Riso o pasta: cosa mangio? Differenze e similitudini tra due alimenti top

Spesso ci chiediamo se sia più sano mangiare riso o pasta. Di certo, in una sana alimentazione i carboidrati non possono mancare. L’importante è variare

In un’alimentazione sana i carboidrati non devono mancare: sono essenziali per permettere all’organismo di sintetizzare il glucosio, un monosaccaride indispensabile per la produzione dell’energia necessaria al corretto funzionamento dell’organismo.

Riso o pasta?

La pasta ha un contenuto calorico maggiore (anche se di poco) ed è più ricca di fibre, proteine e lipidi. Presenta però quantità inferiori di acqua e carboidrati, pur presentando un contenuto proteico più basso, il riso ha un indice chimico superiore a quello della pasta e contiene, dunque, una percentuale maggiore di amminoacidi essenziali.

Nel complesso, i due alimenti non differiscono troppo dal punto di vista nutrizionale, tuttavia alcune caratteristiche del riso potrebbero renderlo maggiormente adatto ad alcune diete.

Prima di fare scelte alimentari drastiche è preferibile consultarsi con un esperto, in modo da poter essere seguiti passo dopo passo nel percorso ed evitare di commettere degli errori.

Fermo restando che i carboidrati è bene che non vengano eliminati dall’alimentazione, decidere se optare per un piatto di pasta o di riso dipende in parte dai gusti personali, in parte dalle caratteristiche dei due.

La pasta ha più calorie, di contro però il riso ha un indice glicemico più alto, a parte questo aspetto il riso presenta diversi punti a suo favore: è più digeribile, sazia più velocemente, è ideale anche per i celiaci.

Ideale, sia per la pasta che per il riso, la versione integrale.

Pasta e riso, dunque non devono uscire dalla nostra tavola, ma è bene sapere che hanno un notevole apporto calorico e che vanno quindi consumati con moderazione: una porzione “dietetica” non deve superare i 70-80 grammi.

Se guardiamo strettamente alla conta delle calorie, la pasta ne fornisce di più rispetto alla corrispondente quantità di riso: 100 grami di pasta di semola di grano duro a crudo forniscono circa 353 calorie, contro le 310 del riso. A questo dato di base occorre aggiungere che il divario aumenta se si considera il prodotto cotto: qui le calorie del riso scendono a 100 per altrettanti grammi di prodotto bollito contro le circa 140 della pasta.

Questa differenza tra il prodotto crudo e cotto si spiega con la quantità di acqua che entrambi assorbono durante la cottura: il riso ne ingloba più della pasta e quindi, a parità di peso, risulta meno calorico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce di consumare ogni giorno delle porzioni di riso, pasta, patate o pane a chi desidera condurre uno stile di vita sano, privilegiando, quando possibile, le varietà integrali, meno caloriche e contraddistinte da un indice glicemico più basso e da un maggior apporto proteico.

Per contenere l’indice glicemico, quando consumiamo la pasta meglio scolarla al dente: in questo modo l’amido viene assorbito più lentamente contenendo il picco glicemico.

Se preferiamo il riso, invece, ricordiamo che la bollitura in acqua salata, quella più consueta se vogliamo mangiare un piatto di riso, è la cottura a cui consegue il più alto indice glicemico: per contrastarlo, possiamo consumare il nostro riso insieme a verdure cotte, oppure dopo queste, utilizzate come antipasto: rallenteranno l’assorbimento degli zuccheri.

Un’altra soluzione sta nel consumare il riso freddo: l’amido, raffreddandosi, diventa più resistente all’attacco degli enzimi della digestione e viene quindi assimilato più lentamente.

Riso o pasta e l’indice glicemico

L’indice glicemico è il parametro che indica la velocità con cui aumenta il tasso di glucosio nel sangue dopo aver mangiato un certo cibo: più rapidamente il glucosio sale, tanto più il nostro organismo sarà portato a produrre insulina, l’ormone deputato proprio ad abbassare i livelli di glicemia per riportare il sistema in equilibrio. La sua azione comporterà quindi un calo anche brusco del livello di glucosio nel sangue, che il nostro cervello registrerà inviando un segnale di fame.

Riso o pasta, il riso ha un indice glicemico più alto rispetto alla pasta: tenderà cioè a far salire un po’ più in fretta i livelli di glucosio nel sangue e a farci sentire di nuovo affamati più in fretta.

Leggi anche il nostro articolo sulla dieta nordica.

Redazione

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