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Russare durante il sonno notturno? Oltre che fastidioso per il partner, anche un possibile campanello d’allarme

Il russare, soprattutto se costante, costituisce un problema sociale che spesso risulta in primis essere un disturbo per chi dorme accanto alla persona che russa. Il russamento però, può nascondere diverse insidie, in particolar modo se comporta delle fasi di apnea. Ecco dunque che si parla di una patologia vera e propria, la cosiddetta Sindrome delle Apnee nel Sonno (OSAS – acronimo del termine inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome), con conseguenze plurime sulla qualità di vita delle persone.

Che cos’è l’OSAS?

Si tratta di un disturbo respiratorio che si manifesta esclusivamente durante il sonno, caratterizzato da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree superiori complete (apnea) o parziali (ipopnea). Tali pause respiratorie, di durata superiore a 10 secondi e spesso riferite dal partner, sono accompagnate da russamento abituale, risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento, sonno notturno agitato, necessità di urinare spesso durante la notte, sensazione di bocca asciutta, cefalea al mattino e, in misura minore, sudorazione notturna eccessiva.

Le apnee notturne portano a molteplici conseguenze che possono comportare diverse alterazioni nello svolgimento delle attività quotidiane. La riduzione frequente dell’ossigeno nel sangue, nonché una cattiva qualità del sonno, aumentano la predisposizione del nostro organismo a rilasciare gli ormoni dello stress, alto fattore di rischio di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e dismetaboliche. Altri fattori di disturbo potrebbero essere sonnolenza diurna, molto pericolosa quando si è il conducente di una vettura.

“L’evidenza scientifica ci dice che, a causa di episodi ripetuti di apnea e quindi di ipossigenazione del sangue, si ha una maggiore predisposizione all’ictus e alle malattie cardiovascolari” dichiara il Dottor Beniamino D’Errico, esperto nella gestione dei soggetti OSAS certificato dalla Società Italiana di Pneumologia-IRS. Si attiva, infatti, il sistema nervoso simpatico, con un rilascio di “ormoni dello stress” (catecolamine), ma si verifica anche una produzione a cascata di proteine infiammatorie, che danneggiano progressivamente il rivestimento endoteliale, la parete interna, cioè, dei vasi sanguigni; ciò comporta una maggior aggregazione di piastrine che porta ad uno stress ossidativo e ad un ulteriore danno infiammatorio endoteliale vascolare. Ed è proprio questo stress ossidativo cronico con conseguente danno delle pareti dei vasi arteriosi che, nei pazienti con OSAS, può provocare l’ictus”.

Si parla di “epidemia nascosta” proprio perchè si tratta di un fenomeno molto diffuso ma che ancora non si riesce a diagnosticare in maniera idonea. La maggior parte di persone affette da apnee notturne inoltre, non è consapevole di esserne affetta, proprio perchè il disturbo si presenta durante il sonno.

Tale patologia dunque, dovrebbe essere intercettata al più presto, in quanto possibile portatrice di OSAS e di tutte le conseguenze che determina. La determinazione delle apnee notturne può essere diagnosticata dalla figura dello pneumologo, dal neurologo, dall’otorinolaringoiatra, dal logopedista, o dall’odontoiatra ma anche, semplicemente, dallo stesso medico di base.

 

“La Sindrome delle Apnee nel Sonno – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia O.D.V. (Associazione per la lotta all’Ictus Cerebrale) – costituisce una problematica sociale e di salute pubblica che occorre venga presa in seria considerazione. È necessario intervenire preventivamente per impedire che una sua sottovalutazione e, quindi, un suo rilevamento diagnostico ritardato possano portare a gravi complicanze che possono interferire negativamente sulla qualità della vita di chi ne è affetto, con maggiori costi, inoltre, per il Sistema Sanitario Nazionale. Solo sensibilizzando e facendo conoscere a fondo il problema, lo si può individuare e affrontare adeguatamente, evitando così tutte le possibili conseguenze su salute e qualità di vita”.

Sono molte le iniziative che, nel corso dell’anno, vengono realizzate per formare ed informare sia la popolazione sia gli addetti ai lavori su questa patologia che sta assumendo dimensioni epidemiologiche tali da comportare conseguenze sanitarie, sociali ed economiche di notevole rilevanza.

A.L.I.Ce. Italia O.D.V. auspica che venga promossa e avviata una campagna informativa per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’OSAS, sia in età pediatrica che adulta, al fine di rendere i Cittadini maggiormente consapevoli, oltre che sulle conseguenze che tale sindrome comporta quale fattore di rischio per lo sviluppo di altre patologie, anche sulla capacità di successo delle terapie esistenti.

Redazione

Fonte: Ufficio Stampa GAS Communication

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