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DaD, 34.000 studenti rischiano di abbandonare gli studi. L’indagine di Save the Children

Secondo un’indagine di Save the Children, la mancanza di connessione e di dispositivi è la causa principale delle assenze durante le lezioni in Didattica a Distanza (DaD). Il 35% degli studenti delle superiori si sente meno preparato dell’anno precedente e cresce l’incertezza verso il futuro.

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Gli effetti della DaD, indagine di Save the Children
DaD, allarme di Save the Children

La Didattica a Distanza è stata, nell’anno appena concluso, lo strumento che ha permesso agli studenti italiani di continuare il percorso scolastico dalla propria abitazione, riducendo così la quantità di contatti e quindi di possibili contagi.

Save the Children ha pubblicato un’indagine condotta da IPSOS per analizzare le opinioni, gli stati d’animo e le aspettative verso il futuro di alunni dai 14 ai 18 anni.

Il dato più preoccupante è quello sui circa 34mila studenti che potrebbero abbandonare il percorso scolastico per via delle numerose assenze. Sono svariate le cause di questo fenomeno:

  • la difficoltà a concentrarsi durante le lezioni in Dad
  • la mancanza di dispositivi per seguire le lezioni o il dover condividere i devices con fratelli e sorelle (dichiarato dal 45% degli studenti, oltre tre milioni)
  • l’assenza di una connessione internet adeguata
  • il dover condividere lo spazio di studio con altri appartenenti al nucleo familiare (secondo dati Istat, nel 2018 il 41,9% dei minori viveva in condizioni di sovraffollamento abitativo).

L’Istat rileva che un bambino su 8, circa 850mila ragazzi tra i 6 e i 17 anni, non ha a disposizione pc o tablet per riuscire a restare al passo con le lezioni. Questo ha un impatto anche sulla preparazione scolastica degli alunni: uno studente su tre si sente meno preparato rispetto a quando la scuola era in presenza, il 35% deve recuperare più materie rispetto all’anno precedente e quasi uno su 4 dichiara che la DaD ha inciso in modo negativo sulla sua capacità di studiare e apprendere.

Inoltre, il 28% degli alunni ha affermato che dal lockdown primaverile ad oggi un compagno di classe ha smesso definitivamente di partecipare alle lezioni.

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Abbandono scolastico tra le conseguenze della pandemia

Il dato più emblematico è quel 46% di studenti che ritiene che l’anno scolastico corrente sia sprecato. Gli stati d’animo più comuni tra gli adolescenti in questo periodo sono incertezza, stanchezza e preoccupazione verso il futuro: solo il 26% (circa uno su 4) pensa che tornerà tutto come prima e la stessa percentuale ritiene che continueremo ad avere paura.

DaD e Covid, cosa pensano gli studenti

I ragazzi dichiarano di sentirsi penalizzati dalle scelte fatte nella lotta al Covid: il 65% è convinto di star pagando in prima persona l’incapacità degli adulti di gestire la pandemia, il 43% si sente accusato dagli adulti di essere diffusore di contagio, mentre il 42% reputa ingiusto che gli adulti possano continuare ad andare a lavorare, mentre a loro non è consentito tornare a scuola.

Save the Children per i ragazzi

Dall’inizio della pandemia ad oggi, Save the Children, organizzazione che da oltre 100 anni lotta per difendere i giovani a rischio e garantire loro un futuro, è scesa in campo in prima persona per aiutare i bambini e i ragazzi che affrontavano nuove difficoltà.

Durante il lockdown sono state portate avanti attività per supportare la didattica a distanza, come ad esempio la consegna di tablet, connessione internet e sostegno materiale alle famiglie in difficoltà (buoni spesa, prodotti per la prima infanzia, distribuzione di viveri e materiali scolastici), raggiungendo oltre 75mila bambini, bambine e docenti.

save the children

Inoltre, l’organizzazione ha predisposto il piano di supporto “Riscriviamo il futuro” che ha come focus l’aiuto ai nuclei familiari più in difficoltà. Ad oggi, i bambini raggiunti con questo programma sono 58.843. In più, sono stati distribuiti 1.195 tra tablet e connessioni internet, sono state sostenute 275 scuole e a 3.623 docenti è stata fornita una formazione specifica per gestire questo particolare momento della didattica.

Studenti e futuro

Quasi un ragazzo su 7 ha sentito parlare del Next Generation EU, il piano europeo per il rilancio dopo la crisi data dalla pandemia. Fondo che dovrebbe permettere ai giovani di avere nuove opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro o di studiare gratuitamente all’estero e all’università. Tra le priorità su cui i giovani credono bisogna investire c’è l’ambiente e la lotta alla povertà.

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Investire nella tutela dell’ambiente

Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children, ha sottolineato che i giovani “guardano alla politica con speranza e curiosità ed è ora che la politica sia all’altezza delle loro aspettative, utilizzando un fondo (Next Generation UE) che proprio alle nuove generazioni dovrebbe essere dedicato, per dare nuova linfa e impulso a combattere un orizzonte con poche prospettive, soprattutto per coloro che vivono in condizioni di difficoltà”.

Tema ripreso anche da Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children: “È necessario riaprire subito le scuole in sicurezza con un’offerta educativa potenziata, soprattutto nei territori più difficili, per scongiurare un ulteriore allargamento delle diseguaglianze”.

Ma non solo, bisogna pensare anche al futuro prossimo dei ragazzi, come sottolineato dalla stessa Raffaella Milano: “Bisogna salvare l’anno scolastico in corso e programmare da subito anche un’estate ricca di opportunità educative, di socialità e di gioco gratuite per tutti i bambini e i ragazzi, a partire da quelli che stanno vivendo, con il black out scolastico, anche i drammatici effetti dell’impoverimento familiare”.

Per questo motivo, ha concluso la Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children “assieme alla rete di educAzioni, abbiamo chiesto al Governo un Piano straordinario per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che metta assieme, in modo organico, tutti gli interventi che vanno posti in essere per sostenere i minori nell’uscita dalla crisi, in campo educativo così come nel welfare, nella promozione della salute così come nella fruizione di spazi pubblici di socialità”.

Leggi anche il nostro articolo sull’impegno di Save the Children a tutela delle bambine più a rischio nel mondo

20 novembre 2020, Giornata Mondiale dell’Infanzia. Il report di Save the Children “Con gli occhi delle bambine”

Marco Lacava

Fonte: ufficio stampa Save the Children

Fonte immagini: Pexels e Pixabay

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