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Screening oncologici in secondo piano a causa della pandemia: scatta l’emergenza per il recupero degli esami

Circa 1 milione e 400.000 esami di screening oncologici in meno rispetto ai primi mesi del 2019. Si rischia di trascurare la prevenzione dei tumori a causa della pandemia.

Screening oncologici in secondo piano

La denuncia arriva da AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica che afferma non esserci ad oggi in alcuna Regione in pieno regime nel riavvio degli screening. Giordano Beretta, presidente Aiom e vicepresidente di Foce, sottolinea non solo problemi dovuti alla pandemia, ma anche di carattere amministrativo. Inoltre, tutti gli esami ancora da recuperare non sono stati ancora effettuati.

Screening oncologici

Prevenzione

“Una situazione molto grave – afferma Beretta – perché i ritardi potrebbero determinare, nei prossimi mesi, casi di cancro scoperti in fase avanzata, con necessità di trattamenti più aggressivi e di maggiori risorse”.

Oltre ad un problema di diagnosi, si aggiunge anche la difficoltà nel reperire posti letto disponibili in quanto i casi di covid -19 occupano ad oggi la maggioranza degli stessi.

L’importanza degli screening oncologici

Gli esami di screening rappresentano un’opportunità per giungere precocemente alla scoperta di una malattia. Nel caso dei tumori, l’offerta prevede una serie di indagini da effettuare periodicamente in età adulta. L’obiettivo di questi è rilevare quanto prima in modo da vedere aumentare le chance di guarigione.

Screening oncologici

Esami

Ecco dunque che risulta fondamentale effettuare il più velocemente possibile una diagnosi per poter arginare le neoplasie in tempo.

Francesco Cognetti, presidente di Foce e di Fondazione Insieme contro il Cancro, afferma che “l’aumento dei casi di Covid rischia di saturare i letti di degenza ordinaria e delle terapie intensive a discapito dei pazienti più fragili, portando a cancellare interventi salvavita”.

Oltre 1 milione di screening oncologici ancora da effettuare

La problematica del forte calo degli screening è reale, lo stima l’Osservatorio Nazionale Screening in un rapporto che quantifica i ritardi accumulati nella diagnosi oncologica di popolazione nei primi cinque mesi del 2020 caratterizzati dalla fase acuta della pandemia.

Screening oncologici

Posti letto assenti

Nel 2020 in Italia sono stimati 377.000 nuovi casi di cancro, pazienti che, in molti casi, dovrebbero essere sottoposti ad intervento o ad uno screening accurato per fermare l’evolversi delle neoplasie. Si registra invece, oltre un milione di esami di screening in meno, per un potenziale incremento delle diagnosi di cancro prossimo alle cinquemila unità.

A partire dall’8 marzo infatti, molti appuntamenti sono stati annullati a causa della pandemia prima nelle Regioni del Nord e poi nel resto d’Italia. Oggi si scopre che questo «black-out» ha determinato conseguenze preoccupanti.

L’unica soluzione ad oggi è quella di recuperare in tempi brevi tutti gli screening arretrati, garantire una maggiore operatività nei reparti e la reperibilità di posti letto per i pazienti oncologici.

 

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Redazione

Fonte: Ansa

Fonte immagini: Pexels e Pixabay

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