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pizza napoletana

Giornata mondiale della pizza, per celebrare una ricetta universale  

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Il 17 gennaio si festeggia il “World Pizza Day”, la giornata mondiale della pizza. Oltre che un piatto iconico, la pizza rappresenta un giro d’affari di tutto rispetto

Nel nostro Paese sono circa 8 milioni le pizze sfornate ogni giorno (3 miliardi l’anno), 130mila le imprese dedicate con un fatturato di 15 miliardi. Nove italiani su 10 dichiarano di consumarla una volta la settimana e di preferire quelle tradizionali come margherita o capricciosa.

La Giornata Mondiale della Pizza è stata istituita nel 1984 da un gruppo di pizzaioli napoletani per promuovere questo piatto come simbolo della cultura e della tradizione gastronomica italiana in tutto il mondo. Da allora, la festa è diventata sempre più popolare e in questa occasione vengono organizzate numerose attività per celebrare la Giornata come degustazioni, corsi per imparare a farla, mostre e concorsi.

L’impasto – immagine: Canva

Pizza, patrimonio UNESCO

Dal 2017 quella che è stata, a ragione, definita un’arte, è stata inserita nella lista Unesco del patrimonio immateriale, riconosciuta come «parte del patrimonio culturale dell’umanità, trasmesso di generazione in generazione e continuamente ricreato, in grado di fornire alla comunità un senso di identità e continuità e di promuovere il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.

Le motivazioni dicono: “Si tratta di una pratica culinaria che comprende varie fasi, tra le quali la preparazione dell’impasto, un movimento rotatorio fatto dal pizzaiolo e la cottura nel forno a legna”.

I primi riscontri di un alimento simile alla pizza risalgono all’antichità ma sembra che la ricetta sia frutto dell’ingegno italiano, napoletano in particolare, a partire dal IX secolo. A quei tempi la pizza era un cibo povero. Con il passare del tempo, la pizza è diventata sempre più popolare e oggi esistono innumerevoli varietà di questo piatto, ognuna con i suoi ingredienti e le sue caratteristiche uniche.

Leggi il nostro articolo sulla dieta mediterranea.

Uno dei simboli dell’italianità – immagine: Canva

Quanti tipi di pizza esistono?

Sarebbe impossibile dire quanti tipi ne esistono. Ce ne sono centinaia e inoltre ogni Paese ha i suoi gusti, proponendo moltissime variazioni sul tema della classica pizza Margherita, la più semplice ma forse ancora la più amata.

La ricetta

Farina di grano tenero: 400 g
Acqua: 250 ml
Lievito di birra: 1/2 cucchiaino
Sale: 1 cucchiaino
Olio d’oliva: 1 cucchiaio

Fiordilatte: 100 g sgocciolato

Una ricetta nota in tutto il mondo: immagine: Canva

Si inizia mescolando la farina, l’acqua, il lievito di birra e il sale. Si lavora l’impasto con le mani fino a ottenere una palla liscia e omogenea. Si copre la ciotola con un panno umido e si lascia lievitare l’impasto per almeno 1 ora.

Trascorso il tempo di lievitazione, si stende l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e si forma un disco di circa 25 cm di diametro. Si trasferisce il “disco” su una teglia leggermente unta d’olio e si schiacciano leggermente i bordi per creare una leggera curvatura.

Spalmare la salsa di pomodoro sulla base, si aggiunge il fiordilatte e, volendo, gli altri ingredienti a piacere, come ad esempio salame, funghi, olive e altre verdure oppure tonno e cipolle, ecc…

Si inforna la pizza in forno preriscaldato a 220°C per circa 15-20 minuti, o fino a quando il bordo non sarà dorato.

Meglio consumare la pizza bella calda!