Quanto ci possono insegnare le piante? Dai corridoi verdi di Medellin, in Colombia, al progetto ROOMors dell’Università di Padova che studia la correlazione tra piante e animali il mondo vegetale rappresenta una formidabile fucina di scoperte utili all’uomo. Leggi il nostro articolo
Chiamata la “Città dell’eterna primavera”, Medellín ha sempre goduto di un clima temperato, ma l’urbanizzazione ha portato all’effetto isola di calore urbano. I nuovi corridoi verdi della città hanno invertito questa tendenza, riducendo la temperatura di 2°C in media. Avviato nel 2016 per affrontare l’inquinamento atmosferico e il caldo crescente, il progetto ha trasformato oltre 30 corridoi verdi, collegando giardini verticali, parchi e colline vicine.

Con un investimento iniziale di 16,3 milioni di dollari e un costo di manutenzione annuale di 625.000 dollari, Medellín ha piantato milioni di alberi e piante, creando un’oasi verde urbana. Il progetto non solo ha raffreddato la città, ma ha anche migliorato la qualità dell’aria e riportato la fauna selvatica. Questo modello ha attirato l’attenzione globale, con città come Bogotá e São Paulo che adottano iniziative simili. Medellín offre una soluzione economica e popolare per affrontare il cambiamento climatico nelle città, dimostrando che la collaborazione tra governo e cittadini può trasformare l’ambiente urbano.
In un’epoca in cui le ondate di calore sono in aumento, i corridoi verdi di Medellín rappresentano un esempio brillante di come le città possono diventare più resilienti e sostenibili. Guarda il reel sul nostro radiowellness_magazine.
Lo studio dell’Università di Padova
Il progetto ROOMors – At the roots of motor intentions – ideato e coordinato dal Prof. Umberto Castiello in qualità di Responsabile scientifico e finanziato con 4 milioni di euro dal Consiglio Europeo della Ricerca, si propone di rivoluzionare completamente quest’ingiusta classificazione, dimostrando che anche organismi privi di un sistema nervoso sono in grado non solo di comunicare tra loro, ma addirittura di mettere in atto processi di pianificazione delle azioni.
«Nei prossimi cinque anni questo progetto, grazie anche alla disponibilità di un laboratorio unico al mondo, approfondirà lo studio di meccanismi che sino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile attribuire alle piante – spiega il Professor Umberto Castiello, responsabile di ROOMors – La capacità di pianificare un movimento in base all’intenzione che lo determina, di comunicare attraverso una forma di linguaggio chimico e di prendere decisioni importanti per risolvere i problemi dettati da un ambiente in continua mutazione.

Il nostro obiettivo ultimo è quello di riuscire a codificare i geni che sottostanno alla capacità delle piante di agire in maniera intenzionale attraverso un’analisi di tipo fisio-molecolare. Queste conoscenze potrebbero portare ad esplorare parallelismi con le specie animali per comprendere le origini comuni di tali processi. Va evidenziato come gli esseri umani condividano con le piante tra il 30 ed il 50% dei geni».
Il progetto si inserisce all’interno dell’area di ricerca denominata “Psicologia Comparata” che studia, attraverso metodi comparativi il comportamento delle diverse specie viventi, inclusi l’uomo e le piante e il suo scopo è quello di trovare analogie che permettano di arrivare alle radici evolutive di tali processi.
