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Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’alimentazione, ecco quali sono gli obiettivi di quest’anno prefissati dalla FAO

A partire dal 1979, il 16 ottobre si celebra ogni anno la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, istituita dai membri della FAO – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, con lo scopo di creare sensibilizzazione in merito alla povertà, alla malnutrizione, alla sicurezza alimentare e alle diete nutrienti e salutari. 

Ad oggi, più di 150 nazioni celebrano questa giornata e tutte si impegnano a raggiungere degli obiettivi comuni. Annualmente si cerca di focalizzare l’attenzione su un tema specifico, portando in evidenza una particolare problematica o esigenza, come il problema per la sanità, investimenti destinati al settore primario, l’educazione alimentare e molto altro.

Il tema della campagna di quest’anno, delineato in primis dalla stessa FAO nello State of Food and Agriculture 2019, è il grande e complesso problema relativo allo spreco alimentare.

Più del 14% del cibo infatti, è considerato immangiabile ancora prima che raggiunga negozi e supermercati, individuando dunque un problema di stoccaggio, imballaggio e trasporto che deriva direttamente dalle aziende produttrici. Questo avviene, secondo l’indagine condotta dalla FAO, in particolar modo per la frutta e verdura (alimenti di più facile deperibilità), soprattutto nei paesi a basso reddito a fronte di infrastrutture poco idonee alla conservazione dei cibi. Nei paesi industrializzati invece, si verifica un problema prettamente legato allo stoccaggio, causato dalla sovrapproduzione di prodotti.

Le industrie legate ai prodotti alimentari dunque, dovrebbero essere rese idonee al mantenimento dei cibi e adeguatamente performanti dal punto di vista ambientalistico, installando delle tecnologie il più possibile ad impatto zero e, nel caso dei paesi ad alto reddito, ridurre la produzione mantenendo lo stoccaggio per i cibi effettivamente necessari stimati. Facendo ciò, ne gioverebbe non solo la sostenibilità di risorse alimentari, ma si avvierebbero meno processi inquinanti per l’ambiente.

La questione dello spreco quindi, per risultare davvero arginata, deve essere presa in considerazione innanzitutto a monte del processo. Saranno poi i consumatori finali, nel proprio piccolo, a dover gestire adeguatamente i prodotti alimentari acquistati. Come? Evitando di gettare inutilmente gli avanzi di cibo nella spazzatura ma, quando possibile, riutilizzarli per nuovi piatti oppure comprando solo ciò che verrà effettivamente consumato durante la settimana.

Redazione

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