pandemic fatigue

Pandemic fatigue, cos’è e come combatterla

Si chiama Pandemic Fatigue ed è quella sensazione di stanchezza fortissima che stiamo provando tutti in questi giorni. Anzi, in questo lungo anno di pandemia. Pur essendo coscienti di vivere un momento extra ordinario della vita umana, c’è una parte del nostro cervello che non riesce ad abituarsi alle limitazioni, alle raccomandazioni continue, al senso di libertà negata. Il corpo quindi si debilità per mancanza di speranza.

Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto dedicare all’argomento un report apposito in cui si suggeriscono alcune strategie per non abbassare mai la guardia.

Pandemic fatigue, da cosa dipende?

Da una crescente demotivazione. Prima abbiamo scritto assenza di speranza. Se certe cose non si possono o non si devono fare ci si sente delusi, feriti nel profondo. E questo può portare in situazioni molto gravi ad una depressione profonda. O ad una serie di piccole ribellioni come non indossare la mascherina in maniera appropriata o non disinfettare le mani.

Si tratta di una reazione naturale dovuta ad un momento di crisi che si prolunga. All’inizio, quando tutto è nuovo aumenta il senso di responsabilità. Con il passare del tempo però la percezione della minaccia diminuisce. E quindi le limitazioni non vengono più considerate come necessarie ma come qualcosa di cui si può fare a meno. Perché il rischio di stare male è più alto della possibilità di contrarre il virus.

Ci sono sintomi fisici?

La pandemic fatigue si ripercuote anche sul nostro organismo, variando ovviamente da persona a persona:

  1. tachicardia
  2. insonnia
  3. capogiri
  4. pressione alta
  5. colite
  6. perdita di capelli
  7. perdita di appetito
Pandemic fatigue: gestire il panico

Cosa fare?

Bisogna riappropriarsi del proprio tempo e cercare di scardinare il senso di immobilità che si può provare nei casi più acuti di pandemic fatigue. Yoga e pilates possono funzionare più di altre discipline perché non è solo il corpo ad essere coinvolto, ma l’unità corpo-mente. Con particolare attenzione alla respirazione.

Lo yoga della risata

Nata in India 25 anni fa per merito di Madan Kataria questa pratica particolarmente indicata per affrontare la pandemic fatigue spinge a ridere per attivare una serie di risposte fisiche, fisiologiche e psichiche.

Questo yoga: migliora la respirazione diaframmatica

  1. favorisce il rilascio di endorfine e serotonina
  2. purifica i polmoni
  3. regala un’immediata sensazione di benessere
  4. ossigena il cervello
  5. abbassa l’ormone dello stress
  6. aumenta le difese immunitarie
  7. elimina l’anidride carbonica

Bene anche coltivare degli hobby che facciano lavorare le mani e non siano solo “immersivi”. Ottima poi la meditazione. Se le notizie a getto continuo delle TV provoca solo ansia, allora meglio non seguirla. Questo non vuol dire isolarsi, anche perché è necessario avere informazioni sull’evoluzione della crisi sanitaria. Ma solo quelle che effettivamente hanno necessità di essere conosciute.

Pandemic fatigue, le direttive dell’OMS

Secondo l’OMS ci sono 4 strade i governi nazionali possono intraprendere per limitare questa deriva.

1) sviluppare l’empatia: cercare di comprendere cioè che si tratta di una reazione umana naturale. Quindi la comunicazione dell’emergenza deve essere diversa. Non più angosciante, ma rassicurante.

2) coinvolgere le persone: spingere cioè tutti a seguire comportamenti che possano davvero tutelare la salute pubblica e di tutta la comunità.

3) lasciar vivere le proprie vite: fare tutto come prima, cioè, ma con qualche precauzione in più. Necessaria per tutti.

4) non sminuire mai questo tipo di disagio: fino ad oggi sono stati gli anziani e i ragazzi a pagare il prezzo più alto della pandemia. Gli adolescenti, in particolare, si sono ritrovati a vivere un momento della loro vita legato alla socialità in condizioni difficilissime. Non si può non tener conto di questa cosa. Sono necessari quindi per l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostegni economici, sociali, emotivi e culturali.

Leggi anche il nostro articolo dedicato alle mascherine e al loro corretto utilizzo e smaltimento

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Francesca Fiorentino

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