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Sport per i più piccoli: non prima dei 5 anni, e con attenzione

E’ dai 6 anni in poi l’età giusta per avviare allo sport i giovanissimi. Sì agli sport di squadra e all’aria aperta.

Sempre più spesso le famiglie avvicinano i loro figli allo sport fin da piccolissimi, con attività prevalentemente ludiche che, in qualche modo, rappresentano un primo passo verso le discipline sportive. Il tempo giusto per queste ultime, però, arriva alcuni anni dopo, precisamente tra i 5 e i 6 anni d’età.

Perché lo sport dopo i 5 anni

E’ a quest’età, quando lasciano la scuola dell’infanzia per iniziare la primaria, che i bambini hanno completato quasi del tutto lo sviluppo psicomotorio. I loro muscoli e le loro ossa sono ormai forti, in grado di eseguire diversi movimenti in modo armonico e coordinato.

È in questa fase che il bambino comincia a interagire con il mondo che lo circonda in maniera attiva e consapevole, e a voler scoprire le sue capacità e la sua individualità, avvertendo il desiderio di sperimentare e mettersi alla prova.

Lo sport e i bambini

Questa attività, in questo momento, rappresenta un ottimo strumento per esplorare sé stessi e il mondo che li circonda. Tramite il gioco, il movimento e la vita all’aperto, il bambino può veicolare in maniera positiva le proprie energie verso un obiettivo, acquisire sicurezza e cominciare a socializzare con persone diverse dai suoi genitori e dai suoi familiari.

Come scegliere lo sport migliore per i bambini

Ogni attività sportiva presenta vantaggi ben definiti per lo sviluppo psico motorio di ognuno. Difficile, se non impossibile, etichettare una disciplina piuttosto che un’altra, come “la migliore per un bambino”. In generale, possiamo dire che non esista uno migliore di un altro: a seconda dell’età, delle caratteristiche del bambino, dei suoi gusti, ma anche delle esigenze dei genitori, tutti possono essere praticati dai bambini.

La scelta dell’attività più adeguata per i nostri figli dovrà basarsi, in primis, sui suoi desideri e sulle sue attitudini. Assolutamente vietato obbligare un bambino ad impegnarsi in una disciplina sportiva se non è ciò che desidera. Non si raggiungono risultati efficaci e, anzi, il più delle volte si rischia di allontanare, anche in modo definitivo, il bambino dal movimento sportivo.

Gli sport più adatti

Quali possibilità sportive per i più piccoli?

Nell’età dell’infanzia l’attività sportiva deve essere vissuta, in primis, come momento di divertimento e di gioco e, quindi, come un’attività piacevole, per cui l’idea migliore è quella di farli scegliere tra diverse opzioni, facendo loro sperimentare diverse tipologie di attività. Considerando, però, i diversi stadi di sviluppo sia fisico che psicologico, è possibile delineare una direzione di massima per le discipline più adatte a seconda delle diverse età:

  • Nuoto, dai 3 anni
  • Bicicletta, da 4-5 anni
  • Danza, dai 5 anni
  • Ginnastica, dai 5 anni
  • Scherma, dai 6 anni
  • Atletica leggera, da 6-7 anni. Richiede capacità di coordinazione e capacità metaboliche
  • Tennis, dai 7 anni
  • Calcio, dai 7-8 anni (prima è minicalcio)
  • Judo e karate, dai 7-8 anni
  • Pallacanestro e pallavolo, da 7-8 anni

Sport di squadra e individuali

Fino agli 8 anni, in linea di principio, sarebbe bene far fare ai bambini un’attività individuale, come il nuoto o la ginnastica, che coinvolgono tutto il corpo e contribuiscono a una crescita salutare. Anche andare in bicicletta è un’attività particolarmente utile perché implica autonomia e conseguente senso di responsabilità. Dai 7-8 anni in su invece si può iniziare con le discipline sportive di squadra, perché è in questa fase della crescita che i bambini apprezzano le attività di gruppo.

Gli sport per bambini con malattie croniche

bambini che soffrono di patologie non devono abbandonare l’idea di fare attività fisica. Anche in questo caso, i desideri vanno sostenuti ed incoraggiati. L’attività fisica per i bambini affetti da malattie croniche può rientrare all’interno di un piano terapeutico molto ampio che coinvolge parecchie figure: la famiglia, il pediatra ed il medico specialista in medicina dello sport, con ruoli molto differenti.

  • Alla famiglia spetta il compito di dare ascolto al bambino e di rendere realizzabile il desiderio di praticare sport;
  • Al pediatra spetta il ruolo di valutare le condizioni cliniche dei piccoli pazienti fornendo tutte le informazioni ed indirizzando verso attività più adatte;
  • Al medico spetta, infine, il ruolo di offrire un programma di attività fisica che rispetti le condizioni del bambino

Leggi anche il nostro articolo #iorestoinforma

Altri link utili www.sport.governo.it/it/

Redazione

Fonte immagini: Pexels

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