In questa nuova puntata del podcast di Farmaconsulenze, abbiamo avuto il piacere di intervistare Elvira Di Maso, farmacista specializzata in integrazione sportiva. Elvira ha condiviso con noi informazioni preziose su come i carboidrati, spesso fraintesi, siano in realtà fondamentali per il nostro corpo e per il mantenimento di un equilibrio nutrizionale sano. In particolare, abbiamo sfatato tre miti molto diffusi, che spesso vengono associati a concetti sbagliati che influenzano negativamente le scelte alimentari di molte persone.
Il tema dei carboidrati è molto dibattuto, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione primaverile, quando molte persone iniziano a pensare a una dieta più leggera. Tuttavia, è il momento giusto per fare chiarezza su alcuni dei miti più comuni riguardo a questi nutrienti essenziali e scoprire la verità che si nasconde dietro di essi.
Ascolta il podcast con l’intervista per scoprire maggiori informazioni.
Cosa sono e perché sono fondamentali per il nostro corpo?
I carboidrati rappresentano uno dei tre macronutrienti essenziali per il funzionamento dell’organismo, insieme alle proteine e ai lipidi. La loro funzione principale è fornire energia, rendendoli una componente imprescindibile della dieta quotidiana. Spesso definiti come la “benzina” del nostro corpo, alimentano il cervello, i muscoli e tutti i processi metabolici fondamentali. Senza un adeguato apporto di questi nutrienti, il nostro organismo si troverebbe a corto di energia, con conseguenti cali di concentrazione, affaticamento e riduzione della performance fisica e mentale.
Per garantire un equilibrio nutrizionale ottimale, i carboidrati dovrebbero costituire circa il 50-60% dell’apporto calorico giornaliero. Questa percentuale non è casuale, ma riflette il ruolo chiave che svolgono nel fornire energia immediata e sostenibile. Il loro consumo è essenziale per affrontare le attività quotidiane, dallo studio al lavoro, fino all’attività sportiva e contribuisce a mantenere stabile il livello di glicemia nel sangue.
Non tutti i carboidrati sono uguali. Esistono due categorie principali: i carboidrati semplici e i carboidrati complessi, che si differenziano per la loro struttura chimica e per il modo in cui vengono metabolizzati dall’organismo.
- Semplici: presenti in alimenti come zucchero raffinato, dolci, bibite zuccherate e prodotti industriali, vengono assorbiti rapidamente nel sangue, provocando un repentino innalzamento della glicemia, seguito da un altrettanto rapido calo. Questo effetto può generare sbalzi di energia, portando a una sensazione di stanchezza improvvisa e aumentando il rischio di fame nervosa e accumulo di grasso.
- Complessi: si trovano in alimenti come cereali integrali, legumi, verdure, pasta e riso integrale. Grazie alla loro struttura più complessa, richiedono più tempo per essere digeriti e assorbiti, garantendo un rilascio graduale di energia. Questo aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, evitando picchi glicemici e garantendo una maggiore sensazione di sazietà.

L’importanza dei carboidrati per gli sportivi
Per chi pratica attività fisica, soprattutto a livello agonistico o ad alta intensità, questi macronutrienti rappresentano la principale fonte di energia, garantendo il carburante necessario per sostenere sforzi prolungati. In particolare, negli sport di endurance come ciclismo, trekking, nuoto, maratona e triathlon, il corpo consuma elevate quantità di glicogeno, il principale deposito di carboidrati nei muscoli e nel fegato. Se le scorte di glicogeno si esauriscono, l’atleta può incorrere nella cosiddetta “crisi di fame” o “bonking“, una condizione caratterizzata da un drastico calo della performance, debolezza improvvisa e difficoltà di concentrazione.
Per prevenire questi cali energetici e garantire una prestazione costante, è essenziale mantenere un apporto regolare di carboidrati, sia prima che durante e dopo l’attività sportiva. Prima dell’allenamento o della competizione, è consigliato consumare pasti ricchi di carboidrati complessi (come pasta integrale, riso, cereali e legumi), che assicurano un rilascio graduale di energia. Durante lo sforzo fisico, soprattutto se prolungato, se ne possono assumere a rapido assorbimento, come bevande energetiche, gel e barrette specifiche per reintegrare le scorte di glicogeno in modo tempestivo e prevenire il senso di affaticamento. Dopo l’attività, invece, è fondamentale ripristinare le riserve muscolari con pasti bilanciati che combinino carboidrati e proteine, favorendo così il recupero e la rigenerazione muscolare.
Ignorare l’importanza di un corretto apporto può portare non solo a un calo delle prestazioni, ma anche a un maggiore rischio di infortuni e di affaticamento cronico. Ecco perché una corretta strategia alimentare, studiata in base alle esigenze specifiche dell’atleta, è fondamentale per ottenere il massimo rendimento e garantire un recupero efficace.
I 3 falsi miti più diffusi sui carboidrati
1. I carboidrati fanno ingrassare?
Uno dei miti più diffusi e duri a morire è che siano i principali responsabili dell’aumento di peso. Questa convinzione deriva spesso dal fatto che molti alimenti ricchi di carboidrati siano anche altamente calorici e ricchi di zuccheri raffinati, come dolci, snack industriali e bevande zuccherate. Tuttavia, il problema sta nella qualità e quantità di quelli che vengono assunti.
