Cambiamento, i 5 step per affrontarlo consapevolmente e migliorare il proprio benessere

Cambiamento, i 5 step per affrontarlo consapevolmente e migliorare il proprio benessere

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In questo nuovo episodio del podcast Farmaconsulenze, abbiamo avuto il piacere di intervistare Elisa Baci, farmacista specializzata in coaching. Elisa unisce la sua competenza nel settore farmaceutico alla formazione nel coaching per supportare le persone nel loro percorso di crescita personale e professionale.

Elisa Baci ci ha aiutati ad approfondire il tema del cambiamento, analizzandolo non solo come una fase inevitabile della vita, ma anche come un processo che, se affrontato con consapevolezza, può diventare una preziosa opportunità di crescita personale e professionale.

Ascolta il podcast con l’intervista per scoprire maggiori informazioni.

Comprendere le proprie paure: il primo passo verso il cambiamento

Il cambiamento può spaventare, spesso più di quanto immaginiamo. Questa reazione è del tutto naturale, perché il nostro cervello è programmato per cercare la stabilità e la sicurezza, evitando ciò che è incerto e sconosciuto. Tuttavia, come spiega Elisa Baci, molte delle nostre paure e resistenze non derivano da reali pericoli, ma sono il risultato di schemi mentali consolidati, esperienze passate e convinzioni limitanti che agiscono inconsciamente. Spesso, infatti, ci troviamo bloccati non perché il cambiamento sia realmente impossibile, ma perché la nostra mente ci racconta una storia fatta di dubbi, timori e auto-sabotaggi.

Elisa sottolinea che il primo passo per affrontare il cambiamento in modo consapevole è proprio quello di riconoscere questi meccanismi interiori. Solo prendendo coscienza delle nostre paure possiamo iniziare a sciogliere i nodi che ci trattengono e trasformare la resistenza in una spinta verso nuove possibilità. Per farlo, è fondamentale darsi il permesso di ascoltarsi e di interrogarsi sulle emozioni che proviamo: paura di fallire? Timore del giudizio altrui? Insicurezza rispetto alle nostre capacità?
Identificare la natura di queste paure ci aiuta a ridimensionarle e a gestirle in modo più efficace.

Un esercizio pratico per aumentare questa consapevolezza è imparare a fermarsi, anche solo per pochi minuti al giorno, e prestare attenzione ai propri pensieri e stati d’animo. In una società frenetica, in cui siamo costantemente bombardati da stimoli esterni, trovare il tempo per l’autoriflessione diventa un atto di cura verso sé stessi. Elisa suggerisce di iniziare con semplici momenti di pausa: bastano cinque minuti al giorno per prendere coscienza delle emozioni che ci guidano, individuare i pensieri ricorrenti e comprendere come questi influenzino le nostre scelte quotidiane. Attraverso questa pratica costante, possiamo imparare a distinguere tra paure reali e ostacoli che esistono solo nella nostra mente, aprendo la strada a un cambiamento più sereno e consapevole.

Affrontare il perfezionismo: l’importanza di piccoli passi concreti

Uno degli ostacoli più diffusi e insidiosi nel percorso di cambiamento è il perfezionismo. Spesso ci raccontiamo che essere perfezionisti sia un punto di forza, un segno di dedizione e impegno, ma in realtà può trasformarsi in una trappola che ci paralizza. Elisa Baci condivide la sua esperienza personale, raccontando come questa tendenza l’abbia portata, per molto tempo, a voler controllare ogni minimo dettaglio, con il timore costante di sbagliare e di essere giudicata negativamente dagli altri. Questa ossessione per la perfezione, anziché essere un motore di crescita, può diventare un freno potente, generando ansia, procrastinazione e insoddisfazione cronica.

Ma come si supera questa rigidità mentale? Elisa suggerisce un approccio basato sulla gradualità: imparare ad accettare e tollerare l’errore, esponendosi progressivamente a situazioni che mettono alla prova la nostra rigidità. Il perfezionismo si nutre della paura di sbagliare e l’unico modo per ridurne l’impatto è dimostrare a noi stessi che un piccolo errore non è la fine del mondo. Questo significa iniziare a desensibilizzarsi all’imperfezione, accettando che la crescita personale passa anche attraverso gli errori e le imperfezioni.

Un esempio pratico? Se tendiamo a rileggere un’email decine di volte prima di inviarla, possiamo provare a inviare il messaggio senza rileggere fino all’ultima parola, accettando il rischio di un piccolo refuso. Oppure, se abbiamo paura di parlare in pubblico per il timore di non essere impeccabili, possiamo sperimentare una breve presentazione senza prepararci ossessivamente. Probabilmente, ci renderemo conto che gli errori che tanto temiamo hanno un impatto minimo o nullo e che il giudizio altrui è spesso molto meno severo di quanto immaginiamo.

