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Festa del Bio, scopri il mondo del biologico, sabato 9 marzo a Milano

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Festa del bio, partecipa a questa fantastica occasione per scoprire i benefici del cibo biologico e di uno stile di vita più sano. Potrai gustare prelibatezze biologiche, incontrare esperti del settore e divertirti in compagnia. Sabato 9 marzo 2024 a Palazzo Giureconsulti in Piazza dei Mercanti, 2 a Milano. Radio Wellness è official radio dell’evento

“Si tratta di un momento di incontro tra imprese e associazioni del bio con i cittadini per far conoscere i valori e i metodi di produzione del biologico”, sono state queste le parole di Maria Grazia Mammuccini, Presidente di Federbio che ai microfoni di Wellness Notes ha parlato dell’evento, gratuito e aperto a tutti.

Ascolta il podcast integrale

Festa del bio, un’occasione per conoscere meglio il mondo del biologico

Pensare alla nostra salute e a quella del pianeta. E’ questo lo slogan della Festa del bio, con momenti di approfondimento, show cooking, spazio gioco per i più piccoli, un modo per imparare divertendosi.

Il biologico in agricoltura, nella trasformazione e distribuzione è controllato e garantito. Anche sul fronte prezzi oggi ci sono catene che hanno un occhio di riguardo sul contenimento dei prezzi, senza contare lo spreco alimentare. Seguendo facili regole come l’acquisto a chilometri 0 o la riduzione del consumo di carne si può fare tanto sia per la nostra salute che per il risparmio delle risorse ambientali.

Festa del bio, per creare una cultura condivisa

Festa del bio, il biologico è donna

L’attenzione verso la sostenibilità e il benessere del nostro Pianeta è sempre maggiore, grazie anche alle donne che da anni si impegnano per promuovere un cambiamento significativo nell’agricoltura e nella ricerca. Con determinazione e visione, guidano il settore agricolo verso pratiche più sostenibili, che non solo rispettano l’ambiente ma ne salvaguardano anche la salute per le future generazioni. All’indomani dell’8 marzo, la parola alle protagoniste dell’agricoltura biologica e della rivoluzione agroecologica. È dalle donne che parte la spinta propulsiva per un cambio radicale nel settore della produzione agricola. E sono loro le leader della transizione green.

Biologico, come riconoscerlo?

Per distinguere il prodotto bio dobbiamo cercare l’eurofoglia, il logo del certificato europeo, poi saper leggere l’etichetta è importante. L’origine della materia prima si può desumere dall’etichetta e di conseguenza anche la tracciabilità del prodotto. E proprio l’etichetta bio raccontata da Patrizio Roversi sarà uno dei momenti della Festa del bio. Come si riconosce un prodotto biologico? Come si legge un’etichetta bio? Ce lo spiega, in maniera originale e divulgativa proprio Patrizio Roversi.

Il futuro sarà sempre più bio, dovremo imparare a produrre in maniera sostenibile, bisogna trasferire molta conoscenza ai cittadini perché aumentino la loro scelta biologica ed eventi come la Festa del bio vanno proprio in quella direzione.

Biologico, una storia iniziata 100 anni fa

Il movimento del biologico fu fondato almeno 100 anni fa da pionieri visionari che videro le connessioni tra il nostro stile di vita, il cibo che mangiamo, il modo in cui produciamo questo stesso cibo, la nostra salute e quella del pianeta.

Agricoltura biologica, rispetto per la salute e la terra

Nei decenni successivi, si svilupparono standard di produzione e trasformazione e, in tutto il mondo, le organizzazioni del biologico introdussero schemi di certificazione. Il biologico fu regolamentato nel dettaglio. La normativa ufficiale fu introdotta per la prima volta in Europa e negli Stati Uniti d’America negli anni ’80. Al 2015, 82 Paesi in Africa, nelle Americhe, in Asia, Europa e Oceania avevano implementato normative sul biologico.

Gli standard del biologico, le ispezioni di controllo e le certificazioni si sono guadagnati la fiducia dei consumatori e dei decisori politici. Si è registrata una rapida crescita nell’area dei terreni coltivati a biologico certificato (circa 78 milioni di ettari in 170 Paesi nel mondo nel 2013) e nel valore di mercato dei prodotti alimentari biologici (72 miliardi di $ in tutto il mondo nel 2013).²

Ad ogni modo, l’importanza dei sistemi biologici è molto superiore a quanto suggerito da questi dati, i quali rappresentano unicamente la produzione e il consumo di biologico certificato. Nella pratica, sono i piccoli produttori e coltivatori – frequentemente donne – che nei paesi del Sud del mondo, meno sviluppati dal punto di vista economico, garantiscono che ci sia sufficiente cibo per la maggior parte delle famiglie. Molti di loro non hanno facile accesso agli input che sono il pilastro dell’agricoltura industriale intensiva e basata sulla chimica. Sono già fondamentalmente biologici nella loro essenza e potrebbero trarre grande beneficio dal miglioramento dalla progettazione agroecologica della propria azienda agricola.³

Gli ultimi decenni hanno anche testimoniato uno sforzo collettivo per consentire sostegno politico e amministrativo, sviluppo di mercato e, conseguentemente, accesso a e disponibilità di alimenti, tessuti, prodotti per la cura personale e altri prodotti salutari migliori. Grazie alla ricerca e sviluppo effettuata da istituti, università e programmi partecipativi nei campi degli stessi agricoltori, sono state superate molte sfide tecniche.

Biologico 3.0

La strategia per il Biologico 3.0 include sei caratteristiche/punti principali, che promuovono in maniera coerente la diversità alla base del biologico e riconoscono che non esiste un approccio unico valido per tutti:

  1. Una cultura dell’innovazione, per incoraggiare una maggiore conversione degli agricoltori, l’adozione delle pratiche migliori e, in generale, per aumentare la produttività e la qualità;
  2. Continuo miglioramento verso le buone pratiche, a livello locale e regionale;
  3. Diversi modi di garantire integrità e trasparenza, per ampliare l’adozione dell’agricoltura biologica oltre la garanzia e la certificazione di terza parte;
  4. Inclusione di criteri di sostenibilità più ampi, attraverso alleanze con i molti movimenti e organizzazioni che hanno approcci complementari ai sistemi alimentari e agricoli realmente sostenibili;
  5. Legittimazione olistica dal campo al prodotto finito, riconoscendo l’interdipendenza e le vere partnership esistenti lungo le catene di valore così come a livello territoriale;
  6. Valore reale e determinazione di un prezzo equo, per internalizzare i costi, incoraggiare la trasparenza per i consumatori e i decisori politici e per conferire agli agricoltori il ruolo di partner a pieno titolo.

Fonte: feder.bio