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Il Colosseo e numerosi monumenti e luoghi di storia italiani si illuminano di viola a favore della lotta contro l’epilessia

Solo in Italia sono 500.000 le persone a fare i conti con l’epilessia. Quest’anno in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Epilessia in programma il 10 febbraio, il Colosseo si tinge di viola come simbolo italiano per la lotta contro questa malattia che colpisce il sistema nervoso centrale. L’iniziativa è promossa dalla LICE che per l’appuntamento lancia il claim “La solidarietà si propaga #liberalaricerca“.

Non solo il Colosseo, a vestirsi di viola numerosi monumenti e luoghi di storia in tutta Italia per far luce sull’epilessia nell’anno in cui la Lega Italiana Contro l’Epilessia festeggerà il quindicinale impegno nella promozione di campagne di sensibilizzazione e nella divulgazione di una corretta informazione nei confronti di una malattia neurologica che colpisce nel mondo 50 milioni di persone. Per festeggiare l’importante traguardo LICE invita la popolazione al Piccolo Eliseo di Roma per “Il nostro album dei ricordi. 15 anni di immagini e parole per raccontare l’epilessia”. L’evento si terrà il 10 febbraio alle ore 19.30. Per prenotarsi è necessario inviare un’email a fondazionelice@ptsroma.it.
Previsti inoltre numerosi convegni e spettacoli, queste le città aderenti: Bolzano, Torino, Novara, Udine, Padova, Milano, Reggio Emilia, L’Aquila, Assisi, Terni, Roma, Venafro, Bari, Foggia, Lamezia Terme, Catania e Cagliari.

“La ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti nella diagnosi e nella cura, ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto per quelle forme di epilessia farmaco-resistente di cui soffre il 30% dei pazienti. Il fatto che le crisi arrivino spesso senza alcun preavviso, potendo provocare traumatismi o altri tipi di conseguenze negative, rende le persone con epilessia insicure, ansiose e dipendenti dagli altri. Ma non tutti possono contare sull’aiuto di una persona cara e l’assistenza socio-sanitaria sul territorio è ancora molto carente” commenta il Professor Oriano Mecarelli, Presidente LICE, Dipartimento di Neuroscienze Umane La Sapienza (Roma).

Attualmente nei Paesi industrializzati l’epilessia interessa 1 persona su 100.
In Italia ogni anno si verificano 86 nuovi casi nel primo anno di vita dovuti perlopiù a fattori genetici e rischi connessi a varie cause di sofferenza perinatale, 20/30 in età giovanile/adulta e 180 dopo i 75 anni a causa dell’aumento delle patologie epilettogene come ictus cerebrale, malattie neurodegenerative, tumori e traumi cranici.

A preoccupare ancora di più i Paesi in via di sviluppo dove la frequenza dell’epilessia è di 3/4 volte più frequente e l’accesso alle cure è inferiore del 50% rispetto ai Paesi industrializzati.
Anche per questo presso l’Assemblea plenaria dell’OMS sarà discusso l’Epilepsy Action Plan.
Se approvato nel prossimo decennio tutti gli stati membri dell’OMS dovranno mettere in atto tutte le strategie di diagnosi e cura dell’epilessia con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

 

Redazione

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