Prevenzione allo spreco alimentare

Spreco alimentare 2020, dati in miglioramento. Consigli per un uso sostenibile delle scorte

Nell’anno dominato dalla pandemia da Covid-19 si è registrato un calo nello spreco del cibo: mettendo insieme ciò che si è gettato nella spazzatura sia tra le mura domestiche sia in tutta la filiera alimentare, il totale ammonta a 5,2 milioni di tonnellate di cibo, per un valore totale di 9,7 miliardi di euro.

Buona parte di questa somma riguarda i cittadini, con 6,4 miliardi di euro di spreco alimentare domestico in tutta la nazione. La restante parte, circa 3,2 miliardi di euro, sono perdite derivanti dal commercio e dalla grande distribuzione. Questi dati sono raccolti nel report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability del 2020. 

Prevenzione allo spreco alimentare
Prevenzione allo spreco alimentare

Quindi il 2020 è stato un anno di diminuzione degli sprechi alimentari, sintomo di una maggiore sensibilità nella popolazione verso questo argomento e conseguenza delle azioni messe in atto dalle associazioni per la salvaguardia del cibo.

Rispetto all’anno precedente, si è registrato un calo degli sprechi del 12% tra le mura domestiche, che equivale ad uno sperpero pro capite di 27kg di cibo all’anno, in tutto circa 220mila tonnellate di cibo salvato e un risparmio di 376 milioni di euro a livello nazionale.

Questo dato è la conseguenza della crescente consapevolezza del collegamento tra il cibo e la salute: il 66% degli italiani crede che ci sia una stretta correlazione tra il cibo e la salute dell’uomo e dell’ambiente, secondo quanto diffuso da Cia-Agricoltori. 

Prevenzione allo spreco alimentare, le iniziative in Italia

Per quanto riguarda la grande distribuzione, Alì supermercati ha aperto nella propria pagina web una sezione dedicata alle ricette per non sprecare cibo. Si tratta di un semplice elenco di piatti che si possono preparare con gli alimenti che tendenzialmente vengono gettati via.

Sta per scadere lo yogurt? Non importa, puoi fare il plumcake allo yogurt. Avete avanzato qualche pandoro o panettone da Natale? Perché non fare un tiramisù innovativo usando questi ingredienti al posto dei savoiardi!

Ma non solo, anche Barilla è molto attiva da questo punto di vista: al Barilla Center of Food & Nutrition (BarillaCFN) ogni giorno si lavora sulla sostenibilità ambientale, con scienziati ed esperti impegnati nello studio dei sistemi agro-alimentari.

La loro mission, si legge nel sito internet, è “affrontare le principali questioni relative al cibo nella sua dimensione ambientale, economica e sociale, per il benessere e la salute delle persone e del nostro Pianeta”. Ad esempio, l’azienda organizza progetti educativi per sensibilizzare le nuove generazioni ad un utilizzo più consapevole del cibo.

Educare i bambini ad evitare lo spreco alimentare
Educare i bambini ad evitare lo spreco alimentare

Anche moltissime onlus e associazioni più piccole si preoccupano di recuperare il cibo che andrebbe buttato via. Una di queste è Equovento, un’organizzazione che dal 2013 si occupa di recuperare il cibo avanzato durante gli eventi, donandolo agli enti caritatevoli, alle case famiglia, ai poveri e ai bisognosi: “Donare il cibo in eccesso dell’evento è un atto di umiltà e di equità, perché condividere i propri pasti con persone meno fortunate significa esimersi dal giudicare persone disagiate ponendosi sullo stesso piano come esseri umani” si legge nel sito internet.

Oppure come Last Minute Market, un’impresa sociale bolognese impegnata nel recupero delle eccedenze alimentari della Grande Distribuzione Organizzata. Si occupa della prevenzione alle perdite e agli sprechi a 360°, grazie ai progetti di formazione e di educazione, alle ricerche e alle campagne di comunicazione.