Questi piccoli esercizi, se ripetuti con costanza, aiutano a ridimensionare la paura del fallimento e a sviluppare una mentalità più elastica, aprendoci a nuove opportunità senza il peso del perfezionismo. Il vero cambiamento non avviene con un salto improvviso, ma con una serie di piccoli passi che, giorno dopo giorno, costruiscono la nostra sicurezza e ci permettono di affrontare le sfide con maggiore serenità.

Il pensiero laterale: uscire dagli schemi per abbracciare il cambiamento

Fin da piccoli, siamo abituati a immaginare il nostro percorso di vita come un sentiero lineare, con tappe ben definite e prevedibili: studiare, trovare un lavoro stabile, costruire una carriera e, possibilmente, evitare deviazioni o passi falsi. Questo schema mentale, pur rassicurante, può però trasformarsi in una gabbia che limita la nostra capacità di adattarci e crescere. Ma cosa succede quando la vita ci mette di fronte a un bivio imprevisto? E se il percorso che abbiamo sempre immaginato per noi non fosse più quello giusto?

Elisa Baci introduce il concetto di pensiero laterale, una teoria sviluppata dallo psicologo Edward De Bono, per spiegarci come il cambiamento non debba essere vissuto come un ostacolo, ma come un’opportunità da esplorare con creatività e apertura mentale. Il pensiero laterale ci insegna che non esiste una sola strada per arrivare a una soluzione, e che spesso le scelte più innovative nascono proprio dalla capacità di uscire dagli schemi e considerare possibilità alternative. Questo approccio è particolarmente utile in un’epoca in cui il mondo del lavoro e le esigenze personali sono in continua evoluzione.

Un esempio concreto? Il percorso professionale del farmacista. Tradizionalmente, si pensa che una laurea in farmacia porti inevitabilmente a un futuro dietro al banco, con un iter quasi prestabilito: laurea, tirocinio, assunzione in farmacia o avvio di un’attività propria. Tuttavia, il settore offre oggi tantissime opportunità al di fuori della farmacia tradizionale, come il coaching, la consulenza nutrizionale, la divulgazione scientifica, la formazione o ruoli nel mondo aziendale e farmaceutico. Elisa sottolinea come aprirsi a queste possibilità alternative non significhi fallire, ma piuttosto ampliare i propri orizzonti e dare valore alle proprie competenze in modi nuovi e inaspettati.

Adottare un pensiero laterale significa anche non temere il cambiamento e le deviazioni dal percorso tradizionale. A volte, ciò che inizialmente ci sembra un passo indietro o una perdita di tempo si rivela invece l’elemento chiave per il nostro sviluppo personale e professionale. Il coraggio di esplorare nuove strade, di reinventarsi e di accettare l’incertezza può portare a scoperte incredibili e a una vita più soddisfacente e in linea con le proprie passioni.

Il messaggio di Elisa è chiaro: non dobbiamo aver paura di uscire dagli schemi. Il cambiamento non è un nemico, ma un’opportunità per creare qualcosa di nuovo e autentico. Saperlo affrontare con un mindset flessibile ci permette di cogliere occasioni che altrimenti non avremmo mai considerato.

Motivazione e costanza: la chiave per un cambiamento duraturo

Uno degli errori più comuni quando si affronta un cambiamento è voler ottenere tutto e subito, con l’illusione che i risultati rapidi e immediati siano l’unico modo per sentirsi soddisfatti. Elisa, con la sua esperienza, ci insegna che il vero segreto per un cambiamento duraturo risiede nella pazienza e nella perseveranza: è fondamentale procedere con piccoli passi, costruendo nuove abitudini in modo graduale, senza cercare soluzioni istantanee. Questo approccio non solo rende il processo più realistico e gestibile, ma permette anche di affrontare le sfide con una mentalità positiva e resiliente.

Nel coaching, un concetto centrale è quello delle azioni incrementali: anziché fissarsi un obiettivo ambizioso e cercare di raggiungerlo tutto in una volta, risulta molto più efficace suddividere il percorso in tappe gestibili e realistiche. Ogni piccolo successo, ogni passo in avanti, contribuisce a costruire una base solida su cui poggiare il cambiamento, facendo sentire il progresso concreto e motivante.

