WeekUp, l'organizzatore Matteo Ficara

WeekUp, impariamo ad allenare la felicità

Una cinque giorni per risintonizzarsi sulla propria energia e ritrovare il giusto slancio. Questo è WeekUp, residenziale sul Benessere che si terrà dall’1 al 5 settembre a Valeggio sul Mincio (Verona), organizzato dalla startup di Lara Lucaccioni e Matteo Ficara Happiness for Future.

Tanti sono gli spunti di riflessione che un evento del genere offre. Ad esempio limitare lo stress, gestire le emozioni e saper ricaricarsi al massimo prima della ripartenza settembrina, periodo dell’anno in cui tradizionalmente si ricomincia. Quasi un secondo Capodanno. Come? Attraverso teorie e modelli scientifici e pratiche utili, semplici ed efficaci.

«Abbiamo creato WeekUp per rispondere a una necessità. Servirà per conoscere meglio noi stessi e imparare una serie di pratiche per ottimizzare la nostra energia. Alzarla quando è bassa, scaricare tensioni ed equilibrarsi quando si vuole godere il momento» ha raccontato a Radio Wellness Matteo Ficara.

WeekUp e la felicità

Filosofo, scrittore e Chief Happiness Officer, Matteo Ficara ha ribadito con forza il senso profondo di WeekUp e dell’imparare ad attivare la felicità. «La felicità non è solo un’emozione, è un costrutto, un insieme di luoghi e modalità su cui possiamo portare l’attenzione. Nel modello PERMA di Martin Seligman, uno dei fondatori della scienza della felicità e della psicologia positiva, ogni iniziale corrisponde ad un’area della vita.

La P sta per positive emotions. La E di engagement, il sentirsi partecipi della vita. La R di relationships, le relazioni sono un basamento del vivere. La M rappresenta il meaning, ovvero la ricerca del senso del vivere. Infine, la A di accomplishment, portare a termine le cose. Come vedi si tratta di un insieme di cose che possiamo coltivare per crescere» ha aggiunto Ficara.

WeekUp, intervista a Matteo Ficara

Cambiare prospettiva

No, la felicità non è solo un sentire, ma è una dinamica e come tale può essere attivata attraverso una serie di pratiche costanti. «La felicità si può allenare. C’è un interesse sempre crescente attorno a questo tema. Spesso consideriamo la felicità come un fattore genetico. Insomma, ci sono persone che sanno vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Uno studio di Sonia Ljubomirsky dimostra che questo è vero solo per il 50%. Il resto è dato dalle situazione e da tutte quelle azioni intenzionali che possiamo fare. Questo testimonia come la felicità si possa costruire, allenare volontariamente» ha raccontato ancora Matteo Ficara.

Il +1 gentile

Da tempo Matteo Ficara e Lara Lucaccioni gestiscono una fiorente community di Facebook che si chiama La specie felice. In 5000 seguono quotidianamente le attività del gruppo, dalla coerenza cardiaca agli interventi legati alla divulgazione di idee e pratiche di felicità e consapevolezza. Quali sono allora le domande più frequenti rivolte dagli iscritti?

«Ci sono dei temi che ricorrono. Uno di questi è che chi sta cercando di costruire la propria felicità, viene da una storia di infelicità. Come se per sapere che hai bisogno di felicità c’è bisogno di qualcosa che ti faccia uscire dalla normalità. Quel flusso né di alti né di bassi in cui non si sa dire se stiamo bene oppure no. In questi ultimi anni il Covid-19 ci ha portato a riflettere di più su quella che è la nostra felicità, che è un senso di pienezza nella vita» ha concluso Matteo Ficara

I livelli di energia e le pratiche da seguire

WeekUp approfondirà dunque i quattro livelli di energia: fisica, emozionale, mentale e spirituale e le componenti. L’energia fisica dipende da movimento, alimentazione, sonno. Quella emotiva da emozioni positive, relazioni di valore e motivazioni intrinseche. L’energia mentale da chiarezza, focus e prospettive per il futuro. Quella spirituale, infine, da meraviglia, stato di presenza e interrelazione.

Quanto alle tecniche seguite ci sono il journaling, la coerenza cardiaca, lo yoga della risata, la tecnica dei desideri, l’immaginazione, il focusing e la gestione dell’attenzione, la meditazione, il pensiero prefattuale e divergente e, infine, la mindfulness immaginale.

Per tutte le informazioni clicca qui.

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Ascolta l’intervista a Matteo Ficara

Francesca Fiorentino

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