I carboidrati semplici, come quelli presenti in zuccheri raffinati e farine bianche, hanno un alto indice glicemico e vengono rapidamente trasformati in glucosio nel sangue, causando picchi glicemici seguiti da cali altrettanto bruschi. Se non vengono utilizzati immediatamente come energia, il corpo li immagazzina sotto forma di grasso.
Al contrario, i carboidrati complessi (presenti in alimenti come cereali integrali, legumi, frutta e verdura) vengono digeriti più lentamente, garantendo un rilascio graduale di energia e aiutando a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Ricchi di fibre e micronutrienti essenziali, contribuiscono alla sazietà, riducendo la tendenza a consumare cibi ipercalorici e fuori pasto.
Come sottolinea Elvira Di Maso, il segreto sta nell’equilibrio: non è il consumo di carboidrati a far ingrassare, ma un eccesso calorico complessivo, indipendentemente dalla fonte. Un’alimentazione bilanciata, in cui i carboidrati sono accompagnati da proteine, grassi sani e fibre, non solo non favorisce l’aumento di peso, ma supporta il benessere metabolico e la salute generale.
2. I carboidrati alla sera fanno male?
Uno dei consigli più diffusi nelle diete è quello di evitare i carboidrati a cena, con la motivazione che il metabolismo rallenti nelle ore serali e che i carboidrati ingeriti vengano più facilmente trasformati in grasso. Tuttavia, questa è una semplificazione eccessiva che non tiene conto della fisiologia del nostro corpo.
Secondo numerosi studi, i carboidrati consumati la sera non fanno ingrassare di per sé, purché siano inseriti in un’alimentazione equilibrata. Anzi, possono persino favorire un buon riposo notturno, poiché stimolano la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che aiuta a rilassarsi e a prepararsi al sonno.
Naturalmente, la qualità dei carboidrati conta:
– Sì a: carboidrati complessi come pasta e riso integrale, patate, legumi, quinoa e verdure amidacee, che garantiscono un rilascio lento di energia e stabilizzano i livelli glicemici.
– No a: carboidrati raffinati, come pane bianco, dolci e snack industriali, che possono creare sbalzi glicemici e disturbare il sonno.
Se si cena tardi o si pratica attività fisica nelle ore serali, includere una porzione di carboidrati complessi può addirittura migliorare il recupero muscolare e la qualità del riposo.

3. Meglio eliminare i carboidrati dalla dieta per avere più energia?
Un altro errore comune è credere che eliminare i carboidrati dalla dieta possa portare a un aumento dell’energia e a una maggiore sensazione di leggerezza. In realtà, è vero il contrario: i carboidrati sono la fonte di energia primaria per il nostro corpo e per il cervello.
Alcune diete, come la chetogenica o altre low-carb, promuovono una drastica riduzione dei carboidrati a favore dei grassi e delle proteine. Sebbene queste strategie possano avere benefici in alcuni contesti specifici (ad esempio, per alcune condizioni metaboliche o per determinati atleti), non sono adatte a tutti e possono causare effetti indesiderati come:
- Stanchezza e riduzione della resistenza fisica
- Difficoltà di concentrazione e “nebbia mentale”
- Problemi digestivi dovuti alla riduzione dell’apporto di fibre
- Irritabilità e sbalzi d’umore
Come spiega Elvira Di Maso, il nostro cervello utilizza circa 120 grammi di glucosio al giorno per funzionare correttamente. Se priviamo il corpo di carboidrati, esso è costretto a ricavare energia da fonti alternative, come i corpi chetonici, con effetti che non sempre risultano positivi. A lungo termine, una carenza di carboidrati può compromettere il metabolismo e la salute generale.
La soluzione non è eliminarli, ma scegliere i carboidrati giusti e consumarli nelle giuste quantità, privilegiando quelli integrali e ricchi di fibre, in grado di fornire energia in modo costante senza causare sbalzi glicemici.
L’equilibrio è la chiave per una dieta sostenibile
I carboidrati non sono il nemico della nostra alimentazione, ma un elemento essenziale per il corretto funzionamento del corpo e della mente. Piuttosto che eliminarli o demonizzarli, è fondamentale scegliere le fonti giuste e consumarli nelle quantità adeguate.
L’eccesso di carboidrati semplici e raffinati può avere effetti negativi sulla salute, mentre i carboidrati complessi, ricchi di fibre e nutrienti, garantiscono un rilascio costante di energia, favoriscono la sazietà e supportano il metabolismo. Non si tratta di privazioni, ma di consapevolezza: imparare a riconoscere i diversi tipi di carboidrati e integrarli correttamente nella dieta permette di mantenere un buon livello di energia, un peso equilibrato e un benessere duraturo.
Se desideri migliorare la tua alimentazione, ricorda che varietà ed equilibrio sono le chiavi per uno stile di vita sano e sostenibile nel tempo.
Leggi anche il nostro articolo “Carboidrati, 3 ragioni per non escluderli dalla dieta”
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