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Piano-scuola per settembre

Continuano gli incontri tra governo e rappresentanti delle categorie per preparare il ritorno a scuola di ragazzi, insegnanti e personale Ata. Al centro della discussione la sicurezza.

E’ intorno al nodo della sicurezza che ruota il piano che il governo sta approntando per garantire il rientro in classe degli oltre 8 milioni di studenti, circa 800 mila insegnanti e gli oltre 130 mila addetti Ata (una volta chiamati “bidelli”) fermi ormai da mesi a causa della pandemia.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha incontrato le Organizzazioni sindacali della Scuola e dei dirigenti scolastici in vista della ripresa di settembre e dei prossimi esami di Stato. Al centro dell’incontro, in particolare, il rientro in sicurezza, dal punto di vista sanitario, sia del personale che degli studenti. “Siamo al lavoro con le parti sociali per studiare insieme tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale e dei nostri studenti”, ha detto la ministra.

Il ministero dell’Istruzione ha presentato ai presidi e ai sindacati una “prima bozza” di protocollo sulla sicurezza per il rientro a scuola a settembre, testo che dovrà essere ora vagliato dalle parti sociali e poi inviato al Comitato tecnico scientifico che dovrà dare le sue valutazioni. L’Associazione nazionale presidi commenta che “la bozza proposta presenta aspetti troppo incerti” ma ha apprezzato l’ampia disponibilità a rivederla.

Tra le proposte avanzate nel testo, l’utilizzo delle mascherine per chiunque entra nelle scuole, l’obbligo di evitare assembramenti all’ingresso e all’uscita, magari con lo slittamento degli orari di ingresso delle classi (con l’ipotesi di 15 minuti di differenza tra un ingresso e l’altro), la possibilità di misurare  la febbre agli studenti anche se non è dichiarato lo stato di malessere, mentre come in tutti i posti di lavoro a prof e Ata dovrà essere misurata la temperatura ogni giorno.

Oltre alla restrizione degli ingressi per gli esterni, genitori compresi, nel testo di bozza si pensa a percorsi protetti e obbligati all’interno degli istituti, pulizia e sanificazioni di tutti gli ambienti, in particolare quelli come mense, bagni e palestre. L’accesso agli spazi comuni dovrà essere contingentato con ventilazione continua e rispetto della distanza di sicurezza. Le attività previste dal futuro protocollo dovranno poi obbligatoriamente essere allegate al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), prima dell’avvio del prossimo anno scolastico. Il recepimento del protocollo, accompagnato dalle linee guida e circolari ministeriali, potrà in ogni caso essere integrato in base alle specifiche necessità di ciascuna realtà scolastica.

Alla riunione per l’Associazione nazionale presidi era presente il Presidente Antonello Giannelli. “La Ministra – spiega una nota dei presidi – ha fatto presente che va pianificata la riapertura delle sedi scolastiche, poiché gli altri settori hanno già riaperto o sono in procinto di farlo nelle prossime settimane. Per riavviare le attività scolastiche in presenza, però, ritiene necessaria la sottoscrizione di un protocollo di sicurezza specifico. Al riguardo, la Ministra ha precisato che le varie attività, compreso l’esame di Stato conclusivo del II ciclo, ripartiranno solo ed esclusivamente previo parere favorevole del comitato tecnico-scientifico, tenuto conto dell’andamento epidemiologico”.

La Ministra, inoltre, ha “espresso un sentito ringraziamento ai dirigenti scolastici per il grande impegno profuso nella organizzazione e nel coordinamento della Didattica a distanza e ha chiesto alle organizzazioni sindacali di contribuire alla stesura del protocollo, inviando a stretto giro i relativi contributi. Ha infine puntualizzato che il protocollo potrà essere sottoscritto solo dopo essere stato validato, sotto il profilo sanitario, dal comitato”.

Intanto, sempre sul fronte delle riaperture, le Regioni chiedono al governo di poter decidere da sole cosa riaprire e cosa no a partire dal 18 maggio «sebbene – spiega il coordinatore della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini – sempre in contatto con il governo e con il ministero della salute». Se l’epidemia dovesse riprendere vigore si rischierebbe infatti la chiusura di tutte le attività che stanno riaprendo in questi giorni.

La provincia autonoma di Bolzano ha approvato la legge che accelera la fase 2 in Alto Adige. Da domani, sabato 9 maggio 2020, possono perciò aprire i negozi, mentre lunedì tocca a parrucchieri, bar, ristoranti e musei.

Redazione

Fonte: Ansa

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