laboratorio analisi

Covid-19, Palù: “Le mutazioni del virus? Un logico evento, il vaccino sarà efficace”

Il prof. Giorgio Palù, presidente dell’Azienda Italiana del Farmaco (Aifa), fa chiarezza sulle varianti del nuovo coronavirus e sull’efficacia del vaccino.

microscopio analisi
Vaccini e mutazioni del virus

Da qualche settimana si parla delle mutazioni del coronavirus, da quella inglese molto contagiosa a quella sudafricana ancora non ben conosciuta alla novità rappresentata da quella brasiliana annunciata da pochi giorni. Le domande che si fanno molti in questo momento sono: perché esistono queste mutazioni? In cosa sono diverse? Il vaccino avrà comunque efficacia?

Il prof. Giorgio Palù, presidente dell’AIFA, Azienda Italiana del Farmaco, ai nostri microfoni chiarisce questi quesiti nel corso della consueta conferenza stampa di aggiornamento sulla pandemia della Regione Veneto.

Perché esistono le mutazioni

Tutti i virus mutano: questo è il punto di partenza. Anzi, la notizia è che questo coronavirus muta meno di altri “perché, spiega il prof. Palù, diversamente da epatite o Hiv, ha un enzima che corregge gli errori e muta meno degli altri, una mutazione per genoma al mese. È molto poco rispetto agli altri Rna, però muta”. Ma non è una cosa strana. “Le varianti sono un logico evento di qualsiasi virus, sia Dna che Rna. In particolare quest’ultimo, più si diffonde, più il virus replica e più muta”. 

Fino a pochi giorni fa eravamo a conoscenza della presenza della mutazione inglese e sudafricana, ora sappiamo che esiste una nuova variante brasiliana, ancora in fase di studio. Come dichiarato dal prof. Palù, queste mutazioni stanno sostituendo il virus che circolava prima, ma non sono associate né a malattia più grave né a maggiore letalità, ma a una contagiosità più elevata.

Prof Giorgio Palù
A destra il prof. Giorgio Palù, presidente AIFA, a sinistra Luca Zaia, presidente della Regione Veneto

Questo è il punto di partenza per capire perché bisogna stare ancor più cauti, attenti e responsabili in questo periodo. Non perché si rischia di morire più facilmente o perché i sintomi delle mutazioni sono più gravi, ma perché è più facile trasmetterlo. O per meglio dire, le mutazioni si legano alle nostre cellule più facilmente. Chiariamo anche questo punto con l’aiuto del prof. Palù:

“Un virus per attaccarsi alla cellula deve fare due procedure: per prima cosa legarsi al recettore. Ma per penetrare come fa? Questi virus hanno un involucro che li riveste, come le membrane delle nostre cellule. I due involucri si incontrano. Il virus deve avere la funzione di fusione: fondere le due membrane. Le mutazioni sembrano favorire la fusione. Sono più contagiose perché leggono meglio il recettore”.

La sfida tra vaccino e mutazioni

La nascita delle mutazioni non influisce sull’efficacia del vaccino, la comunità scientifica ci tiene a sottolineare questo. Il prof. Palù ha spiegato perché gli anticorpi indotti dalla vaccinazione agiscono sulle varianti del virus:

“Siamo certi che i vaccini e gli anticorpi, grazie agli studi fatti, neutralizzano le varianti perché la catena di amminoacidi del virus è molto lunga, 1850 amminoacidi, e la porzione dove lega il recettore è piccola, una regione di 20 amminoacidi. Gli anticorpi indotti agiscono contro tutti gli epitopi della proteina, varie regioni della catena di amminoacidi. Ecco perché sono efficaci, non basta una singola mutazione”. 

La variante sudafricana è ancora in fase di analisi, si stanno raccogliendo dati sulle sue caratteristiche. Ma il prof. Palù ha assicurato che, come comunicatogli da Astrazeneca, sono in corso i test sull’efficacia del vaccino sulla variante sudafricana.

Attendiamo ora gli studi su quella brasiliana. 

Il punto di partenza è sempre la scienza, lo studio dei fenomeni. È importante fidarsi della scienza e del progresso scientifico perché rappresentano l’unico veicolo per ottenere le risposte che cerchiamo.

“Il vaccino mRna che stiamo usando contro il coronavirus è stato fatto con biologia sintetica ed era pronto dopo 10 giorni dalla pubblicazione della sequenza del virus”, come ha affermato il prof. Palù, che ha aggiunto:

“Il resto del tempo è necessario per tutti gli studi e tutte le fasi di sperimentazione, la tecnologia ci permette in una settimana o due di allestire un nuovo vaccino. Fidatevi della scienza e della virologia, perché abbiamo due vaccini, efficaci nel 95% dei casi, con anticorpi indotti dalla vaccinazione che ci proteggono dalle varianti. Nel caso insorgesse un’altra variante saremmo in grado di avere un vaccino specifico a disposizione”. 

Questo ci spiega anche come siamo arrivati ad un vaccino in così poco tempo, quando molti esperti dicevano che ci sarebbero voluti anni per completarlo. La tecnologia e la scienza fanno passi da gigante.

Leggi anche il nostro articolo sulle fake news che circolano sul Covid-19

Covid-19. Fake news, come riconoscerle, come evitarle

Inviato da Venezia: Marco Lacava

Fonte immagini: Pexels e Pixabay

©2021 Radio Wellness®

 

Condividi su: