Unesco Padova

Padova Urbs Picta, è ufficialmente patrimonio dell’Unesco

Emozione ed entusiasmo all’annuncio ufficiale a Palazzo della Ragione. Tutta la città in festa.

Il martelletto batte ufficialmente alle 15.27 di sabato 24 luglio, e tutto il Palazzo della Ragione esplode in un fragoroso applauso, con centinaia di persone che, a stento, trattengono le lacrime dall’emozione: Padova entra nella World Heritage List dell’Unesco.

Il momento della proclamazione

Padova Urbs Picta, per la seconda volta riconosciuta patrimonio Unesco

Sabato scorso il Palazzo della Ragione, cuore della città, era letteralmente gremito di persone, tutte sedute rigorosamente al loro posto, a distanza di un metro l’una dall’altra, secondo le normative anti Covid-19. Un momento magico, in cui ci si è potuti dimenticare, o almeno distrarre, dall’attenzione all’emergenza sanitaria non ancora del tutto rientrata, per ricordarsi, invece, delle meraviglie di Padova.

Alle 15.27, in collegamento da Fuzhou, in Cina, la commissione Unesco incaricata di esaminare le candidature dei vari Paesi, ha accettato all’unanimità quella di Padova, sancendo definitivamente il secondo prestigioso riconoscimento alla città.

La prima volta accadde nel 1997, con l’Orto Botanico, considerato patrimonio mondiale dell’umanità, come “rappresentazione della culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra natura e cultura”. Ora Padova affianca, per numero di riconoscimenti, città come Pechino e Mosca.

Padova Urbs Picta, i siti candidati

Padova, città dell’affresco, ha proposto i suoi cicli pittorici del Trecento per l’inserimento nella Lista del patrimonio mondiale Unesco, accanto alle più importanti testimonianze della storia della civiltà del pianeta. Gli affreschi, custoditi nell’antica città, sono uno straordinario esempio del genio creativo dell’uomo che si esprime nelle opere di Giotto e degli artisti che ne hanno seguito l’insegnamento nel corso del XIV secolo.

Padova Urbs Picta – città dipinta, ha compreso la Cappella degli Scrovegni e altri 7 siti che rappresentano un insieme unico, di eccezionale valore universale.

Il Comune di Padova è stato l’ente capofila della candidatura, con Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti, Basilica e Convento di Sant’Antonio, Delegazione Pontificia, Veneranda Arca del Santo, Diocesi di Padova. La consulenza scientifica è stata affidata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e Università degli Studi di Padova.

Felicità a Palazzo Moroni

Il commento del Sindaco, Sergio Giordani

“Vorrei essere con voi in questo momento, a festeggiare con la mia città”, sono state le prime parole del sindaco di Padova, Sergio Giordani, visibilmente commosso, in collegamento da Roma con il Palazzo della Ragione, immediatamente dopo la proclamazione di ‘Padova Urbs Picta’.

«Siamo Patrimonio Mondiale Unesco, l’emozione che provo è indescrivibile, è la dimostrazione che la città unita, vince. Padova Urbs Picta e i suoi affreschi del Trecento sono ufficialmente inseriti nella lista dei siti Unesco, sono patrimonio mondiale dell’umanità”.

La Basilica di Sant’Antonio

Padova e il riconoscimento Unesco, in un contesto prestigioso internazionale

La notizia è arrivata direttamente dalla 44esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale che si stava svolgendo a Fuzhou, in Cina, con la partecipazione da remoto di delegazioni da 192 Paesi, e una copertura globale in streaming dell’evento.

Viene così riconosciuto l’eccezionale valore artistico e storico universale di Padova, con un insieme di capolavori realizzati tra il 1305 e il 1397 che hanno rivoluzionato la storia dell’arte, partendo da Giotto fino a Jacopo da Verona, passando per Guariento, Giusto de Menabuoi, Altichieri da Zevio e Jacopo Avanzi, negli otto diversi siti che hanno animato la candidatura italiana per il 2020 di Padova.

Per l’Unesco, il ciclo di affreschi del Trecento della città “illustra un modo completamente nuovo di rappresentare la narrazione in pittura, con nuove prospettive spaziali influenzate dai progressi della scienza dell’ottica, e una nuova capacità di rappresentare le figure umane, in tutte le loro caratteristiche, compresi i sentimenti e le emozioni. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione”.

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Eva Franceschini

Fonte immagini: Pexels

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