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Visite pediatriche in videochiamata: la soluzione ai limiti imposti dalla pandemia

L’Istituto Superiore di Sanità in un documento pubblicato lo scorso 10 ottobre 2020 definisce le modalità per le visite che i pediatri possono svolgere in videochiamata. Una modalità sicura e veloce per superare i limiti nei contatti imposti dal Covid-19.

Ne parla attraverso il sito di Sip, Società Italiana di Pediatria, il dott. Alberto Tozzi, responsabile dell’Area di ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Telemedicina per le visite

“L’emergenza coronavirus ha creato il bisogno di chiarire l’uso della telemedicina in una disciplina specifica come la pediatria – ha detto tramite i canali ufficiali di Sip il dott. Tozzi. Si sentiva quindi la necessità di definire un documento che desse delle informazioni su come selezionare specificamente le prestazioni che possono essere fatte con la telemedicina durante il periodo pandemico”.

Lo scorso 10 ottobre quindi l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le Indicazioni ad interim per servizi sanitari di telemedicina in pediatria durante e oltre la pandemia COVID-19.

Il dott. Tozzi ha fatto parte del gruppo di lavoro coordinato da Francesco Gabbrielli, direttore del Centro nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Iss, che ha redatto il documento.

telemedicina

Diagnosi al telefonino

Le indicazioni sulle visite in telemedicina

Interessante e utile la descrizione dettagliata dei sintomi dell’infezione da Sars-Cov2 contenuta nel documento, con due distinti quadri clinici: lieve/moderato e grave.

Lieve/moderato:

  • febbricola
  • tosse secca
  • respiro sibilante
  • affaticamento
  • congestione nasale
  • rinorrea
  • starnutazione
  • dolore addominale
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • cefalea
  • odinofagia
  • dolore muscolare

Grave:

  • dispnea
  • tachipnea
  • polmonite grave
  • shock settico
  • acidosi metabolica refrattaria
  • disfunzione della coagulazione

Nelle conclusioni del documento si trovano gli obiettivi dell’adozione della telemedicina anche per i più piccoli. Si legge infatti: “Le misure imposte dall’emergenza COVID-19 portano a una limitazione della circolazione e di accesso ai servizi in maniera commisurata alla fase di evoluzione dell’epidemia.

Occorre trovare soluzioni praticabili per far convivere le azioni mirate alla lotta contro l’epidemia con la necessità di garantire al minore l’accesso al sistema sanitario e ai servizi necessari per la tutela della sua salute. È quindi cruciale che le prestazioni sanitarie possano essere erogate al minore”.

“È giunto il momento – secondo il dott. Tozzi – di riconoscere che la telemedicina è uno strumento maturo che non si può ridurre semplicemente alla televisita, perché comprende un ventaglio di strumenti estremamente ampio per il pediatra che visita il bambino e lo segue nel corso del tempo e delle tappe dello sviluppo, anche in circostanze difficili come queste”.

Pochi i limiti per le visite da remoto 

“I limiti sono veramente pochi, data la disponibilità di tecnologie estremamente raffinate. I limiti riguardano piuttosto la relazione con il paziente- sottolinea l’esperto-infatti, in generale si preferisce evitare di fare una prima visita con la telemedicina in quanto la relazione interpersonale fisica è estremamente importante”.

Le altre difficoltà relative alla telemedicina riguardano la “mancata disponibilità di tecnologie come una banda non sufficiente a garantire la trasmissione delle immagini quando queste sono necessarie oppure una situazione a rischio che può precipitare da un momento all’altro, un’emergenza in cui lo strumento non è appropriato, genitori che non sanno usare uno strumento tecnologico, cosa rara perché nella maggior parte dei casi si tratta di utilizzare il telefonino.

O ancora nelle situazioni socialmente svantaggiate, come nel paziente vittima di abuso in una situazione sociale difficile. Ciò che emerge è che si tratta più di circostanze logistiche che tecniche, dove invece la tecnologia ci aiuta a fare cose che a volte non facciamo più nemmeno quando ci troviamo di persona con il bambino”.

visite al telefono

Consulti al telefono anche per i pediatri

Il dott. Tozzi insiste molto sulla formazione.

“Molto spesso si pensa che fare una televisita o comunque utilizzare gli strumenti di telemedicina sia una cosa istintiva. Non è proprio così– avverte- un minimo di formazione sarà assolutamente benefica per adoperare al meglio questi strumenti. Non significa imparare cose particolarmente difficili- continua il medico- in fondo si tratta di ricordare alcuni passaggi del processo che consentono di usare questo strumento in assoluta sicurezza.

Per esempio- chiarisce lo specialista- la verifica dell’identità del paziente, delle prescrizioni, della comprensione delle comunicazioni trasmesse. Tutte situazioni che avvengono anche nella visita in persona. Ci sono poi alcuni piccoli dettagli tecnici che dovrebbero essere rispettati e che meritano di essere rinfrescanti per evitare che l’interazione da remoto avvenga in modo impreciso o poco coinvolgente per quanto riguarda la famiglia- conclude Tozzi- ma ancora una volta si tratta di cose abbastanza semplici”.

A proposito di tecnologia applicata alle cure leggi anche il nostro articolo sulla teleriabilitazione 

Teleriabilitazione: oltre 100 piccoli pazienti trattati durante il lockdown. A Padova il primo centro in Nord Italia per bambini con disturbi del neurosviluppo

Redazione

Fonte: ufficio stampa e sito Sip, Società Italiana di Pediatria

Fonte immagini: Pixabay

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