L’organizzazione riesce nella sua mission grazie alle moltissime collaborazioni con grandi aziende del settore: Barilla, Conad, Despar, Carrefour, Coop, Granarolo e molte altre. Dal 2014 affianca Masterchef Italia nel recupero del cibo avanzato durante le registrazioni delle puntate. Inoltre, porta avanti la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero, un progetto che ho l’obiettivo di ridurre lo spreco di acqua, energia e cibo e la produzione di rifiuti.

Recup, una associazione milanese, si occupa del recupero del cibo avanzato in occasione dei mercati comunali: quasi ogni giorno, dopo che tutti i baracchini di vendita del mercato hanno concluso le vendite, Recup si impegna a regalare a tutti coloro che ne hanno bisogno il cibo che non è stato venduto durante il mercato stesso.

Alimenti acquistati al mercato
Alimenti acquistati al mercato

Non solo associazioni e onlus aiutano a diminuire lo spreco alimentare, anche la tecnologia arriva in soccorso. Too good to go è un’applicazione che permette di acquistare piccole box di cibo avanzato, ma ancora buono, ad un prezzo ridotto. Dove? Presso tutti i negozi e i locali collegati alla piattaforma.

Sono oltre 2 milioni gli italiani che hanno deciso di aiutare il pianeta tramite Too good to go. A Milano è attiva una collaborazione con la Carrefour: i punti vendita caricano nell’app le box con il cibo a scadenza breve, un metodo rapido per cercare di non fare andare a male il cibo ancora buono. 

Sulla stessa falsariga si muove Myfoody, un’altra applicazione che permette di acquistare cibo che altrimenti verrebbe gettato nella spazzatura. La mission è diminuire lo spreco di cibo, cercando di salvaguardare il pianeta e il nostro futuro. Si legge nel sito: “Per consegnare ai nostri figli un mondo migliore è necessario impegnarsi ogni giorno a compiere azioni rispettose dell’ambiente e di chi lo abita”. 

Queste e molte altre sono le associazioni e le organizzazioni che giornalmente si impegnano a salvaguardare il cibo e prevenire lo spreco alimentare.

Evitare lo spreco alimentare, il decalogo di Gambero Rosso

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 2021, lo scorso 5 febbraio, Gambero Rosso ha pubblicato un decalogo del consumatore responsabile, in quanto lo sperpero di cibo è un malcostume che riguarda tutti e che si può evitare con poche e semplici regole. Vediamole assieme:

  1. Fare una spesa proporzionata e in cui si acquista solo quello che si crede di consumare .
  2. Acquistare i prodotti direttamente dal produttore, avendo cosi la certezza sulla qualità.
  3. Conservare il cibo in modo corretto, per prolungare la sua vita il più possibile.
  4. Ordinare la dispensa in modo tale da avere sempre la concezione di cosa va in scadenza a breve e cosa può essere consumato nei giorni successivi.
  5. Riscoprire i brodi: un pasto in cui si utilizzano molti alimenti di scarto, come le foglie esterne delle verdure, i resti di carne o di pesce.
  6. Imparare a cucinare tutti gli alimenti nella loro totalità, per evitare il più possibile eventuali sprechi di parti che non conosciamo. 
  7. Non è mai troppo poco: piccole quantità di un alimento possono diventare una componente per un piatto più articolato.
  8. Non cucinare troppo per evitare gli avanzi di cibo. Nel caso in cui si cucini in eccesso, pensare ad una seconda vita per il piatto.
  9. Portare a casa dal ristorante ciò che non è andato consumato.
  10. Chiedere aiuto alla tecnologia: tramite le app come Too good to go o Myfoody si può acquistare cibo che altrimenti verrebbe buttato via.

Poche semplici regole che potrebbero contribuire ad un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni, nella speranza che il tema della sostenibilità alimentare sia sempre più caro alla popolazione e alle istituzioni. 

Leggi anche il nostro articolo sui 10 cibi più sani secondo l’esperta chef Erika Coromer

Cibi sani, i 10 alimenti top, parola di Erika Coromer

Marco Lacava

Fonte immagini: Pexels

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