Questo principio non si limita solo alla crescita personale: è valido in tutti gli ambiti della vita. Che si tratti di migliorare la propria salute, di fare carriera, di sviluppare abilità nuove o di imparare a gestire le emozioni, il successo a lungo termine non è mai il risultato di un colpo di fortuna o di una rivoluzione improvvisa. Al contrario, nasce da un impegno costante, da una disciplina che si costruisce nel tempo e che, passo dopo passo, crea il cambiamento desiderato. Ogni piccolo sforzo accumulato quotidianamente diventa la pietra miliare di una crescita sostenibile, che non solo porta a risultati concreti, ma rende anche il cambiamento parte integrante del proprio stile di vita.

Il ruolo del coach nel percorso di cambiamento

Elisa sottolinea un aspetto fondamentale: il compito del coach non è quello di “motivare” le persone in senso tradizionale, come se fosse un incentivo momentaneo per scatenare un’azione immediata. In realtà, il coach ha una funzione molto più profonda e strutturata, che consiste nel fornire supporto per creare e seguire un piano d’azione efficace, personalizzato e praticabile. Non si tratta di fornire soluzioni facili o preconfezionate, ma di lavorare insieme al coach per costruire una strategia che si adatti alle sue esigenze specifiche e al suo contesto di vita.

Il coach, in questo processo, non è un semplice motivatore, ma una guida esperta che accompagna la persona attraverso ogni fase del cambiamento. Aiuta a chiarire gli obiettivi, facendoli diventare concreti, misurabili e realizzabili. Il ruolo del coach è quello di stimolare la riflessione, di fare domande che spingano la persona a esplorare le proprie risorse interiori, i propri talenti e le proprie capacità, per poi utilizzare tutto questo materiale come base solida su cui costruire il cambiamento desiderato.

Un buon coach non impone soluzioni esterne, ma facilita un processo di auto-scoperta. È proprio questa autonomia che permette di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza, forza interiore e fiducia nelle proprie possibilità. Non c’è nulla di artificiale in questo tipo di evoluzione: il cambiamento diventa un processo naturale che affiora gradualmente, ancorato alle vere necessità e desideri della persona. Con il supporto di un coach, quindi, il cambiamento non è qualcosa che si impone dall’esterno, ma una crescita organica che si radica profondamente nel modo di pensare e di agire della persona, rendendolo autentico e duraturo nel tempo.

Conclusione: il cambiamento come crescita e benessere

Affrontare il cambiamento è una delle sfide più complesse che possiamo incontrare nel nostro cammino, ma, come ci ha insegnato Elisa, non è un ostacolo insormontabile. Al contrario, con la giusta consapevolezza e gli strumenti adeguati, il cambiamento può trasformarsi in un’opportunità straordinaria, in un catalizzatore di crescita personale e benessere. Elisa non si limita a fornire soluzioni superficiali, ma ci invita a intraprendere un viaggio profondo verso la comprensione di noi stessi, delle nostre risorse e dei nostri desideri autentici. Attraverso riflessioni che ci spingono a guardare oltre le paure iniziali e strategie pratiche che rendono ogni passo più accessibile, Elisa ci offre la possibilità di evolverci in modo sano e sostenibile.

Il cambiamento, se affrontato con una mentalità aperta e preparata, non è un processo doloroso o destabilizzante, ma un percorso di auto-scoperta e crescita che ci arricchisce ogni giorno di più. Non si tratta solo di modificare abitudini o comportamenti, ma di evolvere come individui, di imparare a conoscere meglio chi siamo e cosa vogliamo davvero. Questo tipo di cambiamento è profondamente connesso al nostro benessere, perché nasce dalla capacità di adattarsi alle circostanze della vita con fiducia e resilienza, mantenendo l’equilibrio tra i propri sogni e le realtà quotidiane.

Con gli strumenti giusti, che Elisa ci ha sapientemente illustrato, la paura del cambiamento non è più una barriera insormontabile, ma una tappa fondamentale del nostro percorso di evoluzione. Diventa un’opportunità di crescita che ci permette di affrontare la vita con maggiore serenità, consapevolezza e, soprattutto, un benessere che nasce da dentro, dalle scelte che facciamo per migliorarci ogni giorno. Il cambiamento, quindi, non è solo un traguardo da raggiungere, ma un viaggio continuo che ci invita a essere più veri, più forti e, infine, più felici.

Leggi anche il nostro articolo “Nicoletta Romanazzi, la mental coach dei record”

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Dorotea Rosso

Radio Wellness è una testata giornalistica che offre informazioni a carattere generale su salute e benessere.
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