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Tamponi per i bambini: quali fare, dove farli. I consigli di SICuPP, Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche

Sono in arrivo anche presso gli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta i tamponi rapidi. A Radio Wellness, il dott. Paolo Becherucci, Presidente di SICuPP, spiega le differenze tra quelli a disposizione.

Ascolta l’intervista al dott. Paolo Becherucci, Presidente SICuPP, Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche 

Il tampone rapido anche dal pediatra

“Pochi giorni fa è stato siglato un accordo – ci ha spiegato il dott. Becherucci, presidente di SICuPP – in base al quale anche i presso gli studi dei pediatri di famiglia si potrà eseguire il tampone rapido per il coronavirus. Il problema ora è che i pediatri devono poter disporre dei dispositivi di protezione per poterlo eseguire in tutta sicurezza.

tamponi

Tamponi

E qui entrano in campo le regioni che dovranno poi mettere in pratica gli accordi con i professionisti sul territorio. Il pediatra può decidere di eseguire i test direttamente presso il suo studio oppure, nel caso l’ambulatorio non lo permetta perchè i locali sono troppo piccoli o all’interno di un contesto condominiale, allora c’è la possibilità di farli presso strutture messe a disposizione dalle Usl. Quindi bisognerà attendere che tutte queste condizioni siano messe in pratica per poter fare i tamponi dal pediatra o anche dal medico di famiglia.

Quanti e quali tamponi

Sappiamo che c’è il tampone molecolare, quello ritenuto dall’esito più sicuro. Significa cercare l’RNA il quale se è presente in una quantità considerevole è anche indice di alta infettività. Si esegue in presenza di sintomi riferibili al Covid-19.

Oppure il tampone rapido: meglio chiamarlo test antigenico rapido perchè in questo caso si cercano gli antigeni, cioè le sostanze estranee ad un organismo capaci di provocare una risposta immunitaria e quindi, ad esempio, la produzione di anticorpi. Gli antigeni in genere sono molecole complesse, spesso proteine, come la famosa proteina spike. Questo è il test che viene utilizzato in larga scale, per esempio nelle scuole.

Quest’ultimo tampone può non individuare tutti i positivi. Una percentuale di positivi (dal 20 al 30 %)  non viene riconosciuta come tale.

Un test rapido positivo va confermato dal tampone molecolare.

Il materiale per i tamponi

“Il materiale su cui eseguire un esame per la ricerca del coronavirus può essere: sul secreto rino faringeo, il materiale che si trova nella parte posteriore del naso nella parte alta del faringeo, e il tampone si esegue sostanzialmente con un doppio prelievo, con un cottonfioc lungo che viene inserito in gola e poi nelle narici.

analisi di laboratorio

Analisi di laboratorio

Una seconda modalità di prelievo può essere solamente nella parte anteriore del naso e si chiama vestibolare. Molti studi ritengono che sia altrettanto valido; e  infine, c’è la possibilità di fare l’ esame sul secreto salivare. Per quest’ultima metodica ci sono degli studi in corso che dimostrerebbero l’affidabilità anche di questo prelievo.

Infine, con i bambini molto piccoli si può fare un prelievo rettale o direttamente dalle feci nel pannolino, ma sono situazioni eccezionali di tipo ospedaliero”.

Vantaggi e gli svantaggi dei vari tamponi

Il prelievo più affidabile è quello rino-faringeo, ovvero quello doppio.

Quello vestibolare probabilmente è altrettanto affidabile, mentre sul salivare ci sono ancora studi in corso.

Il vantaggio del vestibolare è la minore invasività, tanto da poter addirittura essere autosomministrato dal paziente o eseguito dai genitori nel caso dei bambini; stesso discorso vale anche per il salivare, dove raccogliendo la saliva in una provetta si può portare ad analizzare.

In scala di affidabilità abbiamo, quindi, il rino-faringeo, il vestibolare e poi il salivare.

Nel bambino fino ai 6 anni bisognerebbe usare un bastoncino flessibile. Il rino faringeo sicuramente è un po’ fastidioso, ma pericoli seri non ce ne sono.

Cosa fare in caso di contatto con positivo e ho sintomi

Il dott. Becherucci ci illustra gli step:

In caso di

  • raffreddore
  • tosse
  • febbre
  • mal di testa
  • mal di pancia
  • disturbi dell’olfatto o del gusto

si chiama il pediatra per raccontargli la sintomatologia.

Il pediatra rivolge le domande classiche: ci sono altri sintomi, ci sono stati contatti a scuola con positivi, ci sono situazioni di ammalati a casa, questo per comprendere la sintomatologia e valutare se è una situazione gestibile con un consulto telefonico, oppure se è necessaria una visita e se sono opportuni accertamenti.

Nel periodo invernale, la maggior parte dei casi di questi sintomi nei bambini sono semplici forme delle alte vie respiratorie dovute a virus diversi dal COVID.

Quando fare il tampone molecolare

“A mio parere – ci dice il pediatra – visto che il picco dell’escrezione del virus avviene dai 2 ai 5 giorni dall’esposizione non è necessario farlo il giorno stesso dell’insorgenza dei sintomi. L’ansia di farlo subito è diventata una psicosi, bisogna comunque aspettare che si evolvano i sintomi: sono questi che ci indicano la gravità della situazione e non la presenza del virus in maggiore o minore quantità.

Nei bambini e negli adolescenti l’infezione da coronavirus decorre con sintomi lievi o addirittura senza sintomi; dopo alcuni giorni, come una delle qualsiasi affezioni virali invernali simil influenza, i sintomi scompaiono e poi il tampone si negativizza. E’ quindi molto importante da parte del pediatra monitorare la situazione clinica, con contatti frequenti con la famiglia, anche telefonicamente.

Nel periodo di positività ci vogliono precauzioni a casa come per gli adulti: isolamento in una stanza, se possibile un bagno solo per lui/lei, fazzoletti e asciugamani di carta, areare gli spazi all’interno della casa, disinfettare le superfici, lavarsi frequentemente le mani e tenere la mascherina in presenza di altre persone. E’ opportuno smaltire tutto il materiale che viene a contatto con il soggetto positivo in un apposito contenitore solo per lui e non differenziare i rifiuti, ma smaltire tutto nell’indifferenziato; praticamente sarebbe buona regola osservare le stesse precauzioni, a parte lo smaltimento dei rifiuti, anche in caso di influenza.

Leggi anche il nostro articolo sul progetto per la diagnosi precoce di alcune malattie rare nei bambini

“FIND”, progetto per la diagnosi precoce di alcune malattie rare nei bambini

Dorotea Rosso

Fonte: Leeloo, ufficio stampa SICuPP

Fonte immagini: Pixabay

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