Da Vinci

Il 15 aprile 1452 nasceva Leonardo Da Vinci, il genio indiscusso

Il periodo del Rinascimento annovera una delle figure artistiche più significative della cultura italiana, nonchè uno dei più grandi geni dell’umanità. Il 15 aprile 1452 nasceva Leonardo Da Vinci. Scienziato, filosofo, architetto, pittore, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, matematico, anatomista, botanico, musicista, ingegnere e progettista Leonardo Da Vinci incarna tutte le caratteristiche di questo fecondo periodo.

Dotato di una mente curiosa e di un intelletto brillante, da Vinci studiò le leggi della scienza e della natura, che ne influenzarono enormemente il lavoro. Un artista a tutto tondo si potrebbe definire, ma non basterebbe. Tramite i suoi studi infatti, riuscì a comprendere leggi fisiche, strutturali e tutto ciò che alla fine del ‘400 ancora si considerava molto lontano.

Da Vinci
La Gioconda – Museo del Louvre

Grazie all’ingegno di Da Vinci, furono gettate le basi di una vera e propria rivoluzione che avrebbe caratterizzato poi il periodo del ‘500, epoca in cui avverranno molti scontri religiosi e politici. La sua grande curiosità è stata sempre accompagnata da un grande desiderio di concretizzare le sue conoscenze: scienza e pratica erano quindi indissolubili.

Sebbene la maggior parte delle persone associno a Leonardo solamente l’iconica opera della Gioconda o il dipinto rappresentante L’Ultima Cena, il poliedrico Da Vinci rivela al mondo intero le verità più nascoste.

Le peculiarità per cui considerare Leonardo Da Vinci il genio del Rinascimento

Nel 1469 Leonardo si trasferisce con il padre a Firenze, dove diventa allievo del Verrocchio. Leonardo cresce artisticamente in un ambiente all’avanguardia, dove si insegna a concepire la figura umana, scolpita o dipinta, in un contesto dinamico, raffigurata in movimento e in un determinato spazio. Da Vinci non si limita ad operare nel campo artistico ma spazia in quasi tutti i campi della conoscenza umana.

In alcuni suoi studi infatti, si può trovare una concreta citazione all’urbanistica: durante il periodo della peste a Milano elabora un progetto di città ideale, che tiene conto dei problemi e delle esigenze cittadine, in primis capendo la necessità di decentrare la popolazione, ammassata entro le mura e costretta in lugubri vicoli e abitazioni. Nel suo disegno il popolo risiede in campagna, mentre ai nobili è riservata la città, che ha una pianta a “scacchiera”, senza mura, con una rete di canali per lo smaltimento dei rifiuti. Ci sono inoltre sopraelevate per il passeggio dei pedoni e scale a chiocciola che collegano i vari piani.

Il Grande Nibbio, macchina volante di Leonardo

Una serie di dettagli che solo un genio poteva pensare all’epoca. La curiosità di Leonardo si spinge poi verso nuove tecnologie, soprattutto quella inerente al volo. I suoi famosi prototipi che prendono spunto dai volatili, saranno infatti gli antenati di quelli che saranno poi i veri e propri aeroplani.

La figura dinamica del Da Vinci prende spazio anche nei racconti, dietro ai quali si celano sempre dei grandi insegnamenti. Pensiamo ad esempio alla farfalla che attratta dallo splendore della candela si brucia, la scimmia che si innamora dell’uccellino e lo soffoca di baci, l’asino che addormentandosi sul ghiaccio, lo fonde e annega.

Tuttavia, il connubio vincente per l’icona del Rinascimento fu la scienza e l’arte. Partendo timidamente dagli insegnamenti del Verrocchio, Leonardo Da Vinci vuole rappresentare sempre più un’attenzione dedicata all’amore per la natura, in cui crede risiedano le più grandi verità legate all’uomo. Il contesto naturale per Da Vinci deve essere esaminato a fondo e rappresentato con dedizione. Lo confermano i suoi studi di botanica, anatomia e in particolare ottica, dove l’occhio è considerato come tramite tra l’immagine e l’anima.

Il 2 maggio 1519 Leonardo Da Vinci muore, ad Amboise. Si racconta che Francesco I di Francia quando seppe della sua morte scoppiò in un pianto sconsolato: da tre anni l’aveva nominato “primo pittore, architetto e ingegnere del re”. “La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all’intelletto. Perché se l’una e l’altra è pittura, devono passare al senso comune per il senso piú nobile, cioè l’occhio; e se l’una e l’altra è poesia, esse hanno a passare per il senso meno nobile, cioè l’udito”.

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Redazione

Fonte immagini: Wikipedia

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