nazionale, e del turismo sostenibile ad essa legato, in armonia con chi già ora opera lungo la rete dei nostri corsi d’acqua.

Leggi anche il nostro articolo sui benefici dell’uso della bicicletta

I benefici della bicicletta. Per tutti, tutti i giorni: pedalare fa bene al cuore

Redazione

Fonte: ufficio stampa Fiab

Fonte immagini: Pexels, Pixabay, Giphy

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